11 febbraio 2009

Vite degli astronomi /1. Tycho Brahe (1546-1601)

Tycho (o Ticone, come lo conosciamo dalle nostre parti) nasce con la camicia. Figlio di nobili danesi ben introdotti con il re Federico II, ha davanti a sé un sicuro avvenire da ricco uomo di corte, ma a tredici anni assiste a un'eclissi di sole e viene rapito dal demone dell'astronomia. A diciassette si rende conto che in giro non ci sono due mappe celesti uguali — chiaro segno che lo studio degli astri è in mano a dei cialtroni — e decide che sarà lui a rimettere le cose a posto. A venti, dopo una ricca bevuta, affronta a duello un cugino per questioni di matematica e ci rimette il naso. La plastica ancora non esiste e allora glielo rifanno d'oro (o d'argento, o di rame, non si è mai capito).

A ventisei, camminando per strada di ritorno da una cena, nota in cielo un astro che prima non c'era. È la supernova del 1572 (cioè, questo è il modo in cui la chiamiamo noi oggi). Tycho la studia per bene, usando i soldi di papà per farsi costruire uno strumento che ne misuri la posizione spaccando il capello. Dimostra in modo certo che il nuovo astro non si muove rispetto alle altre stelle e quindi non è né una cometa né un pianeta, come sarebbe piaciuto agli aristotelici che volevano mantenere incorrotta e immutabile la sfera delle stelle fisse. Ci scrive un libro e diventa il più famoso astronomo d'Europa. Federico II gli regala un'isola intera — completa di abitanti, tutti al suo servizio — e lui ci fonda Uraniborg, il centro astronomico più importante dell'epoca.

Poi, l'uomo dal naso d'oro passa il resto della vita a dare feste (celebri le esibizioni del nano di corte Jepp), a mettere insieme il più completo e accurato insieme di dati astronomici mai esistito, e a lavorare ad un modello del sistema solare che non è né quello di Tolomeo con la Terra al centro, né quello di Copernico con il Sole al centro, ma un ibrido: un capolavoro di funambolismo in cui il Sole gira intorno alla Terra, gli altri pianeti girano intorno al Sole, e tutti sono contenti. Purtroppo, il modello terzista di Tycho non va molto bene al botteghino. In più, Tycho cade in disgrazia con il nuovo sovrano di Danimarca e deve trasferire l'attività a Praga. È l'inizio della fine.

Una sera, Tycho è a una cena tra nobili. Ha bevuto un bel po' e dovrebbe andare in bagno, ma il protocollo è rigido e lui ci tiene a non fare brutta figura. Risultato: ci rimette la vescica. Muore qualche giorno dopo, ripetendo a Keplero, suo assistente: "Fa' in modo che io non abbia vissuto invano".

(Qualcuno ha sostenuto che la storia della vescica sarebbe in realtà un'invenzione di Keplero, che avrebbe avvelenato Tycho con il mercurio per rubargli i dati. Lasciamo a Roberto Giacobbo e a Dan Brown il compito di dirimere la questione in modo obiettivo.)

18 commenti:

  1. lei, caro professore, mi sorprende ogni volta, in ispecie per la levità della sua scrittura.
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  2. caro bloggo, suvvia, lei mi confonde :)
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  3. Avessi letto questo post qualche giorno fa, sabato sera avremmo avuto qualcosa di cui discutere. :)
    Comunque aneddoto curiosissimo. Molto interessante.
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  4. Io non ho ancora capito se siamo noi a volerle bene perché è pazzo, oppure se siamo pazzi noi perché vogliamo bene a lei.
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  5. @smeerch: sarà per la prossima volta :)

    @sba: la seconda, senza dubbio ;)
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  6. ogni tanto penso che se queste cose le facessero più presenti i professori a scuola, ci sarebbero meno ragazzini che pensano che astronomi, matematici e fisici sono degli sfigati.
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  7. @Sba: io opto per la prima, oppure per essere un po' pazzi tutti!
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  8. sottoscrivo @piero e ringrazio keplero per l'aneddotto con cui mi beerò alla prima occasione, incompreso e terzista come Ticone naso d'oro. però felice.
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  9. scrittura davvero piacevole.
    ad avercene di prof. così!
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  10. Ma di Uraniborg è rimasto qualcosa?

    Di questi tempi meglio alzare gli occhi al cielo per sfuggire all'oscurantismo terreno.
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  11. Che vita avventurosa! Mi è piaciuta soprattutto la parte sulle feste e i nani di corte. Poverino, dev'essere stata una morte dolorosa. Dov'era la sua isola, e Uraniborg?c
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  12. @midori e @irene: L'isola è Ven, oggi in Svezia (allora si chiamava Hven ed era danese). Di Uraniborg è rimasto un museo.
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  13. Scopro il tuo blog grazie a mantellini.
    Le storie sono bellissime,faccio attualmente il prof di scienze, ne trarro spunto per prossime lezioni sull'astronomia.
    Romualdo
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  14. sono uno studente liceale e se devo dire la verità apprezzerei molto di più le materie scientifiche se l'approccio fosse sempre questo...ma non riesco a trovare nessun sito che sia in grado di fornirmi info più dettagliate riguardo agli studi di tycho e alle sue teorie
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  15. Grazie :) Quando c'è bisogno di più dettagli è sempre meglio rivolgersi ai libri. Forse per iniziare può andar bene una storia generale dell'astronomia, come quella curata da Michael Hoskin e pubblicata da BUR.
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  16. ciao a tutti....
    se davvero a qualcuno puó interessare approfondire l'argomento Tycho e Uraniborg ho fatto l'intera tesi di laurea su di lui!!!....e sono l'unica al mondo ad aver ricostruito uraniborg al computer in 3d!!!!.....un saluto a tutti
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  17. Be', certo che ci interessa: facci sapere di più!
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