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23 giugno 2011

Enrico Fermi, fisico


L'anno scorso sono stato coinvolto nella tappa romana di Canale 150, un progetto diretto da Gianluigi Ricuperati che sta provando a raccontare i primi centocinquant'anni di Italia unita attraverso le vite di centocinquanta italiani illustri, narrate da altrettanti italiani di oggi. Quando mi è stato proposto di partecipare e di scegliere un italiano che mi sembrava interessante da portare in scena, ho pensato quasi immediatamente a Enrico Fermi. Quello di Fermi è uno dei rari casi in cui le scoperte scientifiche si intrecciano con gli eventi storici e con i mutamenti sociali; ma è anche una storia di amicizia e di passioni, di ragazzi geniali che avevano poco più di vent'anni e che si sono trovati coinvolti in un gioco molto più grande di loro.

Insomma, una storia bella e tragica, perfetta da raccontare, per esempio, a uno studente dell'ultimo anno delle superiori. Non può che farmi piacere, quindi, che la traccia tecnico-scientifica della maturità di quest'anno riguardasse proprio Enrico Fermi. Ma anch'io, come Marco Cattaneo (per inciso, uno dei compagni di avventura di quella serata di un anno fa: lui raccontò la storia del matematico Vito Volterra, una storia che ha più di un contatto con quella di Fermi) ho molta paura che le vicende di Fermi e del gruppo di Via Panisperna non dicano più molto ai maturandi di oggi. Ma magari sbagliamo entrambi.
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