08 marzo 2007

Un atomo nell'universo

Non sapevo che, oltre che "fisico premio Nobel, insegnante, affabulatore e suonatore di bongo", Richard Feynman fosse anche poeta:
Ci sono onde che si frangono
montagne di molecole
ciascuna stupidamente intenta ai fatti suoi
milioni di milioni, divise,
eppure formano spuma bianca, all'unisono.
Un'era dopo l'altra
prima che occhi potessero vederle
anno dopo anno
rimbombare contro la riva come ora.
Per chi, per cosa?
Su un pianeta morto
senza nessuno da intrattenere.
Senza posa
torturate dall'energia
sprecata prodigiosamente dal Sole
riversata nello spazio.
Una pulce fa ruggire il mare.
Nelle profondità marine
tutte le molecole ripetono
la struttura delle altre
finché se ne formano di nuove e più complesse.
Queste ne creano altre come loro
e una nuova danza ha inizio.
Crescendo in dimensioni e complessità
esseri viventi
masse di atomi
DNA, proteine,
danzano in strutture sempre più intricate.
Fuori dalla culla
sulla terra asciutta
eccolo
in piedi:
atomi con la coscienza
materia con la curiosità.
Di fronte al mare
stupito dallo stupore: io
un universo di atomi
un atomo nell'universo.
(La traduzione è mia. L'originale è qui.)

2 commenti:

  1. Bella poesia, la danza cosmica delle particelle sulla riva del mare mi ricorda, anche se un po' da lontano, l'incipit del libro di Fritjof Capra (Il tao della Fisica). Ripensandoci, il un libro autobiografico Feynman dice proprio che la conoscenza della Fisica non toglie poesia al mondo, anzi aggiunge sempre qualcosa in più a quello che l'uomo comune può vedere nelle cose.

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  2. Leggo nell'originale che Feynman inserì questa poesia in un indirizzo di saluto ai partecipanti al convegno della National Academy of Sciences dell'autunno 1955: ennesima dimostrazione che essere scienziati e poeti per gli anglosassoni non è affatto contraddittorio. Non conosco invece alcuna poesia scritta da un banchiere o da un economista. Non hanno l'esprit de finesse.

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