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24 settembre 2011

E quindi?

E quindi l'articolo con i risultati di Opera è apparso su arXiv, il seminario c'è stato, e ognuno ha avuto modo di farsi un'idea. Non definitiva, ci mancherebbe: l'esperimento è complesso e, come dicevo ieri, l'unica vera conferma (o smentita) può venire da altri esperimenti analoghi. Quello che si può dire per il momento è che le misure sono state presentate con tutto il rigore del caso, e se c'è qualche errore sperimentale deve essere uno di quelli subdoli, che si nascondono molto bene.

Che succede adesso? Quello che succede sempre nella scienza. Comincerà un processo estenuante, che potrà andare avanti per molto tempo. I fisici sperimentali cercheranno di escludere tutte le cause che potrebbero aver prodotto un risultato del genere, e i fisici teorici cercheranno di inventare modelli che possano interpretarlo. Calma, quindi. Nessuno si è convinto dal giorno alla notte che i neutrini vadano più veloci della luce. Nemmeno gli autori dello studio, che concludono così (la traduzione è mia):
Nonostante la grande significatività delle misure riportate qui e la stabilità dell'analisi, l'impatto potenzialmente enorme dei risultati motiva la prosecuzione dei nostri studi in modo da poter investigare possibili effetti sistematici sconosciuti che potrebbero spiegare l'osservazione anomala. Deliberatamente, non tentiamo nessuna interpretazione teorica o fenomenologica dei risultati.
Mi è tornato in mente un altro articolo, quello di Penzias e Wilson del 1965, in cui si annunciava la scoperta della radiazione cosmica di fondo. Anche lì c'era una lista di effetti strumentali che erano stati esclusi uno dopo l'altro. E anche lì gli autori si limitavano a riportare le misure, senza azzardare una possibile interpretazione teorica. In quel caso finì con un Nobel; in questo caso si vedrà. Ma non vi aspettate una soluzione veloce.

Vi dico la verità: io faccio il tifo perché la cosa sia vera. Sarebbe uno di quegli shock cognitivi che rimettono in moto tutto. Non nel senso ingenuo che "Einstein aveva torto", no: quella è una cosa che piace tanto ai crackpot e ai titolisti. Non è quello il punto. Il punto è che bisognerà farsi venire delle idee: e le idee sono il carburante di questo mestiere. E qui (contrariamente a certe interpretazioni semplicistiche che si sono lette in giro, del tipo "ma sì, sostituiamo la velocità della luce con quella dei neutrini, e via") di cose da spiegare ce ne sarebbero così tante che si potrebbe andare avanti per anni. È solo un tipo di neutrino a viaggiare (eventualmente) più velocemente della luce, o tutti quanti? E che massa ha? Bisogna introdurre termini correttivi alle equazioni della relatività o c'è in ballo qualche effetto completamente nuovo (qualcuno parla di scorciatoie nelle dimensioni extra)? Come mai i neutrini che arrivano dalle supernovae non hanno mai manifestato un comportamento del genere? C'è una dipendenza dall'energia? Che succede ai rapporti di causa/effetto? Siamo appena all'inizio.

L'altra cosa che mi auguro è che questa faccenda, che sta provocando così tanto interesse anche fuori dalla comunità scientifica, serva a far capire un po' meglio come funziona la scienza. È una roba che ti esalta ma che allo stesso tempo richiede pazienza e disciplina, e uno scetticismo spietato, soprattutto verso le ipotesi che ci piacciono di più: "immaginazione con la camicia di forza" come diceva Feynman. Non cambia tutto in una notte, ma quando cambia, cambia tutto davvero.
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