02 dicembre 2011

Kubrick, il musicista e un film completamente diverso

La storia è piuttosto nota, almeno per i fanatici di Kubrick. Il compositore Alex North — che aveva già lavorato con Kubrick per Spartacus — scrisse una colonna sonora originale per 2001: Odissea nello spazio, che però fu scartata nella versione finale del film. Kubrick aveva usato brani di musica classica come guida durante la lavorazione, e quei brani diventarono la colonna sonora definitiva. I dettagli della faccenda non sono chiarissimi. C'è chi dice che Kubrick volesse usare brani non originali fin dall'inizio, e che fece comporre altra musica solo per accontentare la produzione, usando l'ignaro North come diversivo. C'è invece chi pensa che il ricorso ai brani classici fu una soluzione d'emergenza, adottata in fretta e furia dopo aver constatato l'inadeguatezza della musica di North. Chissà.

Comunque, se volete avere un'idea di come sono andate le cose nell'universo parallelo in cui la colonna sonora di North non è stata scartata, andate a guardare qui e qui. A parte il fatto che la musica della celeberrima sequenza di apertura sembra un calco mal riuscito dello Zarathustra di Richard Strauss, la differenza tra questa versione del film e quella che conosciamo sembra la stessa che passa tra un buon film di fantascienza anni '60-'70 e un capolavoro. Meno male che viviamo nell'universo giusto.

18 commenti:

  1. L'universo giusto è quello in cui la scena finale del film è accompagnata da echoes dei pink floyd, come sarebbe dovuto essere se non ci fosse stato il veto dei suddetti. Qualcuno ha rieditato la scena e l'ha messa su youtube.

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  2. Renata Scognamiglio02/12/11 14:51

    Caro Keplero,
    il suo articolo mi fa un po' sorridere. Va bene scoprire la partitura di North nel 2011 (meglio tardi che mai), ma almeno avrebbe potuto documentarsi un po' meglio.
    Kubrick aveva chiamato volentieri Alex North con il quale aveva già collaborato a Spartacus. Succede però abbastanza spesso al cinema che un regista, durante i primi montaggi, "appoggi" il fotografico a delle musiche pre-esistenti (a cui magari aveva pensato concependo la sequenza in attesa della score originale). Nel caso di Kubrick, North è stato messo di fronte alle sequenze montate su "Cosí parlò Zarathustra" e "Sul bel Danubio blu" e (più o meno esplicitamente) gli è stato chiesto di scrivere qualcosa di simile. Le posso dire che questa è un'eventualità che generalmente il compositore cinematografico odia, perché è una forma di condizionamento a un lavoro creativo che magari potrebbe svolgersi in maniera più fruttuosa qualora si sentisse più libero nell'interpretare le immagini. Ciononostante la partitura per 2001 è ormai riconosciuta e apprezzata come un lavoro di grande qualità, dagli addetti ai lavori (anche in Italia) e dagli appassionati (soprattutto in America, dove la competenza media su questi argomenti è un po' più alta). C'è da chiedersi - ed è stato fatto - se l'universo "post-modern" del film sarebbe stato ugualmente messo in luce da una partitura come quella di North. Ma certo non si può rispondere a questa domanda sulla base di un montaggio casalingo fatto da un utente di Youtube, accostando al fotografico finale l'incisione discografica del 1995 diretta da Goldsmith, ma ormai non più destinata al film. La curiosità è legittima, per carità, ma non si possono dare giudizi perché non sappiamo cosa Kubrick avrebbe fatto con la musica di North, quali sincroni avrebbe trovato, se avrebbe chiesto ulteriori modifiche della score...

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  3. Renata Scognamiglio02/12/11 15:04

    P.S. Non me ne voglia, ma talvolta mi chiedo che senso ha intitolare il proprio blog a grandi pensatori, filosofi o scienziati del passato (v. Wittgenstein, " Freddy" Nietzsche o Keplero...) e poi scrivere pezzi su argomenti non padroneggiati senza neanche prendersi il disturbo di fare un minimo di ricerca.

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  4. Cara Renata, lieto che il post l'abbia messa di buonumore. Sono anche contento quando posso imparare qualcosa da chi ne sa più di me, visto che non sono uno storico del cinema o un critico musicale, né ho mai detto il contrario. Onestamente, non ho ben capito su cosa mi sarei dovuto documentare, ma grazie lo stesso per il commento. (Ah, comunque la musica di North per 2001 non mi piace, che ci posso fare. )

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  5. Grande Amedeo...
    Concordo sul fatto che tra le due colonne sonore non c'è paragone.
    Dopo aver visto i due video su youtube, anche rendendomi conto del fatto che Kubrick avrebbe potuto montarli e sincronizzarli diversamente e meglio, rimane comunque una differenza che non può essere colmata in nessun modo.
    Con tutto il rispetto per North (che non conosco) arrivare ai livelli di Lygeti in particolare e Strauss è impossibile.
    Un caro saluto,
    Renato

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  6. Renata Scognamiglio02/12/11 22:54

    Caro Amedeo,
    i gusti e disgusti personali sono sacrosanti. Ma, mi perdoni, quando scrive che North fu usato come diversivo, o che le musiche pre-esistenti furono racimolate in fretta e furia dopo aver «constatato l'inadeguatezza della musica di North» (?!?), sta dicendo delle cose inesatte. In primo luogo perché le cose non andarono così. In secondo luogo perché, se mi permette, prima di parlare di «inadeguatezza» bisognerebbe un attimo sapere chi è stato Alex North: che per la cronaca era uno dei compositori più intelligenti, sagaci, accurati e sensibili della seconda generazione hollywoodiana, forse l'unico che ha dato contributi paragonabili a quelli di Bernard Herrmann, proprio come impatto storico. Io dubito fortemente che Stanley Kubrick (il quale tra l'altro non ebbe neanche il buon gusto di dire a North che, alla fine – e solo alla fine –, la partitura era stata scartata) abbia mai parlato di "inadeguatezza". Semplicemente cercava un'altra cosa.
    Ora, paragonare una partitura "nata per un film" ad una partitura pre-esistente "adattata a un film" è un errore di prospettiva. Non si può paragonare la partitura di North ad Atmospheres o Also Sprach Zarathustra. Perché si tratta di due categorie di oggetti che hanno finalità, logiche costruttive e necessità differenti, e quindi un linguaggio completamente diverso. Quello che avrebbe senso, eventualmente, sarebbe un confronto con le sequenze montate da Kubrick con le musiche di North... se ce le avessimo. Perché una musica per film si valuta per come funziona "col film" ed è proprio quello che non abbiamo. E certo non possiamo usare un montaggio ex-post fatto da Pincopallino a casa sua (per quanto l'idea possa essere interessante). Io ad esempio apprezzo la scrittura orchestrale di North per 2001, la trovo una partitura bellissima e molto interessante per le scelte che fa. Ma qui sono costretta a fermarmi perché non sapremo mai come funzionava su quelle immagini.
    Infine, abbia pazienza, prima di scrivere che la musica della sequenza iniziale «sembra un calco mal riuscito dello Zarathustra di Richard Strauss», bisognerebbe sincerarsi di avere le competenze per poterlo affermare, argomentando (e spiegandoci, magari, come distinguere un "calco ben riuscito di Strauss da un calco mal riuscito"...) . Lei mi dirà: e che cavolo, questo è un blog non una rivista di musicologia. Giustissimo, però a questo punto non capisco il senso e l'utilità del suo articolo, che sembra scoprire una partitura ormai nota da più di 15 anni, senza aggiungere nessun'altra informazione rilevante (salvo il suo personale e legittimo dis-gusto). La cosa che mi infastidisce è che io non mi azzarderei su un mio eventuale blog a formulare giudizi critici circa l'astrofisica, l'arte figurativa o la cooperazione internazionale, perché non ho le competenze per farlo (anche se magari, seduta al tavolino di un bar con un amico, posso anche dire che il tale pittore non mi piace o roba del genere). Immagino che quando fa divulgazione scientifica sia competente e preciso, e possa insegnare tante cose ai suoi lettori. Allora perché se parla di altri argomenti che non le appartengono deve giocare al ribasso, peraltro senza un minimo di prudenza critica? È un modo di fare blogging che trovo un po' inutile e, se permette, velleitario. Grazie per l'attenzione.

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  7. Ho rivisto la sequenza di apertura di 2001 con questa musica "alternativa" e confesso di non essere riuscito ad arrivare oltre la metà del breve video. Dopo aver visto e rivisto tante volte questo splendido film è difficile immaginarselo diversamente congegnato. La sensazione nel vedere quelle immagini accompagnate da quella musica si è come cristallizzata e, per quanto mi riguarda, non può cambiare. C'è una cosa che a mio avviso manca alla musica di North rispetto alla "Zarathustra" originale: il movimento. Se è vero che i vincoli imposti a North per la composizione possono aver giocato a sfavore del risultato, è anche vero il valzer del "Danubio Blu" calza talmente bene sul delicato balletto dell'astronave in fase di attracco (e successivamente dell'hostess che recupera la penna fluttuante a mezz'aria) da farmi rifiutare qualsiasi "universo alternativo".

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  8. Cara Renata

    credo che il suo sia uno dei commenti più lunghi mai apparsi su questo blog, e merita da parte mia una risposta altrettanto lunga, facendo eccezione a una mia regola personale che mi porta a mantenere un tono leggero (e a non polemizzare).

    Ho evitato di farlo notare prima, ma ora devo osservare che lei - che pure mi critica piuttosto pesantemente - non ha letto con attenzione le poche righe che ho scritto.

    Esordisce dicendo "Va bene scoprire la partitura di North nel 2011 (meglio tardi che mai), ma almeno avrebbe potuto documentarsi un po' meglio", e poi ribadisce "non capisco il senso e l'utilità del suo articolo, che sembra scoprire una partitura ormai nota da più di 15 anni". Be', io ho iniziato dicendo proprio: "La storia è piuttosto nota, almeno per i fanatici di Kubrick". Nessuna scoperta, quindi, figuriamoci. Continuiamo. Lei dice: "Kubrick aveva chiamato volentieri Alex North con il quale aveva già collaborato a Spartacus". Io ho scritto: "Alex North — che aveva già lavorato con Kubrick per Spartacus — scrisse una colonna sonora originale per 2001: Odissea nello spazio". Andiamo avanti. Lei: "Succede però abbastanza spesso al cinema che un regista, durante i primi montaggi, "appoggi" il fotografico a delle musiche pre-esistenti (a cui magari aveva pensato concependo la sequenza in attesa della score originale)". Io: "Kubrick aveva usato brani di musica classica come guida durante la lavorazione". Fin qui, i fatti mi pare coincidano.

    Dopo di che, lei mi attribuisce "cose inesatte" che io non ho affatto sostenuto, e che, come è evidente, riporto in forma del tutto ipotetica, come illazioni che circolano tra gli appassionati di Kubrick. Io non so come sono andate davvero le cose, né mi pare lo sappia con precisione nessuno. Non se ne parla nella principale opera su Kubrick, quella di Ciment, non se ne parla nei saggi contenuti nel catalogo della grande mostra su Kubrick di qualche anno fa, non se ne parla nella monografia di Enrico Ghezzi, né nelle altre fonti che sono riuscito a consultare. Robert Townsend, nel libretto del cd che accompagna la riedizione della musica originale di North (riprodotto qui: http://www.archiviokubrick.it/opere/film/2001/north.html), afferma però quanto segue: "In accordo con varie testimonianze che si sono susseguite negli anni, Stanley Kubrick non aveva mai avuto l'intenzione di usare una partitura originale per 2001: Odissea nello Spazio. La sua richiesta di usare estratti di musica classica nel film era stata immediatamente respinta dallo Studio, che sentiva un forte bisogno per una partitura originale. La MGM era stata in realtà molto specifica nella sua visione del film da un punto di vista musicale ed era andata anche oltre, "suggerendo" specificatamente Alex North come compositore di prima scelta. Kubrick aveva cercato di convivere con questa condizione (almeno così credeva lo Studio), quando in realtà aveva iniziato una sciarada di proporzioni monumentali." (Vede, lei mi accusa di non documentarmi, e non sa quanto la cosa mi infastidisca, perché io mi documento anche per scrivere quattro righe.) Dopo di che, se lei sa i motivi che hanno spinto Kubrick a abbandonare la partitura di North, oppure se sa quali fossero le sue vere intenzioni fin dall'inizio, le giuro che mi piacerebbe sinceramente conoscerle, lo dico come fan del regista. L'unico fatto certo è che a Kubrick la partitura è sembrata, letteralmente, "inadeguata", ovvero inadatta allo scopo creativo che si prefiggeva. Non mi pare che ci sia, nel mio post, alcun giudizio di merito su North come compositore (semmai è lei che mi accusa di non sapere nemmeno chi sia, e mi piacerebbe sapere da dove le viene questa certezza, ma lasciamo perdere).

    [Segue]

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  9. [Continua]


    Veniamo alla questione del calco. Innanzitutto, è lo stesso North a sostenere che Kubrick gli fece ascoltare, come modello, l'introduzione di Zarathustra (cosa che sembrerebbe svelare le reali intenzioni del regista, ma sorvoliamo). In "The Making of 2001" (lo si può leggere anche qui http://www.visual-memory.co.uk/amk/doc/0080.html) North dice: "avevo anche il presentimento che qualunque cosa avessi scritto per sostituire lo Zarathustra di Strauss non avrebbe soddisfatto Kubrick, anche se io mi sforzavo di mantenerne la stessa struttura, sia pur aggiornandone l'idioma e l'approccio drammatico." Quindi è North stesso ad ammettere il calco, cosa che è peraltro abbastanza evidente ascoltando il suo pezzo, sia per l'uso del pedale iniziale, sia per la melodia suonata dalle trombe, sia nell'accordo di organo finale, praticamente identico a quello di Strauss.

    Detto tutto questo, con quelle poche righe non era mia intenzione scatenare un dibattito musicologico o cinematografico, anche se devo dire che, nonostante il suo approccio nei miei confronti non sia stato esattamente amichevole, la cosa mi ha divertito. Se lei legge questo blog abitualmente si sarà resa conto che i miei post solitamente trattano di argomenti di cui sono esperto, e che solo occasionalmente mi permetto qualche divagazione in campi non di mia competenza, ma per i quali ho una qualche passione. Quando lo faccio, cerco di farlo in modo leggero, senza vantare competenze che non ho. Questo era uno di quei casi. Non mi pare di aver "formulato giudizi critici". Ho solo segnalato una curiosità ai miei lettori e espresso una timida preferenza personale (che mi sembra condivisa da altri). Se la cosa l'ha infastidita mi dispiace, ma non si può piacere a tutti.

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  10. Daniela Ranieri03/12/11 01:11

    E' probabile che un giorno, quando sarò triste, solitaria e finale, io mi metta a leggere per intero i lunghi e pesanti (nel senso di "densi", ma anche nell'altro senso) commenti a questo post, ma posso affermare con certezza che non mi sognerò mai di scriverne di altrettanto lunghi e densi, nemmeno su una materia che penserei di conoscere bene, nella assoluta consapevolezza di non padroneggiare nel modo più assoluto i più elementari codici della comunicazione necessari alla comprensione del post che andrei a commentare, oltre che della comunicazione tout court.

    Ora non so se questa consapevolezza riguardi del tutto il caso della signora Scognamiglio, che dimostra peraltro un certo sforzo di rendersi simpatica confondendo volutamente il nome del blog col nome del titolare del blog - distinzione che è indicata molto espressamente in alto a destra - ma ho il sospetto che abbia volutamente ignorato alcuni indicatori fondamentali sparsi qua e là nl testo che avrebbero dovuto farle capire che non si tratta di un articolo di musicologia né di un pezzo di satira, e nemmeno di un post di un incompetente che finge di essere competente, bensì di un testo di riferimenti alla cultura popolare, alle "leggende", alla vulgata e alla mitologia contemporanea sorte attorno al film e alla sua colonna sonora (voglio essere d'aiuto: espressioni come «C'è chi dice...» «Altri dicono...» «Altri credono...» possono mettere sulla strada giusta).

    Detto questo - e per dire questo l'ho dovuto salvare nelle bozze di Google temendo di perderlo, tanto spesso mi sono distratta pensando a mille altre cose più interessanti (benché ammetta di essere affascinata da nature tanto temerarie da truccare la propria vanità da spirito di finezza divulgativa in contesti in cui nessuno ne avverte il bisogno) - invito sempre la signora ad affilare un po' meglio i suoi strumenti retorici, depurandoli per esempio dalla scortesia.

    Per esempio, io sono sinceramente dispiaciuta che la signora sia stata tanto infastidita e contrita, ma spero che in futuro si limiti, come promette, a non "azzardarsi" a scrivere fandonie sul suo, di blog.

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  11. Renata Scognamiglio03/12/11 04:14

    Gentile Amedeo,
    innanzitutto grazie per la risposta circostanziata. Mi dispiace se sono stata antipatica, che ci creda o no, non è nel mio carattere, non mi diverto a fare polemiche. Però devo ammettere che se il suo post fosse stato un po' più dettagliato – chiarendo e riportando qualche riferimento/link in più, come quelli che ha messo nei commenti, se non altro per cortesia verso i lettori – e avesse avuto toni meno "ambigui" e "spicciativi" nei confronti dell'operato di North (ad esempio chiarendo, come poi ha fatto, cosa intendesse per «inadeguatezza»), questo dibattito non si sarebbe nemmeno scatenato. Provo a stemperare, se possibile.
    Townson ("Townsend", sul testo che lei ha citato è un errore di battitura, ma non glielo sto imputando) il giovane produttore che volle fortemente l'incisione della score, assieme a Jerry Goldsmith, era molto amico di Alex North, come si deduce anche dall'intervista che ha citato. In un' altra intervista video di qualche anno fa (ora non trovo i rimandi, ma in soldoni si raccontava l'inizio del progetto Goldsmith/North, se le interessa poi le posto i dati) Townson, dicevo, mostra di aver compreso quale profondo impatto emotivo e professionale ebbe quest'esperienza negativa su North. Non mi meraviglio quindi che abbia potuto ipotizzare la "sciarada" (e quindi implicitamente una mala fede di fondo da parte di Kubrick). C'è da dire però che la descrizione delle prime fasi del lavoro tra i due (riportate tra l'altro anche all'inizio della testimonianza di North da lei segnalata, in un punto precedente alla sua citazione) fanno propendere per un rapporto di collaborazione a tutto tondo e con grande impegno anche da parte del regista. Ci sono casi in cui i registi non vanno neanche alle sessioni di registrazione. Inoltre, detto fra noi, Kubrick sapeva benissimo che con uno "scherzo" simile avrebbe corso dei rischi, perché le produzioni reagiscono molto male quando un regista fa buttare soldi per giornate di lavoro improduttive (e, in questo caso, anche per il cachet del compositore, degli orchestratori, copisti, direttori d'orchestra, orchestrali, tecnici di studio e hai voglia ancora...). Ciò detto, è chiaro che nessuno ha la palla di cristallo (né ho mai affermato di avere letto nel pensiero di Kubrick).
    Sulla questione del calco – un procedimento difficile quanto ingrato per un compositore, se non ricercato autonomamente – il mio rilievo riguardava il tono un po' sprezzante («calco mal riuscito») da lei utilizzato: mi sembrava (e mi sembra tuttora) un giudizio sommario e non argomentato e, onestamente, mi sembra che la musica di North e la sua serietà professionale non lo meriti. Ci pensi un attimo. Rilegga il suo post (senza le precisazioni che ha fatto dopo) e mi dica se North non ne esce come uno scolaretto neanche troppo sveglio, chiamato a fare da "ombra" e liquidato dopo aver scritto una musica «inadeguata», costringendo la produzione a correre ai ripari utilizzando brani di repertorio. Una persona che non conosce North e legge il suo post – senza avere a disposizione i link per capire meglio – si fa questa idea. E mi sembra fuorviante. Solo per questo ho ipotizzato che lei non lo conoscesse, o lo conoscesse poco. [segue]

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  12. Renata Scognamiglio03/12/11 04:17

    [continua]

    Vanno bene le "leggende" e la cultura pop, signora Ranieri, ma è anche vero che i "pozzi avvelenati" sono pieni di "leggende". Qui si tratta della vita delle persone, del lavoro delle persone. E questo merita un po' di rispetto in più, un po' di tempo e di spazio in più. Chiunque ne scriva e ovunque se ne scriva. A lei piacerebbe che un episodio importante e spiacevole della sua carriera professionale venisse trattato con il "c'è chi dice così" e "c'è chi dice cosà"? Le piacerebbe veder stroncato sommariamente (senza spiegazioni e senza alcuna "timidezza", Amedeo, abbia pazienza) un suo lavoro oppure un suo oggetto di studio (analizzato con fatica e dedizione da lei o da altri suoi colleghi?). Non crede che un minimo di acidità le verrebbe fuori? Crede davvero che, a parte i toni fastidiosi, avrei perso tutto questo tempo se non credessi all'importanza di ciò di cui stiamo parlando (questo a proposito della "vanità" mascherata da "finezza divulgativa")? Se lei non crede che ne valga la pena e che nessuno sia interessato a qualche dettaglio in più, liberissima di pensarlo, ma io il web lo vivo in altro modo, anche da semplice utente.
    P.S. Proprio per correttezza d'informazione, segnalo che anch'io ho commesso un errore, l'incisione è del '93 non del '95.

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  13. Daniela Ranieri03/12/11 10:31

    Io non capisco se la signora parli a suo nome o a nome di North di cui evidentemente si sente la portavoce in vita. Non conta quello che io ritengo valga la pena, né se credo che un minimo di acidità sia necessaria a portare avanti le proprie opinioni (no): conta non avere idea del contesto in cui si esprime la propria fosse anche apprezzabile cultura. Sono sicura piuttosto che anche alla signora, come a tutti noi, sia capitato qualche volta di scrivere a cuor leggero frasi come «il cielo è pieno di stelle luminose» o «il sole è una stella gigantissima», ma ci scommetterei qualunque cosa che sotto non vi abbiamo trovato né vi troveremmo mai un commento di Amedeo Balbi che, in qualità di astrofisico e in difesa delle stelle offese, si senta in dovere di puntualizzare che manco per niente il cielo è pieno di stelle, e che il sole è una gigante nana che 5 miliardi di anni, altro che, come ci permettiamo, e non ve lo troviamo non perché Balbi non sia capace di spiegarci per bene e senza formalismi pieni di acredine tutta la faccenda, ma perché si renderebbe ridicolo.
    Non esiste nessuna interazione a prescindere dal tono, nessuno può dire «a parte i toni fastidiosi» nella speranza di immunizzarsi dagli effetti che questi ci procurano.

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  14. Spesso il male di palle (tecnicamente è si tratta nello specifico di "orchite", termine che uso — mi perdonerà Renata con la sua consueta e salace bonomia — senza alcuna forma di educazione superiore nel ramo della medicina, senza una laurea breve o lunga nel suddetto comparto, privo di un dottorato di ricerca o altri attestai atti a comprovare la mia competenza sul tema; in particolare mi ci avventuro privo della specializzazione necessaria, cioè senza avere approfondito nelle sedi e negli atenei appropriati la mia competenza urologica ovvero virologica, visto che la patologia infiammatoria cui faccio riferimento in questo mio breve eppure onesto intervento interessa sì le gonadi maschili, ma è spesso conseguenza del decorso di una infezione da Paramyxovirus del genere Morbillivirus, comunemente chiamato "morbillo" da chi non è avvezzo all'approfondimento puntuale della denominazione propria di fattispecie fisiche cui intende fare riferimento, che nell'adulto può interessare proprio i testicoli, causando la dolente tumefazione degli stessi, procurando dolore al paziente, nonché il rischio eventuale di una sterilità permanente) ho incontrato.

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  15. Kubrick era un genio, con tutti i mali e beni che derivano da persone del genere. Di certo parecchi di noi ci avrebbero litigato perchè appunto i geni sono quasi sempre arroganti.
    Detto questo, con tutto il rispetto per North, sono certo che senza le musiche di Strauss il film non avrebbe avuto lo stesso impatto sullo spettatore. Parlo di quei brividi che corrono per la spina dorsale ascoltando musica potente e delicata insieme. Io non posso scordare nemmeno il pezzo di Aram Khachaturian mentre l'astronave vola verso Giove. Sentendo quel pezzo (gayane;adagio) ho riconsiderato l'artista già famoso per la "danza delle spade".
    La sfiga di North? Essere incappato nel genio di Kubrick che aveva perfettamente in testa tutto come avrebbe dovuto essere. Quel film nel '68, all'alba dei miei vent'anni, ha inciso profondamente sulla mia vita e credo anche su quella di molti altri.

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  16. Siccome il mondo è complesso anche a me capita di esprimere pareri personali senza il supporto di un'adeguata bibliografia. Poi, è vero, uno si informa e cambia idea. Oppure no. Per esempio nonostante le copiose argomentazioni espresse a commento di questo post rimango della personalissima idea che le musiche di Alex North fossero più adatte a commentare una puntata di Star Trek che non 2001.

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  17. Sara' anche vero che non si puo' sapere come Kubrick avrebbe montato la scena con la colonna sonora originale, ma una cosa e' sicura: ascoltate ad occhi chiusi l'opera di North. Non vi sembra di stare in un filmetto fantascientifico anni 60-70, come suggerito da Amedeo (ok... l'etto dispreggiativo aggiunto da me e assolutamente personale)? Io ascoltando l'opera di Strauss non penso nulla del genere, mi sembra moderna ed espressivissima. Non si possono paragonare perche hanno scopi diversi dite voi? Beh, la colonna scelta dal regista mi sembra che faccia magistralmente il suo lavoro anche all'interno di un film!

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  18. Scusate tutti ma la musica di North per 2001 non piace neanche a me. In ogni caso, bel post. Sara M.

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