Prima di dire quello che penso dello Star Trek di JJ Abrams, devo fare una premessa indispensabile. Se non si fosse capito, io sono uno di quelli che da bambini si sono innamorati della serie originale (girata alla fine degli anni '60, ma arrivata da noi solo negli anni '80, attraverso le reti televisive locali). Poi sono cresciuto con i film (i primi sei con il vecchio cast e gli altri), e da adulto ho continuato a seguire tutte le nuove serie di telefilm e di film degli anni '90, prima con attenzione (The Next Generation e Deep Space Nine) poi sempre più distrattamente (Voyager e Enterprise), mentre la saga si avvitava stancamente su se stessa, com'è forse inevitabile per una cosa andata avanti per oltre tre decenni. Comunque, per me Star Trek rimane soprattutto quello della prima serie: Kirk, Spock e McCoy, l'astronave Enterprise e la missione "quinquennale" alla "ricerca di altre forme di vita e di civiltà, per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima".
Sarebbe naturale concludere che i ricordi infantili e la mitologia che uno crea intorno a essi siano alla base dell'amore duraturo per quei personaggi e per quelle storie. Ma penso che ci sia qualcosa di più. La spiegazione che mi sono dato è che nelle storie dell'equipaggio originale dell'Enterprise c'era, oltre al senso dell'avventura e all'esplorazione dell'ignoto, un respiro epico che superava le intenzioni degli autori e che era una conseguenza del naturale scorrere del tempo. Dall'inizio della serie, fino al passaggio del testimone all'inizio degli anni '90, quei personaggi li avevamo visti invecchiare: e non per un trucco cinematografico, ma perché gli anni erano passati sul serio. Qualcuno poteva trovare ridicolo quel cast di anziani in divisa della flotta stellare: ma la verità è che i segni dell'età rendevano credibile il legame di amicizia tra i protagonisti, la vicinanza che si forma tra chi insieme ne ha viste e vissute parecchie. E per questo, anche se talvolta i singoli episodi della lunga saga potevano essere deboli (e anche risibili), era l'affetto per i personaggi e per le loro interazioni che dava sempre un motivo per guardarli con piacere. (Uno dei film della serie, il quinto, è per giudizio unanime venuto fuori particolarmente storto, pretenzioso e a tratti semplicemente imbarazzante. Eppure trovatemi un fan che non ritenga memorabili le scene di Kirk, Spock e McCoy intorno a un falò nel parco di Yosemite.)
Tutto questo per tentare di spiegare (prima di tutto a me stesso) con che spirito posso essere andato al cinema per vedere un film che ha lo scopo dichiarato di prendere quelle storie, quei personaggi, quei ricordi, riavvolgere il nastro e ricominciare da capo, con nuovi volti al posto dei vecchi. Non è il solito remake. Fatte le debite proporzioni, per me è come se avessero deciso di tirare giù il Colosseo per rifarlo in acciaio e vetro. Voi provateci pure, ma non si fa. Non si può fare.
E invece, sapete che vi dico? In qualche modo JJ c'è riuscito. Non so bene come, ma quella roba lì è Star Trek. Quei tre sullo schermo sono proprio Kirk, Spock e McCoy. L'astronave è più lucida, più nitida, il ponte è tutto bianco (e la sala macchine sembra la centrale del latte), ma quella lì è proprio l'Enterprise. C'è più azione, più effetti speciali, si muove tutto come se fosse "24" (poi un giorno forse la smetteranno con questa cosa della macchina a spalla), ma non è questo il punto. Il punto è che le battute e gli sguardi sono quelli. E che con un colpo gobbo che non vi dico (ma che un po' avevo anticipato qui) questi hanno anche trovato il modo di liberarsi della zavorra di tutti quei vecchi film, e si sono concessi il lusso di inventarsi un futuro completamente nuovo. Non solo hanno deciso di rifare il Colosseo, ma ora se vogliono possono farlo rettangolare.
Poi, a quelli più giovani, che non hanno mai visto prima un film di Star Trek, tutto questo importerà ben poco. Ma se avete sopportato quella robaccia che qualche anno fa vi hanno spacciato come Star Wars, date retta: questa è meglio.
Tra gli episodi delle prime serie, ce n'era uno su una Roma parallela e un altro dove McCoy si innamorava di una pacifista nella NY della grande depressione; un universo parallelo alla everett: la tizia muore investita, mccoy muore di dolore e quando viene riportato sulla enterprise scopre che se la sua innamorata fosse sopravvissuta avrebbe creato un movimento pacifista contrario alla 2gm, gli usa non sarebbero mai entrati in guerra e hitler avrebbe vinto (cioè la svastica sul sole + fatherland).
RispondiEliminaDavide
Mi ricordo che andava in onda in seconda serata (o almeno così mi pare). E io lo vedevo con mio padre. Deep Space Nine e Voyager sono da dimenticare. Enterprise non mi dispiaceva.
RispondiEliminaOggi Battlestar Galactica mi sta dando di nuovo sensazioni simili. Quelle che da adolescente mi davano i libri di Isacco sulla Fondazione...
Allora... sono reduce anche io dalla visone di quel prequel cinematografico e devo dire che quello che mi ha colpito di più è stata la cura nel ricreare i modi di fare e gli atteggiamenti dei famosi personaggi. Con l'unica eccezione (voluta) del modo di parlare del capitano Kirk perché, per stessa ammissione di Chris Pine, non voleva sembrare... uno...
RispondiElimina...che...
...imitava...
...William Shatner!
Però non so, tutte ste menate di linee temporali alternative, ritorni al passato/futuro/chissàquando stanno mostrando il fianco, eh.
Ormai non si può più fare una cippa senza che non si tiri in ballo un viaggio nel tempo e un "come sarebbe stato se..."
Poi mi permetto cortesemente di dissentire sul giudizioni di NikkoHell circa DS9 e Voyager.
Mi sono appena finito di vedere l'intera serie di DS9 e pur partendo anche io molto scettico (quando sbarcò in italia ressi poche puntate) ho finito per appassionarmici...si...vi.
Forse è stato perché l'ho vista in lingua originale ma ti assicuro che anche solo la recitazione di Avery Brooks è qualcosa di stellare! Non so in italiano come abbia reso, ma fidati che la versione originale SPACCA!
Soprattutto per la visione meno "Roddenberriana" delle cose. Finalmente anche gli "eroi" fanno cappelle e fanno i conti con i loro errori.
Non so, a me è piaciuta un casino!
Kaplah!
Alexander
Io prima dei telefilm della serie classica ho conosciuto i romanzi. I miei primi romanzi di fantascienza.
RispondiEliminaStar Trek è morta.
RispondiEliminaVi piaccia o no, è proprio così.
Things changes!!!
.................ma davvero credete che si possa fare rinascere una nuova serie da una precedente ormai morta??
Se non lo avete ancora capito, il mondo negli ultini 20 anni, è cambiato parecchi, ed il Settimo Sigillo, ( NON quello di Ingmar Bergman!! ), è stato aperto l'11 Settembre.
Star Trek...............ADIOS!!!
Anti Q.