Che succede adesso? Quello che succede sempre nella scienza. Comincerà un processo estenuante, che potrà andare avanti per molto tempo. I fisici sperimentali cercheranno di escludere tutte le cause che potrebbero aver prodotto un risultato del genere, e i fisici teorici cercheranno di inventare modelli che possano interpretarlo. Calma, quindi. Nessuno si è convinto dal giorno alla notte che i neutrini vadano più veloci della luce. Nemmeno gli autori dello studio, che concludono così (la traduzione è mia):
Nonostante la grande significatività delle misure riportate qui e la stabilità dell'analisi, l'impatto potenzialmente enorme dei risultati motiva la prosecuzione dei nostri studi in modo da poter investigare possibili effetti sistematici sconosciuti che potrebbero spiegare l'osservazione anomala. Deliberatamente, non tentiamo nessuna interpretazione teorica o fenomenologica dei risultati.Mi è tornato in mente un altro articolo, quello di Penzias e Wilson del 1965, in cui si annunciava la scoperta della radiazione cosmica di fondo. Anche lì c'era una lista di effetti strumentali che erano stati esclusi uno dopo l'altro. E anche lì gli autori si limitavano a riportare le misure, senza azzardare una possibile interpretazione teorica. In quel caso finì con un Nobel; in questo caso si vedrà. Ma non vi aspettate una soluzione veloce.
Vi dico la verità: io faccio il tifo perché la cosa sia vera. Sarebbe uno di quegli shock cognitivi che rimettono in moto tutto. Non nel senso ingenuo che "Einstein aveva torto", no: quella è una cosa che piace tanto ai crackpot e ai titolisti. Non è quello il punto. Il punto è che bisognerà farsi venire delle idee: e le idee sono il carburante di questo mestiere. E qui (contrariamente a certe interpretazioni semplicistiche che si sono lette in giro, del tipo "ma sì, sostituiamo la velocità della luce con quella dei neutrini, e via") di cose da spiegare ce ne sarebbero così tante che si potrebbe andare avanti per anni. È solo un tipo di neutrino a viaggiare (eventualmente) più velocemente della luce, o tutti quanti? E che massa ha? Bisogna introdurre termini correttivi alle equazioni della relatività o c'è in ballo qualche effetto completamente nuovo (qualcuno parla di scorciatoie nelle dimensioni extra)? Come mai i neutrini che arrivano dalle supernovae non hanno mai manifestato un comportamento del genere? C'è una dipendenza dall'energia? Che succede ai rapporti di causa/effetto? Siamo appena all'inizio.
L'altra cosa che mi auguro è che questa faccenda, che sta provocando così tanto interesse anche fuori dalla comunità scientifica, serva a far capire un po' meglio come funziona la scienza. È una roba che ti esalta ma che allo stesso tempo richiede pazienza e disciplina, e uno scetticismo spietato, soprattutto verso le ipotesi che ci piacciono di più: "immaginazione con la camicia di forza" come diceva Feynman. Non cambia tutto in una notte, ma quando cambia, cambia tutto davvero.
E' un bell'esercizio mentale tentare di immaginare cosa potrebbe capitare in futuro, se questa scoperta dovesse rivelarsi vera.
RispondiEliminaCi siamo spinti verso i limiti dell'Universo conosciuto solo grazie a strumenti sempre più potenti, ma ancorati alla terra o al massimo al nostro sistema solare. Abbiamo sempre pensato che le cose lontane si potessero solo osservare da qui, proprio perché troppo lontane perché una vita basti per raggiungerle.
E se la scienza renderà possibile viaggiare così velocemente nello spazio da annullare le distanze? Lo spazio potrebbe rivelarsi come elemento non più dominante nell'ambito degli spostamenti. Potrebbe ridursi a mero elemento di calcolo per i sistemi che ci porteranno ovunque nello spazio. E quindi ovunque nel tempo.
Internet ci ha reso liberi di lavorare svincolati da un luogo fisico.
La scienza potrebbe renderci liberi di abitare ovunque si possa.
ciao,
RispondiEliminaqualcuno ha letto questo simpatico messaggio?
http://www.istruzione.it/web/ministero/cs230911
mica male no?
Marco
In un periodo in cui la spettacolarizzazione va di moda anche nella scienza, va apprezzato molto che siano gli stessi autori della scoperta i primi a gettare l'acqua sul fuoco invocando conferme indipendenti.
RispondiElimina@Marco - Quel messaggio è un momento di alta comicità. Complimenti per averlo scovato
@bobpuley: Ho fatto più fatica a convicermi che il sito istruzione.it sia il vero sito del Ministero piuttosto che accettare che i neutrini abbiano 'sì tanta fretta!
RispondiElimina@fabio
RispondiEliminail metodo del gruppo di OPERA e' quello di tutti i gruppi sperimentali di tutto il mondo. Come ha spiegato Balbi, tra fisici ci si scanna (metaforicamente) prima che una novita' venga accettata dalla comunita' e quindi la prudenza e' sempre d'obbligo. Ci vogliono sempre conferme indipendenti, a maggior ragione per un risultato del genere.
Ottimo commento. Maggiore è l'impatto della notizia, maggiore dovrebbe essere la prudenza nel prenderne atto (cosa che mi augurerei avvenisse anche in altri campi scientifici...). Ma se l'impedenza di un semplice circuito elettrico, contenente capacità ed induttanze, non è esprimibile con i soli numeri reali, ma richiede l'uso dei numeri complessi, perché dovrebbe essere così inaccettabile che anche la massa sia esprimibile con un numero complesso ? Sappiamo che all'avvicinarsi alla velocità della luce, aumenta la massa...e allora mi aspetterei che i fotoni fossero pesantissimi...e invece ! Se la massa fosse complessa, la cosa mi sembrerebbe più comprensibile. Magari sto scrivendo eresie (segnalatemi in questo caso un buon esorcista...), ma troverei più comprensibile una fisica in cui esistano i tachioni, che una come quella che è stata descritta finora. Quanto alla causa-effetto, non mi pare una conseguenza "necessaria", perché, caduto un postulato, la teoria potrebbe rivelarsi diversa anche in altri punti, chissà, vedremo. piuttosto vedrei aprirsi la possibilità (remota e tutta da inventarsi) di viaggiare nell'universo, non essendo più precluse velocità elevatissime, teoricamente (salvo a verificarne la realizzabilità, che non sarebbe cosa né immediata né facile, né scontata). Perché poi ci dovrebbe essere l'impossibilità per un oggetto normale di diventare un oggetto superluminale ? Penso al povero Achille che non avrebbe dovuto raggiungere la tartaruga, e invece quella sera se la fece in brodo... non sarà mica perché il mondo non è così continuo come a volte il pensiero matematico ci porta ad immaginare ? In fondo i filosofi greci non conoscevano la meccanica quantistica... e, sempre a proposito dei Greci, vorrei ricordare che scoprirono l'elettricità, ma l'umanità dovette aspettare fino alla nostra epoca per vederne realizzare le conseguenze...una cosa è una scoperta "interessante e potenziale" altra sono la sua applicabilità e praticità immediate. Chiedo scusa per questi pensieri poco ortodossi, e dei quali mi vergogno obbrobriosamente, ma che continuerò a pensare fin quando qualcuno non mi convincerà che son scemate... Secondo me.
RispondiEliminaGanavion.
Amedeo, però aspetta. L'articolo di Penzias e Wilson apparv nel 1965 su "Astrophysical Journal Letters" INSIEME a un articolo di Dicke, Peebles, Roll e Wilkinson che interpretava immediatamente quel segnale come la radiazione di fondo. Direi che la storia, in questo caso, è parecchio diversa. Lì l'esperimento discriminava tra due teorie (solo che i due malcapitati non sapevano di che si trattava), qui fa un filotto di tutta la fisica teorica perfettamente funzionante (o quasi), dell'ultimo secolo...
RispondiElimina@Marco, verissimo, ma infatti la mia era niente di più che un'assonanza, ci mancherebbe altro. Qui la posta in gioco è molto più alta e a maggior ragione ci vorrà grande cautela prima di trarre conclusioni.
RispondiEliminaAmedeo, sei stato linkato :)
RispondiEliminaCosa ne pensi delle discettazioni a questo link? http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2011/09/23/superluminal/
In particolar modo il seguente pezzo:
"Dal mio punto di vista di fisico mancato, ci sono un paio di cose della faccenda che mi colpiscono in maniera particolare: la prima è ovviamente la violazione della causalità che una simile particella realizzerebbe, e che fino a oggi costituisce la principale obiezione logico-filosofica all’idea di spostarsi a velocità superluminali; la seconda è che una particella provvista di massa non nulla potrebbe viaggiare più veloce di una particella di massa nulla invariante come il fotone, che finora poneva la pietra di paragone per la velocità (inclusa quindi la propagazione dell’informazione); per finire, queste particelle potrebbero muoversi a una frazione leggermente superiore alla velocità della luce, ma quante altre potrebbero muoversi o essere accelerate a velocità anche molto maggiori? "
Hanno senso?
Ma la permeabilità magnetica del vuoto e la costante dielettrica del vuoto come la prenderanno? Dovrò rifare l'esame di campi elettromagnetici?
RispondiElimina@Marco de Domenico. volevo chiederti scusa per averti coinvolto involontariamente nel mio precedente commento.
RispondiEliminaIl commento sarcastico era rivolto non a quello che tu hai scritto (non mi permetterei mai) ma al messaggio della Gelmini sul sito del Miur e riportato in questo blog da Bobpuley.
Ti chiedo ancora scusa per il lapsus
@Micchan. Quello che intendevo dire è che trovo decisamente apprezzabile che proprio gli autori del lavoro siano i primi a mettere in dubbio i loro risultati chiedendo conferme indipendenti e ne dimostra la loro serietà
RispondiEliminaAmedeo, ma a parte ciò che desideri (che sia vero), ma se tu dovessi puntarci su dei soldi scommetteresti sull'errore o sul neutrino suprveloce?
RispondiEliminaIo scommetterei sull'errore subdolo.
RispondiEliminaSe fosse confermata questa scoperta, in che modo essa influirebbe sul principio della casualità, vale a dire il principio di causa-effetto?
RispondiEliminaSarà vero non sarà vero,prendo atto della prudenza degli esperti. ma se fosse vero la cosa che più mi eccita è l'idea della possibilità del viaggio indietro nel tempo, conseguente al superamento della velocità della luce. Badiamo bene, non credo che noi potremo mai fare dei viaggi fantascientifici, non siamo dei neutrini nè possiamo immaginare macchine che ci trasformino o ci diano le qualità dei neutrini, nè credo che potremo mai saltellare qui e lì per tutto l'universo in un battibaleno. Ma una cosa mi dà da pensare, se i neutrini ci vanno veramente nel passato, allora dovremo modificare un po' la nostra concezione del tempo. Il passato non è un qualcosa che non c'è più, perchè altrimenti i neutrini non avrebbero dove andare, ma piuttosto un'altra dimensione spazio temporale. In fondo anche Einstein sarebbe salvo. La sua teoria riguarda lo spazio tempo della dimensione del così detto presente (o meglio di ciò che noi viventi in atto osserviamo), i neutrini passeggiano invece tra dimensioni, alcune delle quali del tutto sconosciute, sarebbero insomma i testimoni di dimensioni parallele. D'altra parte, mi pare d'aver già letto da qualche parte che la meccanica quantistica se ne frega dello spazio tempo di Einstein, della velocità della luce e non si preoccupa di distinzioni tra passato, presente e futuro. Siccome sono solo un curioso, se ho detto delle scempiaggini enormi, qualcuno, per favore, me le faccia notare. Ne abbia la pazienza, per favore. Mi scuso in ogni caso, ma il bello di quasto blog è che chi vuole può anche imparare qualcosa di più, cosa rara di questi tempi. Magari l'avesse letto la ministra, prima della sua dichiarazione, ma chissà che il tunnel non l'abbiano fatto veramente, magari gli stessi supertecnologici del ponte sullo stretto di Messina.
RispondiEliminaNon so se questa cosa sia reale... voglio dire, è più facile che sia scappato fuori qualche errore di misura o magari che ci sia un effetto di qualche genere che ancora non conoscevamo (e che comunque un Nobel lo varrebbe).
RispondiEliminaRiguardo ai viaggi nel tempo (leggo solo gli ultimi commenti, scusate) sono più scettico: io penso che il passato sia solo una nostra invenzione, e che in realtà esiste solo il tempo presente che mutando ci dà l'impressione di un prima e di un dopo.
Simone
Amedeo, scusa la domanda da profano, ma non potrebbe essere che i neutrini NASCANO con una velocita' superiore a quella della luce?
RispondiEliminaIn tal caso non ci sarebbe nulla di sconvolgente, sarebbero dei tachioni e quindi non verrebbe violata nessuna legge della fisica esistente...
Nel rassicurare l'autore del blog, volevo osservare, con riguardo al commento di Simone, che il passato non è una nostra invenzione, esso sta alla base del principio di causalità e di tracce di passato è piena la nostra vita, la nostra esperienza e la nostra conoscenza. D'altra parte, sul piano letterale, passato non coincide con non essere. Poniamo che viaggiamo su di un treno, vediamo scorrere dal finestrino un albero. L'albero è passato, ma non è che non è più. Piuttosto, volendo descrivere il tempo, la cosa più difficile da definire è proprio il presente: il passato è ciò che già è accaduto, il futuro è ciò che dovrà ancora accadere, il presente è definibile solo come il passaggio dall'uno all'altro stato, è solo un attimo e siccome ogni attimo può essere divisibile all'infinito, il presente si che è più veloce della luce.
RispondiEliminaOggi Piero Banucci ha scritto questo articolo: http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/il-cielo/articolo/lstp/421962/
RispondiEliminaBuona lettura
ho letto i dati sulla tecnica di misura della distanza tra punto di partenza e punto di arrivo, e i dati sulla sincronizzazione degli orologi. non ho capito però quante volte la misurazione è stata ripetuta, e se il risultato è frutto di una media tra risultati diversi, o se appare come una costante.
RispondiEliminaIl risultato è frutto dell'analisi di dati presi nel corso di tre anni di misura.
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