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10 febbraio 2012

Centoquaranta caratteri

Non ho chissà quali certezze sul ruolo dei cosiddetti social network. Aumentano la visibilità delle cose buone che circolano in rete o seppelliscono tutto nel rumore di fondo? Di certo c'è che non mi trovo particolarmente a mio agio con la frammentazione dei contenuti e con il sovraccarico di informazione. Ho bisogno di cose pensate e meditate - sia in quello che leggo, che in quello che scrivo -, piuttosto che di opinioni affannate e superflue. D'altra parte, ho anche bisogno di seguire persone di cui mi fido, che facciano da filtro nel mare di notizie che rimbalzano su internet. Insomma, cerco di avere una posizione equilibrata, senza rifiuti intransigenti, ma senza soccombere nella rincorsa alla novità degli ultimi quindici secondi. Il tutto cercando di amministrare bene il tempo che ho quotidianamente, che non è molto. Vabbe', tutto questo per dire che la mia presenza in rete resta concentrata su poche cose, sperando che siano anche buone: ovvero, prima di tutto, questo blog e quello sul Post (lo seguite, sì?), che non ho alcuna intenzione di abbandonare. Quanto al resto, per una sorta di selezione naturale, in questo momento l'unico altro posto su cui mi va di mettere il naso ogni tanto è Twitter. Lì sopra, tra l'altro, finiscono le cose che non ho tempo, voglia o necessità di approfondire sui blog (per esempio, questa settimana, il peso dell'antimateria, le cose da fare con un ago carico elettricamente e delle gocce d'acqua se siete sulla Stazione Spaziale, che c'entra la fisica con le colonne sonore dei film di fantascienza, e il modello per farvi il vostro astrolabio di carta). Poi, magari, mi piacerebbe anche pensare a come utilizzarlo in modi più originali (idee?).
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