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15 aprile 2011

Materia oscura: ancora nessun colpevole

Per chi va in cerca delle particelle misteriose che potrebbero risolvere il problema della materia oscura — le cosiddette WIMP — i risultati possibili sono due. Le trova, e allora si becca il Nobel. Oppure non le trova, ma riesce lo stesso a portare a casa un risultato importante: quello di restringere l'insieme delle possibilità. È come la caccia al colpevole in un giallo. Si può procedere per esclusione, scartando un sospetto dopo l'altro, fino a inchiodare il responsabile.

Il risultato annunciato dall'esperimento Xenon dei laboratori del Gran Sasso (raccontato con la solita bravura da Dennis Overbye sul New York Times — qui invece c'è l'articolo tecnico, solo per addetti ai lavori) appartiene alla seconda categoria. Xenon non ha trovato niente, per ora, ma ha escluso una bella fetta di candidati, cominciando anche a rosicchiare una parte dello spazio di uno dei tipi di materia oscura preferito dai fisici teorici, quello basato sulla supersimmetria.

Certo, non è una notizia esaltante, come lo sarebbe stata quella di aver rivelato — oltre ogni ragionevole dubbio — una particella di materia oscura. Ma si fanno progressi anche in questo modo.

C'è di buono che non dovrò affrettarmi a fare modifiche al libro in vista di una ristampa. (E peraltro, se volete saperne un po' di più di materia oscura, WIMP, supersimmetria e compagnia bella, non potrei consigliarvi un punto di partenza migliore.)
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