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3 agosto 2007

Ritornare là dove nessuno è giunto prima

Qui ultimamente è un profluvio di post fantascientifici (mi è presa così, sarà il clima pre-vacanziero). Ci ho pensato e ripensato, mi sono fatto forza, ho provato a resistere, ma non ce la faccio. Devo dire qualcosa sul prossimo film di Star Trek. Che è finito nelle mani senz'altro sapienti e capaci di J.J. Abrams e - tra gli altri - di Damon Lindelof (creatori di Lost, voglio dire) e sarà una reinvenzione della serie originale (quella con Kirk, Spock e McCoy) con nuovi attori. Si sa molto poco, per ora, tranne che Spock ha già un volto, quello di Zachary Quinto (che si è già visto in 24 e in Heroes) e che anche Leonard Nimoy apparirà nel film, come Spock da vecchio (mentre sulla partecipazione di Shatner/Kirk resta il mistero).
Ora: io ho amato tantissimo quei fondali di cartone, gli effetti speciali un po' patetici, i mostri di gelatina e le maschere di lattice, la recitazione da western anni '50, il calcio a piedi uniti di Kirk, il borsello multiuso di Spock, le arrabbiature di McCoy, Scotty che ripara l'Enterprise con la chiave da 12, il cadetto con la maglia rossa che puntualmente ci lascia le penne, e le storie che erano scritte da gente come Sturgeon, Brown, Ellison, Spinrad, Matheson.
Per cui, J.J., vediamo un po' che possiamo fare, eh.
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