15 marzo 2010

Il tempo non basta

È in periodi come questo che vorrei avere la possibilità di sfruttare pienamente le mirabilanti conseguenze della teoria della relatività. Per esempio, mi farebbe molto comodo poter trovare un sistema di riferimento in cui la dilatazione dei tempi rendesse le mie giornate lunghe, che so, il triplo degli altri abitanti del pianeta. Purtroppo, in condizioni normali gli effetti relativistici sono talmente piccoli che bisogna inventarsi dei modi ingegnosissimi soltanto per accorgersi che esistono. Come nell'esperimento di Pound e Rebka (di cui parlammo qui) o in una sua versione aggiornata e molto più precisa che usa un complicato sistema di intereferenza quantistica tra atomi, e i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Nature. (La curiosità è che uno dei tre autori è Steven Chu, il premio Nobel ministro dell'energia di Obama. Chissà, forse anche lui ha problemi di tempo.)

Niente, dovrò rassegnarmi a dormire un numero minore di ore.

5 commenti:

  1. Però dopo tutta questa tirata mi aspettavo una rivelazione clamorosa. Che dev'esserci, ti tengo d'occhio!
    E se non leggi questo commento recuperi una manciata di secondi ;-)

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  2. Al momento giusto, saprete tutto ;)

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  3. Il guaio è che ragionando su questo problema del tempo metti all'opera il processo di autocoscienza, il quale implica uno slittamento di tempo verso il passato: sei consapevole di essere già stato cosciente. .-) ciaz.

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  4. Quando ero all'universita' avevo cercato di smettere (di dormire) :-)
    ovviamente non e' possibile, ma direi che con un po' di allenamento ci si puo' assestare sulle 4-5 ore a notte, magari con un paio di pisolini di mezz'ora durante il giorno

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  5. @ Anisotropie
    No non credo sia una buona idea. Puoi, forse, farlo per brevi periodi da giovane ma non funziona: controlla il tuo rendimento quando sei stanco.

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