17 settembre 2007

Il mio global warming è peggiore del tuo

L'allarme della scorsa settimana sulla temperatura che si alza in Italia quattro volte di più che altrove adesso viene criticato autorevolmente come un'esagerazione (a voler essere teneri). Il problema è che anche un fenomeno complesso (e serio, per le sue potenziali conseguenze) come quello del cambiamento climatico, rischia di ridursi a chiacchiera da bar, a luogo comune, a terreno di gara per le semplificazioni più selvagge.

Ogni tanto, bisognerebbe ricordare che la scienza è un metodo, un processo, non una serie di affermazioni semplicistiche da ripetere come un mantra. A chi ha tempo e voglia, suggerisco di leggere questo articolo (in inglese) di Freeman Dyson, un grande fisico con idee eretiche. Non perché tutto quello che sostiene sia condivisibile, né perché io sia davvero in grado di valutare, dati alla mano, la correttezza di certe affermazioni. In realtà, va letto proprio per il motivo opposto: per tenere presente che il progresso scientifico si nutre di discussioni continue, di confronto con i fatti, e anche di sfide al dogma.

5 commenti:

  1. bello l'articolo di FD. Lo posso togliere dalla lista dei post da scrivere, l'hai scritto tu..

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  2. Ho anche io l'impressione che il riscaldamento globale sia diventato una sorta di "notizia di riserva" a cui affidarsi quando non c'è molto altro da dire in tv... appiattendola sulla banalità delle altre notizie.
    Purtroppo non conosco l'inglese... c'è un sito italiano in controtendenza sul tema (e serio)?
    Grazie

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  3. @massimo: grazie!

    @giam: onestamente non so. il tema del gw è talmente "caldo" che è difficile trovare discussioni equilibrate e ben argomentate, senza isterie e fanatismi. una critica piuttosto seria all'allarmismo dei media e a certe commistioni un po' troppo facili scienza/politica si trova nel romanzo di crichton "stato di paura" di cui avevo parlato tempo fa.

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  4. Stato di paura (state of fear in originale), è d'altra parte stato oggetto spesso di critiche.
    Si veda ad esempio l'autorevolissimo realclimate.org (che non è in italiano, ma resta una delle fonti più utili per seguire il problema), che intitola il post di commento:
    "Michael Crichton’s State of Confusion"
    http://www.realclimate.org/index.php?p=74

    credo che cmq l'importante non sia tanto l'essere in controtendenza (o viceversa), quanto l'essere una fonte seria e affidabile, con dati e previsioni verificabili.
    per quanto riguarda siti in italiano, non mi pare che ce ne siano molti... (nel mio piccolo ho un post discretamente lungo nelle bozze del mio blog, che attualmente non ho il tempo di completare, con qualche indirizzo e riferimento)

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  5. @anisotropie: Sono d'accordo, non è questione di essere pro o contro, ma di provare a capirci qualcosa. Aspettiamo il post!

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