25 luglio 2011

Quanto è rara l'origine della vita?

Uno degli argomenti che mi trovo ripetutamente a mettere in discussione è quello secondo cui, dato che nella nostra galassia ci sono centinaia di miliardi di stelle, la probabilità di trovare altre forme di vita fuori della Terra sarebbe molto alta. Non è necessariamente vero: è una fallacia statistica, perché non sappiamo a priori quale sia la probabilità dell'origine della vita (abbiamo un solo caso di studio, la Terra) e perché ci sono correlazioni non banali tra alcune variabili in gioco: per esempio proprio tra il numero di stelle di sequenza principale nella galassia e il tempo trascorso dal big bang, tempo che a sua volta è sicuramente correlato con quello necessario all'origine della vita, anche se non sappiamo dettagliatamente come (basti pensare al fatto che la vita come la conosciamo ha bisogno di carbonio, che non appare nell'universo fino a quando non viene prodotto all'interno delle stelle).

Un altro argomento fallace, ma spesso usato acriticamente dagli ottimisti, è quello secondo cui, dal momento che sulla Terra l'origine della vita è stata molto rapida, allora deve esserlo stata anche altrove. Se si affronta correttamente il problema dal punto di vista statistico, come hanno fatto gli autori di questo articolo, si può invece arrivare alla conclusione che il rapido emergere della vita sulla Terra non è incompatibile con una probabilità molto bassa che la vita sia frequente nella galassia.

Lo spettro che aleggia sopra tutte le stime eccessivamente ottimistiche della probabilità che esistano altre forme di vita, è quello "antropico": è infatti ovvio che noi ci troviamo su un pianeta dove la vita ha avuto origine. Ma dobbiamo stare molto attenti a trarre da questo conclusioni affrettate: sarebbe come credere che è facile vincere alla lotteria solo perché noi siamo quelli che hanno comprato il biglietto vincente.

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David S. Spiegel & Edwin L. Turner (2011). Life might be rare despite its early emergence on Earth: a Bayesian analysis of the probability of abiogenesis submitted to PNAS arXiv: 1107.3835v1

5 commenti:

  1. Molto interessante. Bisogna pensare che alcuni biologi hanno affermato che la probabilità che si siano formate le giuste sequenze di molecole proteiche è di circa 1 su 10 elevato a 40000... Mi sa che alla fine questa probabilità sia molto bassa. O esiste un meccanismo chimico che "favorisce" il sorgere della vita non appena si verificano le giuste condizioni, oppure potremmo essere soli...

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  2. Sono del tutto d'accordo. Ho sempre pensato che qualsiasi calcolo sulle probabilità che esista vita extraterrestre sia inficiato in partenza, tra le altre cose, dalla nostra ignoranza del modo in cui la vita si è innescata sul nostro pianeta. L'ipotesi che basti mettere insieme gli "ingredienti" adatti (molecole organiche, opportuni reagenti chimici, elettricità, acqua ...) per ottenere la vita dopo qualche milione o miliardo di anni non mi ha mai pienamente convinto. Potrebbe essere che la sequenza di eventi realizzatasi sulla Terra sia stata un fenomeno del tutto unico, caratterizzato da circostanze eccezionali e irripetibili. Del resto è anche lecito immaginare che la vita possa aver assunto altrove forme e strutture del tutto differenti da quelle che conosciamo, addirittura tali che, se ci capitasse di incrociarle, non le riconosceremmo come vita...

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  3. Sono solo parzialmente d'accordo, e credo che per il principio copernicano origine e distribuzione dellla vita dovrebbero essere casuali, altrimenti si cade nell'antropocentrismo(o biocentrismo...)

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  4. Bel post!

    Una probabilità molto bassa, rapportata ad un numero molto alto di possibili casi diventa quasi una certezza. il problema secondo me è lo spazio-tempo (inteso come distanza fra noi e il possibile caso positivo) non la probabilità stessa.

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  5. sodinonsapere30/07/11 17:44

    Prof. Balbi, un “mistero” della vita che mi affascina è che un ingrediente indispensabile che la compone è costituito dallo scorrere del tempo. Dal più semplice dei batteri, sino alla complessità dell’uomo, ogni cosa che vive ha bisogno che il tempo scorra, per nascere, svilupparsi ed infine morire. Ebbene, se non ho capito male, ripeto che sono solo un dilettante curioso, questo scorrere del tempo è concetto ben presente nella nostra coscienza e nella nostra esperienza, ma è invece pressoché del tutto enigmatico nella realtà della fisica.

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