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28 aprile 2011

Un apologo

"Pronto, polizia?"
"Sì."
"Salve, mi chiamo R****** G*******, vorrei fare una denuncia. Mi sono entrati i ladri in casa, mi hanno svaligiato l'appartamento e..."
"Calma, calma. Come fa a dire che sono stati dei ladri?"
"Come, scusi?"
"Lei ha appena detto che le sono entrati i ladri in casa, ma come ne può essere certo? Era lì quando sono arrivati?"
"Be', sono spariti tutti gli oggetti di valore, i soldi..."
"Quindi?"
"Quindi cosa? Chi li ha fatti sparire, se non i ladri?"
"Lei salta subito alle conclusioni. Per me, tutte le ipotesi sono ugualmente plausibili."
"Sta scherzando, vero? Non penserà mica che la cassaforte si sia aperta da sola e i soldi che c'erano dentro si siano smaterializzati?"
"Perché no? È una possibilità. Per carità, non dico di crederci davvero. Io mi limito a sollevare una domanda, un dubbio: può forse escludere che sia andata in questo modo?"
"Io... be', mi sembra che l'ipotesi più semplice sia che siano stati i ladri..."
"Sì, be', potrebbe darsi, ma solo se si usa il metodo del rasoio di Occam."
"Il rasoio di chi?"
"Ma niente, una scemenza: significa che non c'è bisogno di inventare spiegazioni arzigogolate quando ne abbiamo già di semplici che funzionano altrettanto bene. Ma invece io dico: perché limitarci alle ipotesi semplici, quando le altre sono molto più affascinanti? Che ne dice degli alieni? Potrebbero essere stati loro a prendere i suoi soldi. Magari senza nemmeno muoversi dal loro pianeta."
"Mi prende in giro? Voi dovete investigare, siete pagati per questo."
"E infatti investigheremo, stia tranquillo. Seguiremo ogni pista, anche la meno probabile, non importa quanto tempo ci vorrà. Per esempio, le chiedo, è proprio sicuro che le cose di cui denuncia la scomparsa siano davvero scomparse? Sa che c'è chi sostiene che uno scienziato moldavo avrebbe scoperto, nel diciannovesimo secolo, la formula dell'invisibilità? Io ovviamente non dico che sia vero, le chiedo solo: e se i suoi soldi fossero ancora lì, nella cassaforte, ma fossero diventati invisibili?"
"Ma le dico che non ci sono più! Venga a vedere di persona!"
"Guardi, le racconto un episodio capitato nel 1852 a una signora francese da poco emigrata in Louisiana: stava prendendo un té insieme alle sue amiche a bordo di un battello sul Mississipi, quando le si presentò un uomo vestito completamente di bianco. L'uomo chiese alla donna se volesse essere ritratta in un dagherrotipo. La donna acconsentì. L'uomo fece il ritratto, lo consegnò alla donna e, senza chiedere nulla in cambio, se ne andò. La donna non lo vide mai più."
"Scusi, ma che c'entra questa storia con i miei soldi?"
"Non saprei. Forse c'entra, forse no. Ma non le pare una storia misteriosa? Chi era quell'uomo? Da dove veniva? Dove andava? Perché volle fare un dagherrotipo? E soprattutto: cosa diavolo è un dagherrotipo?"
"Cosa vuole che ne sappia! Perché continua a fare domande sempre più assurde?"
"Perché quando faccio domande del genere mi sento bello. Non capita anche a lei? Vuole che parliamo dei templari? Del calendario maya? E della lettura del pensiero?"
"A me interessa solo una cosa: i miei soldi."
"Me lo aspettavo. Sa che ora che ci penso mi viene un altro dubbio? Può provarmi che lei quei soldi li avesse davvero?"
"Ho capito, ci rinuncio. Lei non ha nessuna intenzione di fare un'indagine."
"Al contrario, amico mio, non vedo l'ora. Sarà un'indagine sorprendente."
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