22 settembre 2011

Io non te lo chiedo, tu non spiegarmelo

Andando un po' a spanne, si potrebbe dire che la principale differenza fra fantasy e fantascienza sia questa: la fantascienza deve raccontare le sue storie restando nel recinto della plausibilità scientifica.

Naturalmente, la plausibilità scientifica (e, anzi, la plausibilità tout court) non basta a rendere interessante una narrazione. Le regole che fanno funzionare una storia sono drammatiche, non scientifiche. E i criteri di verità in base a cui si giudica un fatto scientifico e una creazione artistica sono completamente diversi. Uno può appassionarsi al viaggio ultraterreno di Dante senza credere minimamente nell'aldilà (eppure credendoci completamente, mentre legge la Commedia).

Allora, ci si può appassionare a una storia di dèi nordici senza credere che esistano davvero martelli magici? Certo. C'è bisogno di sapere che il martello magico è stato forgiato "nel cuore di una stella morente"? O che gli dèi della mitologia scandinava vengono da un pianeta che fa parte di una rete di nove mondi collegati tra loro da ponti di Einstein-Rosen (tecnicamente, un wormhole)? Ne dubito.

La sto prendendo alla lontana, ma forse a questo punto avrete capito che ho da poco visto Thor, il film tratto dal fumetto della Marvel. E mentre apprezzo (e invidio anche un po') la recente tendenza delle produzioni hollywoodiane di assoldare scienziati come consulenti per evitare errori grossolani o per aumentare il livello di credibilità scientifica di un film o di una serie tv, credo che in certi casi ci sia il rischio di andare oltre. Una volta varcata la soglia che separa il fantasy dalla fantascienza, le regole cambiano. E se mi spieghi una cosa poi mi devi spiegare tutto.

Così, sebbene Thor funzioni decentemente sul piano drammatico, mentre lo guardavo non riuscivo a non essere distratto dalle spiegazioni lasciate a metà. Ok, Bifröst è un ponte di Einstein-Rosen, ma perché ha l'aspetto di un arcobaleno ghiacciato che somiglia pericolosamente a uno dei percorsi di Super Mario Galaxy? Vabbene, Asgard è un pianeta, ma perché sembra una montagna poggiata su una galassia? D'accordo, il martello sembra magico perché "qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia" (courtesy Arthur C. Clarke) ma di cosa è fatto esattamente, e perché nessuno può sollevarlo, neanche lo stesso Thor quando cade in disgrazia con Odino? Ma soprattutto: sono tutti gonfiati a steroidi, immortali, e parlano inglese shakesperiano, su quel pianeta? Una volta attivato il meccanismo della curiosità (ehi, non sono stato io a iniziare), è difficile fermarsi.

Il rischio, quando si tirano in ballo superflue spiegazioni semi-scientifiche, è che quella che potrebbe essere una bella fiaba diventi una ridicolaggine alla Von Daniken. (Per inciso, è più o meno la stessa ragione per cui la Trilogia "fantascientifica" di C.S. Lewis è notevolmente meno riuscita delle sue Cronache di Narnia. E non c'è bisogno che dica "midi-chlorian", vero?).

In ogni caso, non vorrei sembrare troppo severo: i titoli di coda di Thor mi sono piaciuti molto.

9 commenti:

  1. Come non essere d'accordo? Da fisico e lettore di fumetti concordo totalmente sul fatto che le troppe spiegazioni possano essere controproducenti. Perfetto il riferimento ai "midi-chlorian" (fortunatamente non rimarcato negli episodi successivi), elemento che da solo rischia di rovinare tutta l'epica saga di Star Wars.

    RispondiElimina
  2. Capelli d'Argento22/09/11 11:32

    Un vero narratore sa che la condizione imprescindibile per il successo della sua opera è la sospensione dell'incredulità, quel patto con il lettore che già Coleridge aveva teorizzato nel primo ottocento. Coleridge non conosceva il cinema, ma certo non sarebbe in disaccordo nell'estendere il suo ragionamento al rapporto tra sceneggiatore e spettatore. Sono d'accordo con la tesi del post, di spiegazioni semiabortite non c'è alcun bisogno, e anzi sono di intralcio, distraendo il lettore (o lo spettatore) dalla narrazione. Personalmente trovo che la fantascienza del primo novecento, più ingenua perché si sapeva di meno di fisica e di astronomia, sia qualitativamente migliore e più spigliata di quella attuale, che deve assoggettarsi a troppi vincoli. Non che il sapere scientifico restringa lo spazio per il sogno, ma certo era più facile sbrigliare la fantasia immeginando i marziani, piuttosto che collocare ipotetici esseri intelligenti in qualche posto nel multiverso, dovendo poi spiegare come mai riescono a interagire con noi. Forse è proprio per questo che il fantasy (spesso di qualità pessima) sta sperimentando una vera esplosione.

    RispondiElimina
  3. Non nominare il nome di midichlorian invano!

    RispondiElimina
  4. Ci sono volte che mi chiedo come sia possibile spendere milioni di euro in produzioni faraoniche, con trame anche avvincenti, e buttare tutto nella fogna per pochi particolari. L'ultimo, in ordine di tempo, che mi ha fatto ribollire il sangue è stato "segnali dal futuro". Due i punti critici: quando Nicolas Cage a scuola contrappone il determinismo a "casualità" e non al finalismo, e quando cerca di spiegare l'eruzione solare che colpirà la terra parla di Tesla (misura del campo magnetico) come se fossero Watt o gradi Kelvin. Purtroppo non ricordo le parole esatte, ma insomma, bastava un poco di attenzione per fare bella figura e rendere tutto più chiaro anche agli spettatori.
    ilcomizietto

    RispondiElimina
  5. Qui ci sarebbe da fare un lungo discorso sul Mondo Disco di Terry Pratchett. Ma siccome lavoro (part-time, senza retribuzione) all'Università Invisibile potrebbe sembrare pubblicità.

    RispondiElimina
  6. in effetti quel "film" ha lasciato la bocca storta anche a me.

    Lo sforzo di giustificare scientificamente le cose ha aggiunto solo una crosta di ridicolo a un panettone fantasy che non ne aveva bisogno. mah

    Finora il film che mi ha dato più l'impressione di rigore scientifico è "Andromeda" di Robert Wise.

    RispondiElimina
  7. Su Thor ci potrebbe essere una ulteriore motivazione (che nulla toglie agli errori/incoerenze già fatti notare): non è holliwoodianamente accettabile che possano esistere altri dei / divinità. Dunque il dio del tuono è un semplice extraterrestre...

    RispondiElimina
  8. A proposito della differenza tra il fantasy e la fantascienza:
    http://abstrusegoose.com/253
    http://abstrusegoose.com/254

    RispondiElimina
  9. Dopo essermi gustato i fumetti dei vari disegnatori susseguitisi negli anni (la mia infanzia ed anni successivi)...accidenti lasciatemi godere il film 3D senza pormi alcuna domanda sulle implicazioni scientifiche. Ho atteso 63 anni perchè il cinema riuscisse a realizzare gli effetti necessari. Anche i films di Superman mi hanno dato piacere, senza che mi domandassi perchè diavolo un sole giallo desse tanti bei poteri ad uno nato sotto un sole rosso! E che diamine!

    Oliviero

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...