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11 ottobre 2011

L'antitelefono di Benford

L'altra volta ho provato a raccontarvi una parte dei casini che succedono quando si prova a superare la velocità della luce in relatività speciale. Il resto, come dicevo, ha a che fare con la violazione della causalità, e se ci riesco proverò a raccontarvelo un'altra volta. Nel frattempo, vi suggerisco un antipasto fantascientifico.

È un romanzo di Gregory Benford che si chiama Timescape (ho il sospetto che l'edizione italiana, nella Serie Oro della Nord, sia fuori catalogo, ma non ne sono certo). Per incuriosirvi, vi dico che Benford è un fisico, e che nel 1970 scrisse questo articolo in cui descriveva un dispositivo a tachioni per comunicare nel passato (l'idea teorica risaliva addirittura al 1917, ed era di Tolman). Bene. Timescape immagina che il dispositivo sia stato inventato davvero, nel futuro. Non dico altro, salvo che la storia segue i canoni della fantascienza "dura": quindi, massima accuratezza scientifica al servizio del massimo realismo possibile. Quello che succede a un fisico che fa una scoperta assurda e sensazionale è raccontato molto bene, secondo me.

E visto che siamo in tema di paradossi temporali, vi lascio anche un bonus: un racconto di quel genio della narrativa breve che era Fredric Brown.
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