22 giugno 2010

All'UFO, all'UFO!

Che cosa si può dire del tema tecnologico dell'esame di maturità di quest'anno?

Intanto, che non è un tema sugli UFO, come si sono affrettati a dire quasi tutti i giornali stamattina, prima ancora che fossero rese pubbliche le tracce complete. È il tipico caso in cui si farebbe bene ad aspettare un po', prima di trarre conclusioni sbrigative. È un tema sulla ricerca di vita nell'universo. "Siamo soli?" è un argomento legittimo, che si può affrontare tranquillamente dal punto di vista scientifico. 

Qualche perplessità potrebbe nascere sui documenti che corredano la traccia. Sono tutti presi da studiosi o da divulgatori autorevoli, ma il loro accostamento potrebbe suggerire un'interpretazione poco cauta dell'argomento. La parola UFO c'è, in effetti, ma è citata nel suo significato di oggetto non identificato, non certo per dare credito all'ipotesi che si tratti di veicoli extraterrestri (a parte nel finale un po' troppo aperto, ma talmente vago da non essere facilmente criticabile). Forse la cosa che lascia più dubbi è la citazione di Davies che, decontestualizzata, sembra quasi andare nella direzione dell'intelligent design. Ma è inutile fare il processo alle intenzioni. In questa traccia, e nei documenti che l'accompagnano, presi per quello che sono, non mi pare ci sia niente di clamorosamente sbagliato o scandaloso (a parte il modo in cui è scritto Star Trek).

Semmai, ci si potrebbe chiedere se un ragazzo del liceo abbia gli strumenti adeguati per affrontare un argomento di tale complessità, o se questo fosse il tema più adatto tra i tanti possibili. Ma questo è un altro discorso. Quello che è certo è che i ragazzi queste domande se le fanno; sono domande interessanti, e si può imparare tantissimo (aiutati da bravi insegnanti) cercando di trovare una risposta scientifica.

Poi, finché una classe di intellettuali sopraccigliosi e con poca cultura scientifica risponderà a questioni legittime semplicemente facendosene beffe, continuerà a succedere quello che succede già: e cioè che le risposte, a quei ragazzi, le darà Roberto Giacobbo.

21 giugno 2010

Canale 150

Domani sono all'Opificio Telecom Italia a Roma, per la seconda tappa di Canale 150: proviamo a raccontare le vite di un po' di italiani degli ultimi 150 anni.

(L'ingresso è libero ma bisogna prenotarsi scrivendo a info@canale150.it e indicando nome, cognome, numero di posti da riservare e le performance da seguire.)

16 giugno 2010

La scienza dei suoni fastidiosi

Su New Scientist c'è un'intervista con un fisico a proposito delle ormai famigerate trombette. Il fastidio è il risultato del volume elevato (116 decibel a un metro di distanza, più o meno come una motosega o una sirena; la soglia del dolore è a 130 decibel) sommato al fatto che il suono è concentrato in un intervallo di frequenze piccolo e quindi suona particolarmente monotono (frequenza fondamentale di 235 Herz - è un si bemolle - più una serie di armoniche). In più, il singolo suonatore inesperto crea un suono più simile al barrito di un elefante che a quello di un corno da caccia (come dovrebbe essere): tanti suoni del genere, tutti insieme, sembrano uno sciame di insetti, ma senza un minimo di variazione.

Quello che stento a capire è come mai i tecnici audio dei canali televisivi non abbiano ancora deciso di attenuare il suono (magari non cancellare completamente, per rispettare l'atmosfera dello stadio) usando un filtro estremamente selettivo. Sarebbe facilissimo.

11 giugno 2010

Gira il mondo gira



Beta Pictoris è una stella molto giovane (dodici milioni di anni di età, praticamente appena nata) che sta dando grandi soddisfazioni agli astronomi che si occupano di ricerca di pianeti fuori del sistema solare. È piuttosto vicina a noi ("solo" 60 anni luce), il che la rende un ottimo oggetto di studio. È stato uno dei primi casi (e sicuramente il più chiaro) in cui si è riuscito a osservare il disco di polvere che circonda una stella dopo la sua formazione - in pratica, il materiale di costruzione da cui hanno origine i pianeti.

E un pianeta, lì intorno, c'è davvero. Anzi, è uno dei pochi casi in cui ne abbiamo un'immagine diretta (nella maggior parte dei casi la presenza di un pianeta intorno a un'altra stella può essere dedotta solo indirettamente: i pianeti sono piccoli e poco luminosi rispetto alle stelle). Non solo. Adesso viene fuori che il pianeta - come è normale - si è mosso nel corso degli anni. Nell'immagine di sopra - ottenuta da osservazioni fatte con il Very Large Telescope dell'ESO - si vede bene il disco di materiale intorno alla stella (i due sbuffi laterali) e la posizione del pianeta in due periodi separati da qualche anno (i due puntini al centro dell'immagine), insieme all'orbita presunta. (La zona scura al centro dell'immagine è dovuta alla rimozione della luce della stella centrale, che altrimenti sarebbe così forte da rendere impossibile vedere tanto il disco che il pianeta.)

Mica male. Ora, basterà solo aspettare ancora qualche anno per vedergli fare il giro completo.

10 giugno 2010

Come decidiamo

In margine al post di ieri, ho pensato che dovrei suggerire anche la lettura di "Come decidiamo", di Jonah Lehrer; un libro in cui potete trovare parecchi esempi di bias cognitivi legati alle decisioni. Uno tra tutti: quando scegliete un vino, quello che costa di più vi sembra oggettivamente più buono. Ma vi sbagliate.

09 giugno 2010

Voi non sapete quello che pensate di sapere

Io vado matto per i bias cognitivi, quei meccanismi mentali che ci fanno credere di sapere cose che non sappiamo o ci fanno prendere decisioni sbagliate illudendoci che siano giuste. Sono talmente tanti e talmente bizzarri che uno, dopo che li conosce, è portato a essere molto meno tronfio a proposito del funzionamento di quel pur meraviglioso chilo e mezzo di roba che ha nella scatola cranica. Alcuni esempi famosi sono la fallacia dello scommettitore (quella cosa che spinge a puntare sui numeri ritardatari nel lotto) o il confirmation bias (quello per cui la gente tende a selezionare solo l'informazione che conferma le proprie ipotesi preconcette). Tra i miei preferiti in assoluto c'è l'effetto Dunning-Kruger. È una cosa diabolica: meno le persone sono competenti, più pensano di saperla lunga (come corollario, i loro argomenti suonano spesso più convincenti). Più sono esperte, invece, più sono inclini a cogliere i difetti dei propri argomenti (e quindi sembrano anche meno sicure della propria opinione). È l'effetto che ha portato Bertrand Russell a dire:

"Nel mondo moderno, gli stupidi sono pieni di sé, e gli intelligenti pieni di dubbi."

Comunque, ho scoperto (via Kottke) che c'è un blog dedicato solo ai bias cognitivi. Credo che diventerà una delle mie letture fisse.

07 giugno 2010

Batteri a metano

A quanto pare, il metano è diventata una delle chiavi per chi cerca la vita fuori dalla Terra. Un po' di tempo fa era stata ipotizzata la possibile presenza di batteri su Marte per interpretare le forti emissioni del gas che provenivano dal sottosuolo. Qualche giorno fa, nel nord del Canada - in un ambiente piuttosto ostile e per alcuni versi simile a quello marziano - è stata trovata la prova che colonie di batteri possono sopravvivere "nutrendosi" di metano, anche a temperature bassissime e in assenza di acqua liquida. Ed è stato suggerito che su Titano, una delle lune di Saturno, il metano liquido possa svolgere un ruolo simile a quello dell'acqua sulla Terra (ma di questo parlo più in dettaglio sul Post).

06 giugno 2010

Cose alla radio

Un paio di arretrati di cose fatte su Radio Deejay con Matteo Curti e il Trio Medusa, per chi proprio non vuole perdersene una: chiarire le idee confuse degli "scienziati di Viterbo" in materia di unità di misura, e spiegare lo strano caso della banda di Giove scomparsa.

04 giugno 2010

"Divertente: ora ripulite tutto, però"


Un gruppo di studenti del Minnesota's Carleton College ha trasformato l'osservatorio del campus in una versione gigante del robottino di Guerre Stellari (R2D2 o C1P8, fate voi).

03 giugno 2010

Whitman, le meteore, e un astronomo



Donald Olson è un astronomo della Texas State University che si diverte a trovare riferimenti astronomici nei quadri e nella letteratura. Qualche anno fa aveva ipotizzato che ci fossero tracce della supernova del 1572 (quella di Tycho Brahe) nell'Amleto. Un po' di tempo dopo, aveva stabilito la data di creazione del dipinto "La Luna che sorge" di Van Gogh, attraverso la ricostruzione la posizione del satellite.

Adesso, Olson dice di aver individuato a quale sciame di meteore si riferiva Walt Whitman in questo poema. Sarebbe lo stesso raffigurato nel quadro di sopra, "The meteor of 1860" di Frederic Church: una meteora entrò nell'atmosfera terrestra e si frammentò creando una spettacolare serie di esplosioni nel cielo degli Stati Uniti orientali.

Non so come Whitman avrebbe preso tutto questo. Nonostante i frequenti riferimenti alle stelle, al cielo e all'universo, non sembrava andare molto d'accordo con le analisi scientifiche. Una delle poesie nelle "Foglie d'erba" contiene alcuni dei versi più acidi che io abbia mai letto sugli astronomi.
Quando udii il dotto astronomo,
Quando le prove e le cifre mi vennero incolonnate dinanzi,
Quando mi mostrarono le carte e i diagrammi, da addizionare, dividere, calcolare,
Quando, seduto nell'anfiteatro, udii l'astronomo parlare, e venire a lungo applaudito,
Come improvvisamente, inesplicabilmente mi sentii stanco, disgustato,
Finché, alzatomi, fuori scivolando me ne uscii tutto solo,
Nella mistica umida aria notturna e, di tratto in tratto,
Alzavo gli occhi a contemplare in silenzio le stelle.

[Foglie d'erba, Einaudi Tascabili 1993, p. 349, traduzione di Enzo Giachino]

02 giugno 2010

The sound of science

Lily Asquith, una scienziata dell'esperimento ATLAS, ha creato un progetto per tradurre in suoni quello che accade dentro LHC. Qualche esempio è già disponibile qui, accompagnato da una spiegazione dettagliata di come è stato prodotto.