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26 agosto 2011

Capire il tempo (o almeno, provarci)

Uno dei privilegi dell’essere membro del Foundational Questions Institute è quello di essere invitato ogni anno a una conferenza che affronta qualche grande questione fondamentale. Quest'anno per me è la prima volta, e mi è andata di lusso: il tema, infatti, è nientemeno che il tempo (quella cosa che si misura con gli orologi). Ci saranno fisici, cosmologi, filosofi, neuroscienziati, ecc. che per qualche giorno dibatteranno sul motivo per cui ricordiamo il passato e non il futuro, sul perché il tempo scorra solo in una direzione, sul suo ruolo in fisica e in biologia, e su altre questioncine del genere. Sullo sfondo, la questione più fondamentale di tutte, ovvero se in fondo il tempo esista veramente. (Lo so, detto così sembra Woody Allen, ma insomma.) C’è gente come Paul Davies, Alan Guth, Julian Barbour - tanto per fare i nomi più noti - e insomma la cosa si preannuncia interessante. Connessione permettendo, nei prossimi giorni ci potrebbe anche scappare qualche post. (L’ho detto che una parte della conferenza si fa a bordo di una nave da esplorazione del National Geographic?)
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