25 febbraio 2012

Quello che ho capito sulla questione dei neutrini

Mercoledì scorso, si è diffusa una notizia riguardante l'esperimento Opera - quello che qualche mese fa aveva annunciato che un fascio di neutrini sembrava aver viaggiato da Ginevra al Gran Sasso con una velocità superiore a quella della luce. Il tono della notizia era abbastanza perentorio: i sorprendenti risultati di Opera erano "dopotutto dovuti a un errore" e l'errore era causato da "una cattiva connessione tra un cavo a fibra ottica che unisce il ricevitore GPS" e "la scheda di un computer". Insomma, leggendo questa notizia si sarebbe stati portati a concludere che l'eccesso di velocità era stato completamente spiegato, e che il caso era chiuso. Qualche piccola sfumatura nel testo, però, suggeriva cautela. La notizia era attribuita a non meglio specificate "fonti familiari con l'esperimento" (ma, francamente, il dettaglio sul cavo sembrava scritto da qualcuno completamente ignaro di quanto possano essere complicate le connessioni tra le varie parti di un esperimento del genere). Soprattutto, si concludeva con la necessità di "ulteriori dati" per confermare l'ipotesi.

In effetti, il giorno dopo è arrivata una nota ufficiale da parte dell'esperimento, e si è capito che le cose sono parecchio più complicate. Le possibili fonti di errore individuate da Opera sono due: una ha a che fare con il collegamento a fibra ottica, l'altra invece è legata al modo in cui vengono etichettati i tempi misurati dal GPS. I due effetti agiscono in direzioni opposte: il primo farebbe diminuire i tempi di percorrenza misurati, il secondo invece li farebbe aumentare. Non solo: gli errori legati a entrambi gli effetti, al momento, non sono noti. Per quantificarli servono altre misure, che verranno fatte a maggio.

Morale, a me sembra che più o meno siamo sempre lì: i risultati di Opera sono sconcertanti e la maggior parte dei fisici (inclusi quelli di Opera) è portata a scommettere che siano causati da qualche errore non individuato. L'ultimo annuncio da parte del team fa qualche ipotesi concreta e introduce qualche dubbio in più sulle misure, cosa che probabilmente porterà nei prossimi mesi a rivedere la significatività del risultato riportata inizialmente. A quel punto, l'eccesso di velocità potrebbe rientrare interamente dentro l'errore di misura, oppure no: in ogni caso altri esperimenti indipendenti continueranno a essere indispensabili per chiarire completamente la situazione. Tutto qui.

3 commenti:

  1. Alla fine qualcuno direbbe: "Scienza. Funziona".

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  2. ..ma funziona minga. Se OPERA ha misurato un'extravelocità c++ del neutrino allora la relatività ristretta và riveduta e corretta ma molto cambia anche se c non è stata superata dal neutrino svizzero che comunque lo si guardi si è cibato diverse centinaia di km di roccia sfoggiando un magnifico indice di rifrazione 1. Il piccolo mostriciattolo avendo sia massa di quiete che massa di moto è un bosone che seppur minuscolo riesce a viaggiare nella densa roccia alla stessa velocità del fermione nel vuoto resta tutta una cosa da chiarire perchè se la classe non è acqua allora il pieno della roccia non è il vuoto dello spazio. La compenetrazione delle masse diventa realtà. Insomma grazie al neutrino svizzero o crolla il mito dell' invalicabilità di c oppure crolla il concetto di massa impenetrabile perchè 2 masse distinte possono occupare lo stesso spazio materiale senza interagire e in ogni caso il continuum che si pensava fosse fatto di cacio denso diventa improvvisamente di groviera rarefatta e la Gelmini incredibilmente c'ha ragione: esisterebbe un tunnel tra Ginevra e Assergi di cui nessuno si era mai accorto ;-D

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