25 settembre 2010

La relatività a portata di mano

La testa invecchia più rapidamente dei piedi. Non è un motto popolare, e neanche la conclusione di una ricerca medica. È una conseguenza della relatività di Einstein, una manifestazione del fenomeno della dilatazione dei tempi in un campo gravitazionale. Ne avevamo parlato già parlato qui e qui. È un effetto ben dimostrato, di cui si tiene conto nella progettazione dei satelliti GPS.

Adesso, usando orologi ultra-precisi e tecniche sperimentali sofisticate, un gruppo di fisici è riuscito a misurare la dilatazione dei tempi con una precisione tale da notare il diverso scorrere del tempo a varie altezze in una stessa stanza, fino a una trentina di centimetri (!). Si tratta di differenze di tempo minuscole: a quelle separazioni, nel tempo di una vita di 80 anni si accumulerebbero una novantina di miliardesimi di secondo di scarto. Ma nonostante le ricadute nella vita quotidiana siano trascurabili, potrebbero essere interessanti per le applicazioni scientifiche, ad esempio per misurare micro-variazioni del campo gravitazionale terrestre.

E in ogni caso, saperlo, non vi fa sentire un po' strani?

13 commenti:

  1. Altroché!
    Sono sempre contento, per così dire, di tutto ciò che destabilizza (passami il termine) la percezione continua e antropocentrica (passami anche questo) che abbiamo della cosiddetta realtà.

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  2. Eh sì! E la fisica è piena di cose di questo tipo.

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  3. Si potrebbe stare a testa in giù per far invecchiare di più i piedi :)

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  4. Quindi i minatori camperebbero di più di chi vive in un attico. Per non parlare di chi sta a livello del mare rispetto ai montanari :-)

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  5. ma non potrebbe essere che più semplicemente la gravità influisca sulle "lancette dell' orologio" piuttosto che sul tempo?

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  6. Intendi sul meccanismo di misura, in generale? Be', per un fisico il tempo è una cosa che si misura. E siccome l'effetto della gravità è esattamente lo stesso qualunque metodo di misura tu possa usare, non fa nessuna differenza.

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  7. Già. Potrei misurare due eventi temporali identici che si verificano a quote diverse standomene nello stesso punto, evitando che la gravità possa starare il mio strumento di misurazione.

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  8. Amedeo, sempre in tema di relatività, anche se un po' OT, sarebbe interessante sapere la tua opinione su questo articolo: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_settembre_30/buchi-neri_065846ac-cc56-11df-b9cd-00144f02aabe.shtml, e più in generale, mi piacerebbe vedere un approfondimento su questo blog della questione.

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  9. Visito il tuo blog mentre ti guardo in TV.
    Complimenti per l'ottimo lavoro.

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  10. Il link della ricerca non funziona...

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  11. Grazie, lo avevano spostato, l'ho ripristinato.

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  12. Scusa, ma non è l'esatto contrario? La velocità lineare della testa è senza dubbio maggiore di quella dei piedi, dovendo percorrere molta più circonferenza; la testa cioè viaggia più velocemente dei piedi.
    Nel paradosso dei gemelli, dove uno rimane a terra e l'altro parte con un'astronave che si muove a velocità vicine a quella della luce, al ritorno del viaggiatore è lui a restare giovane (perché è stato lui a muoversi velocemente) e quello "fermo" ad essere invecchiato.
    Reminescenze confuse del liceo, chi va più veloce non invecchia meno? E quindi la testa meno dei piedi?

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