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03/05/08

L'illusione della Luna

Qui si è sempre subito il fascino delle illusioni ottiche, o degli inganni percettivi in generale e, a giudicare dalla popolarità che di recente ha avuto in rete l'animazione della ballerina che può essere vista ruotare sia in senso orario che antiorario, il fascino è largamente condiviso. 


Per una scienza come l'astronomia, gli inganni visivi sono stati storicamente molto insidiosi, come testimonia il celebre caso degli inesistenti canali marziani immaginati da Schiaparelli a cavallo del ventesimo secolo. Un'illusione astronomica molto tenace che tutti possiamo sperimentare è quella che ci fa vedere la Luna più grande quando è bassa sull'orizzonte, cosa alla quale sono state date in passato le spiegazioni più fantasiose, tra cui un misterioso effetto di lente causato dall'atmosfera terrestre. Che il fenomeno sia solo un'illusione ormai si sa (per convincersene basta fare misure anche artigianali del diametro angolare del satellite in posizioni diverse del cielo) ma la spiegazione accurata dal punto di vista della psicologia è ancora controversa. Una (secondo me la più convincente) la trovate nel bel libro di Paola Bressan, "Il colore della Luna". Che non è un libro sulle illusioni ottiche, ma piuttosto sul modo in cui l'evoluzione ha plasmato il meccanismo incredibilmente sofisticato con cui vediamo il mondo, lasciandosi inevitabilmente dietro qualche ambiguità che ogni tanto ci gioca qualche scherzo. Così, ci si rende conto di come la nostra visione delle cose sia in realtà una (ri)costruzione, non completamente oggettiva, effettuata sulla base di una complessa elaborazione degli stimoli provenienti dall'esterno. E comunque, pur non essendo un libro sulle illusioni, di illusioni ce ne sono di davvero notevoli. Per farvene un'idea, andate a dare un'occhiata al blog del libro (dove trovate spiegata anche l'illusione della Luna).

08/12/07

Conclusioni affrettate

Interessante, per le lezioni che se ne possono trarre sul rapporto tra mondo della scienza e mondo della comunicazione, la storia che ha recentemente coinvolto il cosmologo Lawrence Krauss (che molti conosceranno per aver scritto il libro "La fisica di Star Trek") e la rivista New Scientist (la stessa che aveva messo in copertina la storia sul "vuoto cosmico" e sugli "universi paralleli"). Circa un mese fa, Krauss e un suo collaboratore hanno scritto uno studio dal titolo "The Late Time Behavior of False Vacuum Decay: Possible Implications for Cosmology and Metastable Inflating States", che non sembrava avere niente di particolarmente attraente per il grande pubblico. Sennonché, a qualcuno della redazione di New Scientist non è sfuggita l'ultima frase del sommario:

Several interesting open questions are raised, including whether observing the cosmological configuration of our universe may ultimately alter its mean lifetime.
Cioè, osservare l'Universo potrebbe alterare la durata della sua esistenza? Una notiziona, che New Scientist si affretta a pubblicare con il solito vecchio trucco di far terminare un titolo sensazionalista con un prudente punto interrogativo ("Osservare l'Universo ha affrettato la sua fine?"). A quel punto, la notizia viene ripresa dal Telegraph ("L'umanità sta accorciando la vita dell'Universo", senza nemmeno più la foglia di fico del punto interrogativo), finisce su Slashdot, e rimbalza nei blog scientifici di mezzo mondo.

Il lavoro di Krauss ha a che fare con la possibilità che l'Universo si trovi attualmente in uno stato di 'falso vuoto': uno stato cioè in cui la densità di energia non ha ancora raggiunto il suo minimo reale. Si pensa che una fase del genere sia stata già attraversata dall'Universo in un lontano passato, durante il periodo 'inflazionario' di espansione accelerata. Alla fine della fase inflazionaria, l'energia del falso vuoto sarebbe stata tramutata in materia e radiazione (lo stato che viene comunemente chiamato Big Bang). Le osservazioni mostrano che l'espansione dell'Universo ha cominciato di nuovo ad accelerare in tempi recenti, cosa che viene intepretata con l'esistenza di una densità di energia di vuoto non nulla. Che cosa succederebbe se l'attuale densità di energia del vuoto fosse un 'falso vuoto', in procinto di transire a uno stato di 'vero vuoto'? Se la transizione avvenisse, il contenuto dell'Universo potrebbe cessare di esistere.

Questo sarebbe già abbastanza per scatenare la curiosità. Ma la ciliegina sulla torta è l'ultima frase dell'articolo di Krauss:
Put another way, could internal observations of the state of a metastable universe affect its longevity?
frase che sembrerebbe alludere al fatto che, siccome in fisica quantistica lo stato di un sistema può essere alterato da un'operazione di misura, l'osservazione della densità di energia del vuoto potrebbe aver reso più o meno probabile la transizione dal falso al vero vuoto. 

Ma a quanto pare non era questa l'intenzione di Krauss: la cosa dovrebbe invece intendersi nel senso che conoscere il valore della densità di energia del vuoto potrebbe permetterci di stimare meglio la probabilità che avvenga l'eventuale transizione. Accortosi che la cosa si era spinta un po' troppo oltre, Krauss ha scritto al Telegraph e a New Scientist per chiedere una rettifica, si è scusato per aver in parte contribuito alla confusione, e ha sostituito lo studio originale con una nuova versione in cui la frase incriminata è diventata:
Put another way, what can internal observations of the state of a metastable universe say about its longevity?
La lezione da trarre da tutto questo, se ce ne fosse bisogno, è che ci vuole un'estrema attenzione per non essere fraintesi quando si divulgano concetti tecnici non proprio intuitivi. Come dice Krauss:
I have learned that one must be extra careful in order not to cause such misrepresentations in the press, and I should know better.

29/10/07

Festival della Scienza Blog

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Chi segue questo blog da un po' sa che qui si segue con attenzione la questione dei possibili rapporti tra scienza, comunicazione e internet (se ne era parlato, ad esempio, qui e qui). In Italia i ricercatori e gli scienziati che tengono un blog sono mosche bianche, per ragioni che sarebbe troppo complesso investigare. Anche la comunicazione della scienza tende a passare per canali più istituzionali e meno informali. Comunque, a sottolineare che c'è aumento di interesse nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione, quest'anno anche il Festival della Scienza di Genova ha il suo blog.

20/10/07

Master in Comunicazione della Scienza e della Tecnologia

Venerdì scorso ho tenuto la prima lezione per il Master in comunicazione della scienza e della tecnologia che è stato attivato a Tor Vergata da quest'anno accademico. (Qui c'è la lista dei docenti.) Le mie lezioni, sull'evoluzione del cosmo, rientrano nell'ambito di un ciclo di seminari sul concetto di evoluzione nella scienza. Per me queste sono occasioni preziose per capire quale sia la percezione pubblica di argomenti che da addetto ai lavori si rischia di dare per scontati. Spero che per gli studenti le due ore di discussione sulla moderna visione scientifica dell'universo siano state altrettanto utili. Prossima puntata giovedì.

02/10/07

Le Scienze

Nel numero di ottobre c'è questa recensione.

01/10/07

Prima dell'inizio

Quando dici che studi l'origine dell'universo, capita che qualcuno ti chieda se sai quello che c'era prima del big bang. Onestà vorrebbe che io dicessi che non so nemmeno quello che c'era dopo il big bang, almeno non nel senso di saperlo come "so" che oggi porto una camicia a righe. Comunque, di solito la cosa che si fa in questi casi è tentare di aggirare elegantemente la domanda. C'è per esempio chi cita Agostino, ma lo fa in modo sbagliato. Agostino non ha detto che prima dell'inizio "Dio preparava l'inferno per quelli che si fanno questo tipo di domande". Ha detto invece che il tempo nasce con la creazione e quindi non ha senso chiedersi cosa ci fosse prima dell'inizio. In effetti, anche nel modello del big bang l'inizio è l'inizio di tutto: dello spazio e del tempo. Prima del big bang non c'era niente, punto. Risalire a istanti precedenti sarebbe come volere andare più a nord del polo nord.

Potremmo finirla qui, ma in realtà la cosa è più complicata. Il fatto è che non conosciamo ancora la fisica adatta a descrivere quello che succede attorno al big bang. C'è un velo di ignoranza che avvolge gli istanti iniziali del cosmo. Esistono diverse ipotesi plausibili, ma ci mancano i mezzi per metterle alla prova. C'è per esempio lo scenario dell'inflazione, che oggi si pensa sia un ingrediente indispensabile di ogni modello cosmologico, secondo il quale quello che poi è diventato il nostro universo si è espanso per un certo periodo in modo esponenziale, cancellando ogni traccia delle condizioni di partenza. Il nostro universo potrebbe essere nient'altro che "un" universo, una bolla originatasi da un magma caotico di fluttuazioni quantistiche, in un altro universo infinito e senza origine.

Di recente, Paul Steinhardt e Neil Turok hanno proposto uno scenario alternativo. L'universo potrebbe aver avuto origine dalla collisione tra due "membrane", oggetti previsti dalla teoria delle stringhe: una delle membrane sarebbe il nostro spazio tridimensionale, l'altra sarebbe uno spazio analogo separato da un'ulteriore dimensione microscopica. Secondo il modello di Steinhardt e Turok, lo scontro tra i due "mondi" può spiegare la produzione di radiazione necessaria all'inizio "caldo" dell’universo. E l'urto tra le membrane sarebbe un evento ciclico, destinato a ripetersi innumerevoli volte in un universo eterno. Steinhardt e Turok si spingono fino a ipotizzare che l'energia oscura che sta facendo accelerare l'espansione dell'universo potrebbe essere la manifestazione di una forza di interazione fra le due membrane.

Difficile dire se e quando si potrà decidere quale è lo scenario corretto a descrivere l'origine dell'universo, e se un origine c'è stata davvero.

03/09/07

Troppo buono

A Giovanni De Matteo 'La musica del Big Bang' è piaciuto.

02/08/07

Sempre l'ultimo a sapere le cose

Su Avvenire del 22 luglio c'era un paginone sulla musica del cosmo nell'inserto culturale domenicale, con boxino/intervista al titolare di qui.

24/07/07

Delusioni

Uno aspetta per anni di leggere un libro che si intitola "Sulla realtà dei quanti". Aspetta di leggerlo da quando lo ha visto citato nella bibliografia ragionata di "Godel, Escher, Bach" che, vabbè, avrà pure i suoi limiti, ma è comunque un gran libro, e Hofstadter non è mica uno stupido. Bello, pensa, è strutturato come un dialogo galileiano, ci sono dentro proprio Salviati, Sagredo e Simplicio che discutono di meccanica quantistica. E che bella la meccanica quantistica, c'è tanto di quel materiale su cui speculare, tante cose da provare a capire. E il "Dialogo" di Galileo è un libro meraviglioso. E, insomma, uno questo libro lo vuole proprio leggere, ma non è mai il momento; però in realtà gli sembra quasi di averlo letto già e di sapere che è proprio bello. Poi un giorno finalmente lo legge. E non gli piace nemmeno un po'.

05/07/07

Meglio tardi...

Questo articolo era uscito su La Sicilia il 21 maggio, ma mi era sfuggito. Grazie ad Astroscopio per la segnalazione.

21/06/07

Master in comunicazione della scienza

Della scienza e della tecnologia, per l'esattezza. Sarà attivato a Tor Vergata, e il titolare di questo blog sarà tra i docenti. Se avete una laurea e siete interessati, qui c'è il sito con il bando e il resto delle informazioni.

18/06/07

And the winner is...

Come avevo anticipato un po' di tempo fa, Brian "The Elegant Universe" Greene ha selezionato il vincitore del concorso di Discover "String Theory in two minutes or less". Nel video qui sotto annuncia il vincitore e spiega le sue motivazioni. Il video vincitore e gli altri selezionati li trovate tutti qui.




(PS: Sono in partenza per qui - diretta web qui. Questa settimana il blog andrà più a rilento del solito, sospetto...)

10/06/07

Altre segnalazioni

Due commenti al post precedente (grazie a _ ch e Carletto Darwin) sono stati più rapidi di me nel segnalare un paio di nuovi avvistamenti riguardanti "La musica del Big Bang". Uno è questo box all'interno di un articolo su D di Repubblica uscito ieri.

L'altro è un'intervista video registrata a Torino durante la Fiera del Libro. Si trova su You Tube, ma fa parte del materiale per un nuovo sito che sta nascendo proprio in questi giorni e che si occupa di comunicazione scientifica: si chiama Moebius, e dietro c'è lo stesso gruppo di persone che faceva "Il Volo delle Oche", la trasmissione scientifica di Radio 24. Moebius sarà un progetto completamente nuovo, un po' sul web, un po' su Radio 24 ma da settembre. Da segnalare il layout con scrolling orizzontale, abbastanza insolito sul web (ma con qualche precedente).

08/06/07

Estratti da "La musica del Big Bang"

Adesso, seguendo questo link, si possono leggere online alcuni estratti del libro. Per ogni capitolo (cliccando sui titoli) c'è un piccolo estratto in formato testo. La prefazione di Margherita Hack e l'introduzione sono disponibili integralmente in formato pdf.

21/05/07

Radiofest

Quelli di Radiofest (la radio online che ha seguito tutto lo svolgimento del FEST) hanno registrato un'intervista col titolare di questo blog, in occasione della presentazione di un certo libro.

16/05/07

FEST!

Domani si riparte. Vado a Trieste per il FEST, dove venerdì mattina (11.45, Salone degli Incanti) faccio una chiacchierata sul libro. Stavolta mi danno anche uno schermo, così potrò stupire con mirabolanti effetti speciali...

15/05/07

Aprite le orecchie

Dunque, visto che me lo hanno chiesto in tanti, e nell'intervista a Radio3Web ho fatto un po' di confusione coi nomi (Carter, Cramer, con la k, senza la k) ecco il link alla pagina da cui scaricare il file audio del "suono" del big bang. Qui c'è la pagina in cui Cramer spiega come ha fatto, e qui e qui un paio di articoli in italiano sulla questione. (Ovviamente, maggiori dettagli nel libro...)

14/05/07

Bootleg: "Live in Torino"

Qui ci sarebbe il file audio della presentazione alla Fiera del Libro (dura circa un'ora, il file è da una decina di mega). La qualità è quella che è, ma le parole si distinguono, accontentavi...

12/05/07

Cronache torinesi

Ecco qua, primo post a caldo, appena tornato da Torino. La presentazione del libro è andata molto bene, (maggiori dettagli con più calma). Poi ho fatto un'incursione su Radio3Web con Luca Sofri e Matteo Bordone. Non c'è modo di scaricare l'audio; però, se proprio ci tenete, oggi fate ancora in tempo a sentire due repliche in streaming: una comincia intorno alle 20, l'altra 8 ore dopo (cioè alle 4 di mattina: buona fortuna...).

Aggiornamento: Eccoli qui, i miei 10 minuti a Radio3Web.

08/05/07

"La musica che racconta la storia del cosmo"

Recensione a "La musica del Big Bang" su L'Eco di Bergamo.