17/02/08

Tempo in alta quota

(Riassunto per quelli che non hanno voglia di leggere il resto: la prossima volta che andate in montagna o in aereo, sappiate che state invecchiando più velocemente. Poi non dite che la fisica è noiosa.)

Una delle tante cose sorprendenti della relatività di Einstein è che il tempo non soltanto scorre in modo diverso per osservatori in moto a velocità diverse, ma anche per osservatori che si trovano in punti diversi di un campo gravitazionale (il che di fatto equivale a dire in punti diversi dello spazio). Ad esempio, più ci si avvicina a una massa, più il tempo scorre lentamente. Un orologio che cadesse verso un buco nero rallenterebbe fino a fermarsi del tutto in prossimità dell'orizzonte degli eventi. Questo è un caso estremo, ma in realtà persino la massa relativamente piccola della Terra riesce a produrre un effetto misurabile: oggi sappiamo che gli orologi atomici nei satelliti della rete GPS sono sistematicamente più veloci di quelli a terra (anticipano di 38 milionesimi di secondo al giorno per l'effetto combinato del moto del satellite e del fatto che il campo gravitazionale terrestre è più debole a quella quota). 

(Pausa: adesso arriva una prova che i fisici certe volte hanno idee semplici e geniali.) 

La prima verifica sperimentale dell'effetto della gravità sul tempo fu fatta nel 1959 da R. V. Pound and G. A. Rebka. L'esperimento è poco noto, ma è un esempio straordinario di quello che si può fare con molto ingegno anche usando mezzi tutto sommato modesti. Pound e Rebka riuscirono a misurare la differenza nello scorrere del tempo tra il tetto e la base di una torre alta 22,5 metri al Jefferson Physical Laboratory di Harvard. Il ritardo previsto per una differenza di altezza così piccola è minuscolo, ma Pound e Rebka escogitarono un modo per misurarlo. L'idea si basa sul fatto che ogni volta che un atomo cambia stato emette o assorbe fotoni solo a frequenze ben precise. Ma la frequenza dei fotoni emessi da un atomo vicino al suolo, dove il campo gravitazionale è più forte, sarà minore di quella dei fotoni emessi dallo stesso atomo in cima alla torre. La differenza di frequenza, per quanto piccolissima, farà sì che l'atomo a terra non riuscirà a riassorbire i fotoni prodotti dall'atomo in cima alla torre (e viceversa).

Non solo Pound e Rebka verificarono che le cose stavano proprio in questo modo, ma addirittura misurarono la minuscola variazione di frequenza dovuta alla differenza di campo gravitazionale. E il modo in cui lo fecero è un altro capolavoro di ingegno. Quando i fotoni sono emessi da una sorgente in movimento, la loro frequenza cambia per via dell'effetto Doppler. Se riusciamo a muovere la sorgente in modo da compensare esattamente l'effetto dovuto al campo gravitazionale, la sua velocità ci dirà esattamente qual è la differenza di frequenza. Per controllare la velocità dei loro campioni di atomi di ferro (uno in cima alla torre e uno alla base), Pound e Rebka li fissarono al cono di un altoparlante messo in vibrazione da un segnale di frequenza nota e variabile a piacere. E così furono sicuri di aver trovato la frequenza giusta quando gli atomi alla base della torre cominciarono a riassorbire i fotoni prodotti dagli atomi sulla cima. relatività, tempo

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3 commenti:

7di9 ha detto...

Complimenti per l'articolo! Il principio mi appare logico, ma la mia mente a tre dimensioni ancora non riesce a carpirlo del tutto, dal punto di vista ontologico intendo, dell'essenza. Ma forse dipende tutto dall'impianto mistico-letterario a cui sono abituati i miei pensieri.

Un saluto connettivo!

7di9

Amedeo Balbi ha detto...

Figurati, nessuno lo capisce davvero.
Ciao

Anonimo ha detto...

Sono un ignorante, ma curioso. Scusate dunque molto la mia intrusione e le mie sciempiaggini.Mi permetto chiedere a proposito del vuoto,che poi non è tanto vuoto, come mi pare di aver capito, anche dagli argomenti svolti su questo blog:considerato che in fisica, se non erro, non ci sono sistemi che possano essere considerati in quiete rispetto ad altri, potrebbe invece il vuoto essere considerato il sistema in quiete, rispetto al quale l'universo in espansione si muove?

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