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14 ottobre 2010

Potenze di dieci


Molti di voi, soprattutto i meno giovani, avranno già visto chissà quante volte "Powers of Ten". Era un filmato di una decina di minuti realizzato nel 1968, e a sua volta ispirato a un libro fotografico del 1957. Partendo da una scena familiare la macchina da presa faceva una carrellata all'indietro, in modo che ogni dieci secondi la regione inquadrata avesse un lato dieci volte più grande. Potenze di dieci, appunto. Da un metro fino a cento milioni di anni luce (circa 24 ordini di grandezza). Poi si ripartiva al contrario, con uno zoom sempre più profondo, arrivando a dieci alla meno sedici metri, un decimo della scala di un protone.

A me, quando lo vidi la prima volta, da ragazzino, fece molta impressione. Eravamo più ingenui, certo, e meno abituati a sofisticate animazioni computerizzate. Ma rivedendolo adesso, dopo una trentina d'anni, mi sembra che si difenda ancora piuttosto bene. Mi sorprende un po', però, che nessuno si sia mai preso la briga di farne una versione moderna, viste le possibilità grafiche attuali. Magari riempiendo qualche vuoto e aggiornando la parte scientifica (sul sito ufficiale c'è qualche aggiunta, ma il filmato vero e proprio è ancora quello dell'ultima distribuzione, del 1977).

Per esempio, perché fermarsi a cento milioni di anni luce? La scala dell'universo osservabile è di un centinaio di miliardi di anni luce, e oggi sappiamo molto di più sul modo complicato in cui si distribuiscono le galassie alle scale in cui si interrompeva il filmato originale. E su scale microscopiche sappiamo che ci sono i quark, cosa che all'epoca era solo ipotizzata (e però la visualizzazione delle cose piccole è molto più complicata da rappresentare, per via del principio di indeterminazione e compagnia bella).
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