15 marzo 2011

Un po' di cose che so sulle centrali nucleari

È da quando hanno cominciato a diffondersi le notizie sullo stato dei reattori nucleari giapponesi dopo il terremoto che provo a scrivere qualcosa in merito. Ma è difficile. Sono troppo consapevole che appena si parla di nucleare si entra in un campo in cui si ragiona di pancia, più che di testa, e in cui meno si sa più si hanno certezze. Purtroppo, invece, questo è un argomento in cui è quasi impossibile semplificare senza che vada perso qualcosa di essenziale. C'è la fisica, ci sono gli aspetti ingegneristici, c'è la questione della gestione dei rifiuti, ci sono le considerazioni economiche, gli aspetti medici. Cose per un trattato, non per un post. Detto questo, visto che comunque avevo cominciato a mettere giù un po' di informazioni, le pubblico qui, sperando che possano aiutare a capire meglio quello che si sente in giro in questi giorni. Ma chi vuole veramente capire qualcosa in materia e farsi un'opinione — senza ripetere a pappagallo cose dette da altri — deve studiare seriamente: non ci sono scorciatoie. Due avvertenze. La prima: questo post potrebbe subire qualche editing, visto che la situazione è in evoluzione. La seconda: se trasformate i commenti in un forum pro/contro nucleare, li chiudo. 


Cosa alimenta un reattore nucleare?

Un reattore nucleare produce energia attraverso reazioni controllate di fissione (ovvero la rottura di un nucleo pesante in due nuclei più leggeri), usando - in genere - uranio come combustibile. Il combustibile è racchiuso, sotto forma di barre, all'interno di un nocciolo, schermato adeguatamente (tramite più contenitori di metallo e cemento armato, innestati "a cipolla") dal resto dell'impianto. La reazione a catena funziona - schematicamente - così: un neutrone colpisce un nucleo di uranio, che si spezza in due, producendo altri neutroni; i neutroni prodotti vanno a colpire altri nuclei di uranio, e così via. Perché la reazione si auto-sostenga, c'è bisogno di un moderatore, ovvero un materiale che rallenti i neutroni prodotti (la ragione è importante ma tecnica, e si può per il momento trascurare). Nella maggior parte dei reattori, si usa come moderatore semplice acqua.


Come viene usata l'energia nucleare?

Il calore prodotto nella reazione di fissione scalda dell'acqua (può essere la stessa che funge anche da moderatore, oppure altra) e il vapore prodotto alimenta delle turbine elettriche. Il reattore è quindi in un certo senso una normale centrale elettrica a vapore, salvo che il calore è prodotto dalle reazioni di fissione nel nocciolo.


Che succede in caso di emergenza?

La prima cosa da fare è interrompere la reazione a catena, assorbendo i neutroni prodotti e impedendo che essi scindano altri nuclei di uranio. Per farlo, si usano barre di controllo fatte calare nel nocciolo. Nei reattori moderati ad acqua, inoltre, se viene a mancare l'acqua (e quindi il raffreddamento) nell'impianto, la reazione a catena cessa immediatamente. Anche dopo la cessazione della reazione, però, il nocciolo resta caldo. Il motivo è la radioattività residua, sia nel combustibile che nel materiale di scarto. Quindi, bisogna eliminare in qualche modo il calore residuo per evitare che esso fonda il materiale del nocciolo del reattore (vedi dopo). Per questo motivo, una delle principali cause di preoccupazione in caso di emergenza è il mantenimento di un adeguato meccanismo di raffreddamento del nocciolo.


Può un reattore nucleare esplodere come una bomba atomica?

No. I reattori per uso civile impiegano uranio non arricchito (o solo leggermente arricchito), in cui la percentuale di uranio fissile (l'isotopo 235, quello che, nella fissione, produce neutroni che possono scindere altri nuclei, mantenendo la reazione a catena) è molto bassa. Per ottenere un'esplosione nucleare è necessaria una massa critica di materiale fissile che, semplicemente, non è presente nei reattori civili. Naturalmente, l'edificio che contiene il reattore può esplodere per altre cause. In fase di progettazione, quindi, vanno prese tutte le precauzioni perché il nocciolo e le strutture di contenimento siano il più possibile resistenti, in modo da non esporre il combustibile, rischiando di contaminare l'ambiente.


Che cos'è la "fusione del nocciolo"?

Lo scenario più temibile in caso di incidente è che il combustile e il materiale radioattivo presenti nel nocciolo contaminino (in modo più o meno violento e incontrollato) l'ambiente esterno. Per arrivare a questo punto devono venire a mancare i vari livelli di contenimento, e in particolare deve cedere l'involucro del nocciolo. Quest'ultimo è l'evento a cui i media si riferiscono talvolta come "fusione del nucleo", generando confusione con il concetto, completamente diverso, di fusione nucleare: in realtà, in questo caso si tratta di fusione di tipo ordinario, ovvero dello "squagliarsi" del nocciolo (in effetti, il termine informale inglese è "meltdown") che può - nell'ipotesi peggiore - "colare" raggiungendo la base del reattore, eventualmente penetrando nel terreno e contaminando l'ambiente. Il meltdown non implica però di per sé necessariamente lo spargimento di sostanze radioattive nell'ambiente esterno. È uno degli esiti potenziali, ma dipende da una serie di altri fattori concomitanti, come la resistenza, o meno, degli altri livelli di contenimento del reattore. In ogni caso, dopo un meltdown, la rimozione del materiale del nocciolo può diventare proibitiva o impossibile, e potrebbe essere necessario sigillare permanentemente l'interno del reattore.


Cos'è la "sindrome cinese"?

Non è una malattia. Il termine "sindrome cinese" è un modo di dire iperbolico, usato per dare l'idea di un nocciolo squagliato che penetra nel terreno, scendendo sempre più in profondità, fino - ma appunto è solo un'iperbole - a sbucare dall'altra parte del pianeta (ovvero "in Cina", se siete agli antipodi di quel paese). Per scongiurare questo rischio i reattori sono costruiti in modo da schermare il più possibile il terreno in caso di meltdown. Il film dal titolo omonimo uscì poco prima di un grave incidente nella centrale americana di Three Mile Island, e influenzò in negativo la percezione pubblica del disastro.


Cos'è successo a Chernobyl?

Il reattore di Chernobyl non era schermato da nessuna struttura di contenimento. Inoltre, il reattore era moderato a grafite, non ad acqua. Questo è un punto cruciale. Al contrario di quanto avviene nei reattori moderati ad acqua, se in un reattore moderato a grafite viene a mancare l'acqua di raffreddamento, si ha un aumento dell'efficienza della reazione a catena. Nel reattore di Chernobyl, un iniziale surriscaldamento del combustibile portò all'evaporazione dell'acqua di raffreddamento e a una reazione a catena incontrollata. L'esplosione che ne seguì (che non fu un'esplosione nucleare, vedi sopra) sparse il combustibile nell'ambiente e fece cessare la reazione a catena: ma nel frattempo la grafite aveva preso fuoco, creando una nube di materiale radioattivo. La mancanza di un'adeguata struttura di contenimento intorno al reattore rese possibile la contaminazione di un'area molto ampia. Quello di Chernobyl è un caso in cui una totale dissennatezza, tanto in fase di gestione che di progettazione della centrale, portarono a un esito catastrofico.


Cos'è successo a Three Mile Island?

Nell'incidente di Three Mile Island, del 1979, in seguito a una serie di errori nella gestione dell'impianto di raffreddamento, si arrivò alla fusione parziale del nocciolo. Il nocciolo fuso, entrando a contatto con l'acqua di raffreddamento, rilasciò gas radioattivi all'interno del reattore. Il contenimento esterno della centrale resse (non ci fu nessuna "sindrome cinese"), ma una parte dei gas prodotto nel nocciolo fu liberata dai tecnici nell'ambiente per tenere sotto controllo la pressione: la contaminazione radioattiva fuori del reattore fu minima, al di sotto dei livelli di fondo ambientali.


Cosa sta succedendo a Fukushima?

La natura della situazione è simile a quella di Three Mile Island, e non può essere in alcun modo assimilata a quella di Chernobyl, per le differenze nella concezione dei reattori giapponesi (ma vedi aggiornamento sotto). Schematicamente: con il terremoto (e soprattutto con il successivo tsunami) è venuto a mancare il sistema di refrigerazione in alcune delle centrali. I tecnici hanno provato a tenere bassa la temperatura nel nocciolo prima usando generatori di emergenza per alimentare il sistema di refrigerazione, poi pompando direttamente acqua di mare. Il rifornimento di acqua deve essere continuo, perché essa evapora a contatto con il combustibile caldo. L'aumento di pressione all'interno del nocciolo è stato compensato facendo fuoriuscire idrogeno verso l'esterno (l'idrogeno viene prodotto dalla dissociazione dell'acqua ad alte temperature). L'idrogeno è altamente infiammabile, e il suo accumulo nella parte esterna dell'edificio del reattore ha causato le esplosioni che hanno distrutto le strutture esterne, ma non, a quanto pare, i contenimenti interni in cemento e metallo. È presumibile che l'abbassamento del livello di acqua nel nocciolo abbia esposto le barre di combustibile che, non più raffreddate, potrebbero aver iniziato a sciogliersi. Quali siano le conseguenze dell'eventuale meltdown parziale è ancora da capire. 



Aggiornamento del 17 marzo. Attualmente, il problema non riguarda soltanto il nocciolo dei reattori e il loro eventuale meltdown, su cui si erano concentrate le preoccupazioni iniziali, ma anche le piscine dove viene conservato il combustibile già usato, che si trovano fuori della zona di contenimento rinforzata. Quelle barre sono già molto più fredde di quelle ancora nel nocciolo, ma vanno comunque tenute sott'acqua, sia per continuare a raffreddarle, sia per attenuare la radiazione emessa. Se l'acqua nelle piscine scende sotto il livello delle barre, c'è il rischio di surriscaldamento e fuoriuscita di gas radioattivi. Nelle ultime ore sono stati visti elicotteri versare acqua dall'alto, quasi certamente allo scopo di mantenere (o ripristinare?) il livello di acqua nelle piscine. Ci sono stati incendi nell'area di una delle piscine, ma non è chiaro cosa abbia preso fuoco. Sono stati misurati livelli di radiazioni sopra la media nei pressi della centrale (come è ovvio, date le circostanze). Ma il vero problema non sono tanto le radiazioni, che si attenuano rapidamente allontanandosi dalla centrale, quanto l'eventuale fuga di materiale radioattivo. (A questo proposito resta valido quanto scritto sotto.)


Che succede ora?

In caso di incidente a una centrale, la preoccupazione per la salute della popolazione viene dall'eventuale contaminazione dell'ambiente da parte di sostanze radioattive.

A questo proposito, vanno chiarite un po' di cose. 1) Ci sono le sostanze radioattive e ci sono le radiazioni. Le sostanze radioattive (come l'uranio, appunto) quando si scindono, emettono radiazioni, che possono essere di vario tipo: fotoni (ovvero radiazione di natura simile alla luce, ma molto più energetica, come i raggi X o i raggi gamma) o altre particelle ad alta velocità. Il danno biologico deriva dalla capacità di queste particelle di penetrare nel corpo e danneggiare le cellule. Le cellule hanno, in parte, la capacità di auto-ripararsi, ma se il danno supera una certa soglia si possono avere conseguenze serie. 2) Non tutte le radiazioni sono dannose allo stesso modo. Esiste, ad esempio, un livello medio di radiazioni ambientali cui l'organismo è esposto continuamente, e che riesce a tollerare. Così come esistono ovunque materiali radioattivi nell'ambiente intorno a noi, che non emettono un livello di radiazioni abbastanza alto da essere un rischio per la salute. Bisogna quindi stabilire dei criteri, che sono (a meno di non avere a che fare con dosi enormi, che provocano danni immediati) criteri statistici: ovvero, essere esposti a una certa dose di radiazione, per un certo intervallo di tempo, aumenta di una certa percentuale la possibilità di danni a lungo termine. 3) Non tutti gli elementi radioattivi sono dannosi allo stesso modo, sia per la quantità e il tipo di radiazioni che emettono, sia per la durata della loro capacità di emettere radiazioni. Quest'ultima è legata al "tempo di vita medio" dell'elemento. Elementi come l'uranio, che hanno tempi di vita medi lunghissimi, sono quindi più pericolosi di elementi come il sodio-24, che ha tempi di vita di poche ore. 4) Più ci si allontana da una sorgente radioattiva, più diminuiscono le radiazioni. Se però l'organismo ingloba (per esempio per ingestione) una sostanza radioattiva, non può sottrarsi al bombardamento da radiazioni (che provengono in questo caso dall'interno del corpo). Solo allora si può parlare di "contaminazione": non dalle radiazioni, ma dagli elementi radioattivi. La contaminazione richiede il contatto diretto con l'elemento radioattivo, non la semplice esposizione alle radiazioni.

Per capire la gravità di un incidente, quindi, bisogna chiedersi: quali elementi radioattivi sono stati, eventualmente, sparsi nell'ambiente? Fino a che distanza? Quale è l'aumento del livello di radioattività rispetto al livello medio ambientale? Frasi come "livello di radiazioni oltre la norma" non hanno nessun senso, se non quello di giocare con l'emotività delle persone. Anche una lastra al torace espone a un livello di radiazioni oltre la norma. Dove è stato registrato il livello? Quanto è durata l'esposizione? Quanto oltre la norma è salito il livello e che effetto può avere, in termini statistici, sulla salute di chi è stato esposto? Inoltre, se gli elementi radioattivi restano confinati all'interno della centrale, le zone a una certa distanza dalla centrale sono sicure (anche se il livello di radiazioni dentro la centrale è elevato). Se invece gli elementi radioattivi vengono sparsi in giro, il danno può diventare più serio, per via della potenziale contaminazione. Ma, anche in questo caso la gravità varia molto a seconda dell'area contaminata e del tempo di vita medio dell'elemento contaminante. Il caso di Chernobyl fu catastrofico proprio perché la nube sollevò materiale radioattivo nell'atmosfera, spargendolo su un'area enorme. Il caso di Three Mile Island, invece, è un esempio di incidente localmente grave con scarse conseguenze globali. Senza comprendere tutti questi fattori, una stima seria del danno è impossibile.

153 commenti:

  1. Grazie anche da qui. (E sono contento di non aver detto troppe sciocchezze in classe, stamattina, ad una ventina di quindicenni allarmati.)

    RispondiElimina
  2. Finalmente un po' di chiarezza.

    Grazie.

    RispondiElimina
  3. Molto interessante, grazie. Una domanda legata alla "sindrome cinese". Immagino che la penetrazione del nocciolo nel terreno sia un problema perché il terreno stesso non è un efficace barriera contro le radiazioni? E quindi ci sarebbero contaminazioni di falde e roba del genere? Ma, invece di "schermare il più possibile il terreno in caso di meltdown", non li si potrebbe costruire scavando una spece di "fossa di contenimento" (a sua volta protetta) in modo che in caso di meltdown, il nocciolo buchi il pavimento della centrale e finisca in questa fossa? Oppure: perché non costruirle direttamente sottoterra (sempre schermando il tutto)? Se le scorie vengono stoccate sottoterra, perché non fare sottoterra pure le centrali?

    RispondiElimina
  4. Veramente molto chiaro.

    Grazie, c'è un gran bisogno di buona divulgazione scientifica.

    RispondiElimina
  5. grazie per l'immenso lavoro di sintesi.
    diffondo.

    RispondiElimina
  6. Leonardo: "Oppure: perché non costruirle direttamente sottoterra (sempre schermando il tutto)? Se le scorie vengono stoccate sottoterra, perché non fare sottoterra pure le centrali?"
    la trovo un'affermazione geniale nella sua semplicità :D

    RispondiElimina
  7. Un problema di fondo si pone sui dati: Fukushima aveva già sperimentato un recente incidente (in Giappone l'incidenza è elevata) e perciò la radioattività riscontrabile andava oltre il cd fondo naturale...

    RispondiElimina
  8. @Figura Quattro: grazie. Lo istituisci tu il comitato per il mio Nobel o devo auto-candidarmi? :-)

    Ovviamente se non l'hanno fatto fino ad ora ci sarà un perché, ero solo curioso di sapere quale fosse.

    RispondiElimina
  9. Grazie davvero! Diffonderò anch'io il tuo post, specialmente a tutti i miei studenti...

    RispondiElimina
  10. Finalmente un po' di chiarezza!!

    RispondiElimina
  11. Chiarissimo :)
    Grazie...

    RispondiElimina
  12. Complimenti Amedeo per la chiarezza espositiva.

    Nella confusione generale, quanti sono i reattori esplosi al momento? Mi sembra siamo arrivati a tre. Speriamo che la situazione torni sotto controllo.

    Avrei una domanda, ma l'acqua di mare usata per il raffreddamento di emergenza evapora liberamente? Cioè viene utilizzata all'interno di un circuito chiuso oppure è libera di uscire dalla struttura? Grazie

    RispondiElimina
  13. Vorrei che entrassi nei dettagli di questa proposizione: "Nei reattori moderati ad acqua, inoltre, se viene a mancare l'acqua (e quindi il raffreddamento) nell'impianto, la reazione a catena cessa immediatamente." Grazie.
    M.

    RispondiElimina
  14. Penso che sia tutto assolutamente corretto.
    Rimane però questo dubbio.. il raffreddamento implica il passaggio di acqua all'interno del nocciolo, in modo da smaltire l'enorme temperatura generata. ora, questa acqua se entra deve uscire, sotto forma di vapore, idrogeno, o acqua surriscaldata. Inverosimile che questo sia un "ciclo chiuso", pertanto acqua o vapori contaminati "devono" essere portati all'esterno, e smaltiti all'esterno.

    La pressione interna del vessel non può superare una certa soglia, altrimenti esploderebbe come una enorme pentola a pressione, realizzando quella che comunemente viene denominata "bomba sporca", quindi anche i vapori sono portati all'esterno.

    IN questo scenario, è abbastanza ovvio che non parliamo più di "contenimento", ma di rilascio continuo e duraturo di radionuclidi in ambiente, che assai difficilmente possono essere filtrati, data la proibitività di operatori umani nell'area circostante.

    Vero, non c'è da temere una nuova chernobyl, ma forse qualcosa che se non peggio ci si avvicina notevolmente come gravità. Contaminazione di aria, acqua, suolo, con metalli pesanti e materiale radioattivo.

    Proprio un bel casino.

    RispondiElimina
  15. Per Massimo
    ho trovato una spiegazione dello spegnimento in mancanza di acqua:
    "La sezione di cattura dell’uranio 235 – parametro che indica il rateo di fissioni e quindi di produzione di energia-, isotopo fissile dell’uranio, è alta per neutroni ‘termici’, ossia rallentati ad energie dell’ordine di 0,025 eV. Alla nascita per fissione questi possiedono energie dell’ordine di 2 MeV (milioni di eV!): la sezione di cattura a tali energie è molto più bassa. Di conseguenza, se i neutroni non vengono ‘moderati’ la reazione a catena si ‘spegne’"

    RispondiElimina
  16. Mi accodo ai ringraziamenti e ai complimenti. Un post da girare ai miei studenti.
    (La tripla rima non è voluta, giuro)

    RispondiElimina
  17. Grazie, ma da bravo ignorante, chi mi garantisce che tu stia dicendo la verità e non semplicemente una 'mezza verità' di verso opposto da quella propugnata dai media?

    Hai altri link simili (allo stesso livello divulgativo) che corroborino quanto scrivi? (o anche lo contestino)

    RispondiElimina
  18. per quanto riguarda la questione dell'evaporazione, qui http://bit.ly/fjxrAq c'è un'esauriente spiegazione (che risponde anche alla richiesta dell'anonimo qui sopra).

    RispondiElimina
  19. peccato però che si spacci parte del materiale qui presentato per proprio quando non è che una traduzione di un paio di articoli della BBC:

    http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12732015

    e

    http://www.bbc.co.uk/news/health-12722435

    mm1

    RispondiElimina
  20. Post chiarissimo e utilissimo che riassume quanto ho cercato di studiare e capire in questi giorni! Una piccola precisazione da ingegnere...il calore prodotto dalla fissione nucleare ed il conseguente vapore creato, alimentano turbine a "vapore" che generano lavoro meccanico che poi viene trasformato in elettricità da un alternatore.

    RispondiElimina
  21. Trovo scritto: "L'idrogeno viene prodotto dalla dissociazione dell'acqua ad alte temperature". Queste temperature quanto sono alte? Il contenitore in cemento armato è in grado di sopportare queste alte temperature?

    RispondiElimina
  22. Puoi essere chiaro quanto vuoi... ma una persona molto più colta di noi disse:"
    L'uomo ha scoperto la bomba atomica,
    però nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi. (A. Einstein.." mi contesterai che qui non si parla di Bomba atomica.. vero.. ma quando ci sono eventi catastrofici come terremoti dal settimo livello in sù... tutto diventa possibile ed il fatto che rimangono (pur dopo leggendo questo chiarissimo articolo..) dubbi del tipo.."Quali siano le conseguenze dell'eventuale meltdown parziale è ancora da capire..." oppure finire l'articolo dicendo :"Senza comprendere tutti questi fattori, una stima seria del danno è impossibile...." mi lascia veramente perplesso.. non si scherza con il fuoco e noi umani.. a maggior ragione ITALIANI con i rappresentanti che abbiamo che pensano alle squillo oppure ai trans.. dobbiamo stare lontani da qualsiasi fissione nucleare..
    sò che hai evidenziato che se si dovesse trasformate i commenti in un forum pro/contro nucleare, li chiudo.. ma chissà perchè io penso che tu sia pro!..

    RispondiElimina
  23. perfetto.
    appurato che posso passeggiare con ciuffi di isotopi 235 in mano a patto che non cambino "N" costanti, continuo a credere che sia meno rischioso e più produttivo preferire la cara vecchia girandola, ad esempio, che pure se la squaglio con l'accendino facendo un bel melt down non provoca nessuna sindrome cinese.
    pace.

    RispondiElimina
  24. Certo che dire queste cose e poi copiare da articoli il testo ci vuole tutta!!


    http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific 12732015

    http://www.bbc.co.uk/news/health-12722435


    Ma chi vuole veramente capire qualcosa in materia e farsi un'opinione — senza ripetere a pappagallo cose dette da altri — deve studiare seriamente: non ci sono scorciatoie.

    AhhhAhhhAhhh!! ecco cosa succede in Italia.

    RispondiElimina
  25. Perché dite che questo articolo è la traduzione di quelli della BBC?
    Il contenuto, sebbene affine come argomento mi sembra piuttosto diverso.
    Inoltre in questi giorni tutte le testate giornalistiche stanno uscendo con articoli riassuntivi ed esplicativi sugli incidenti nucleari, trovarne due simili non mi sembra affatto prova di plagio.

    Non vedo inoltre dove Balbi si dimostri pro-nucleare, solamente quando analizza la situazione in modo che trovo oggettivo e imparziale.

    RispondiElimina
  26. Una centrale nucleare è un generatore di probabilità di catastrofi.
    Possiamo prevedere, controllare quanto vogliamo, possiamo aumentare esponenzialmente tutte le protezioni, aggiungere sistemi di sicurezza in parallelo, in serie, a x, a forma di cazzo storto tutto quello che vogliamo.

    Ma QUESTA tecnologia nucleare è INEFFICIENTE e INSICURA per definizione.

    Inutile farsi troppe seghe mentali, le probabilità NON sono annullabili per definizione, e spesso non seguono la distribuzione di probabilità normale.

    Quindi. Perchè cazzo non ci ficchiamo un pannello solare su ogni casa del mondo e ci mettiamo il cuore in pace?

    Mammamia quanto siamo segaioli noi esseri umani.

    RispondiElimina
  27. per caso nel reattore 3 esploso il materiale fissile era plutonio, MOX che tanto stabile non credo che sia

    RispondiElimina
  28. Io ringrazio e basta, in barba alle polemiche.
    Intanto grazie perché hai speso del tempo per chiarire delle cose (o almeno per provarci).
    Poi per la tua oggettività, che non è da poco.

    Continuo a non sapere niente e capire ancora meno di fisica (nucleare, poi...) ma un paio di cosette mi sono rimaste attaccate al cervello, e so che potrò usarle quanto prima.
    L.
    :-)

    RispondiElimina
  29. Spiegazione lucida e stupenda nella sua linearità.
    Un grazie davvero.

    RispondiElimina
  30. Molto interessante il tuo post. Aiuta ad avere le idee più chiare su quello che sta succedendo.

    RispondiElimina
  31. l'idrogeno non viene prodotto per dissociazione dell'acqua, ma per riduzione dell'acqua.

    RispondiElimina
  32. perchè non parlare di fusione a freddo molto più conveniente e pulita????

    RispondiElimina
  33. Amedeo, un paio di domande: la prima riguarda il moderatore. Un mio amico, tempo fa, che ne sapeva abbastanza, mi disse che in genere il liquido di raffreddamento usato, anche come moderatore, era l'"acqua pesante", D2O, se ricordo male, ossia con il deuterio al posto dell'idrogeno, proprio perchè più densa dell'acqua. Mi ha detto una boiata, o non si usa più, o che altro?

    Riguardo alla diminuzione della radioattività in base alla distanza, parliamo di una formula di tipo quadratico modello attrazione gravitazionale?

    Una terza domanda al volo: leggevo oggi sulla gazzetta dello sport che il fatto di usare l'acqua di mare per raffreddare il nocciolo è una misura estrema che implica già la decisione di smantellare il tutto, è corretto?

    A fukushima ora pare ci sia stata un'altra esplosione su un altro reattore. Attendiamo incrociando le dita.

    RispondiElimina
  34. ...scusate ma, sempre ragionando sulla proposizione del "se viene a mancare l'acqua (e quindi il raffreddamento) nell'impianto, la reazione a catena cessa immediatamente." mi sembra di riscontrare un'incoerenza:

    - da un lato, si considera la presenza dell'acqua come indispensabile al raffreddamento (le barre di combustibile, se esposte, rischiano la fusione)

    - dall'altro, l'isolamento delle barre dal moderatore determinerebbe l'interruzione della reazione.

    Come mettere allora in sicurezza l'impianto?

    Mi chiedo se a Fukushima non abbiano avuto allora il tempo d'interrompere la reazione a catena, prima inserendo le barre di controllo e poi isolandole dall'acqua.

    Mi chiedo se il pompaggio di acqua sul nucleo parzialmente fuso, allora, invece che a raffreddarlo non serva a garantire la prosecutio della condizione di criticità.

    RispondiElimina
  35. Splendido post.. Chiaro è sintetico.. Ho una domande.. nel mio blog avevo pensato di fare un riassunto di alcune notizie prese da siti esteri, non son un fisico, ma mi piace scrivere...

    comunque la mia domanda eh.. quante sono le probabilità che i rivestimenti esterni, acciaio e cemento armato, si sciolgono?!? o esplodano per colpa del vapore?!? è possibile o del tutto improbabile???

    RispondiElimina
  36. davvero un bel post, completo e oggettivo, complimenti :)

    RispondiElimina
  37. 38 commenti finora per questo ottimo post, credo sia un record!
    Prof.Balbi,se ne avesse scritto uno sulla tettonica a zolle e sui fenomeni geofisici che hanno determinato forse più di 10.000 morti, quanti avrebbero commentato?
    Tutti gli incidenti nucleari della storia non hanno provocato, neppure indirettamente, neanche una frazione dei morti dovuti allo tsunami e al terremoto dell'11 marzo, ma tutti si stracciano le vesti per il futuro pericolo nucleare e quasi non si parla più del dramma realmente avvenuto.
    (E i campani che vivono attorno e sopra al Vesuvio, quanta paura hanno del nucleare giapponese?)
    P.S. Avrà capito che sono schierato, ma la mia considerazione è generale, quindi la prego non chiuda i commenti. Grazie ancora e comunque

    RispondiElimina
  38. grazie, un pò di chiarezza anche per noi anziani.
    mamma di eio

    RispondiElimina
  39. @dentista
    perchè lei le conta immediate e non per generazioni (le vittime).
    Scappo! Che mi è scoppiata la dinamo... si tratta di esplosioni controllate, vanno solo verso l'esterno.

    RispondiElimina
  40. grazie per la chiarezza dell'esposizione, fruibile anche dai non addetti al lavori

    RispondiElimina
  41. Non capisco le polemiche di alcuni.
    C'è chi ti dice che quello che scrivi non è corroborato da link, e dall'altra parte chi invece, trovando articoli che sostengono le tue stesse cose, ti dà del plagiatore.
    Dalla mia piccola esperienza di ex-ricercatrice posso dire che non è raro trovare articoli originali che riportano le stesse affermazioni, sia perché citano, sia perché partendo da premesse simili è logico (per chi ragiona di testa) trarre conclusioni simili.
    Comunque: per Leonaltro, credo che schermare il più possibile il terreno significhi appunto quello che dici tu, ossia scavare una fossa di contenimento. Naturalmente bisogna tenere conto del fatto che scavare sotto le fondamenta è di per sé un rischio perché riduce la stabilità della struttura. Questa "fossa di contenimento" è stata scavata anche a Chernobyl, peccato che questo sia stato fatto in tutta fretta DOPO il meltdown.

    RispondiElimina
  42. Fukushima è ormai compromessa, anche in assenza di meltdown. Post illuminante. Grazie!

    RispondiElimina
  43. Aggiungo: nel descrivere il disastro di Chernobyl sei stato anche troppo "conservativo". Non solo i reattori erano moderati a grafite, ma anche le barre di contenimento del nocciolo avevano, per motivi che nessuno ha capito, un'estensione in grafite, caratteristica ignota agli operatori. Così quando si è cercato di inserirli per far cessare la reazione a catena, si è anzi accelerato il processo, e le enormi temperature deformarono i tubi in modo che l'unica cosa che venne inserita nel nocciolo fu proprio la grafite, col risultato di accelerare la reazione anziché fermarla.
    Inoltre c'erano numerose altre anomalie strutturali (nessun indicatore della reale attività del nocciolo, un reattore strutturato in modo che le bolle di vapore accelerassero la reazione, aumentando la temperatura e creando altre bolle di vapore...) e furono commesse innumerevoli violazioni della procedura, perché era l'una di notte e gli operatori volevano finire in fretta (estrazione di quasi tutte le barre di contenimento, disabilitazione di diversi sistemi di allarme e controllo).
    Scusate se mi sono dilungata, ma mi sembrava giusto sottolineare che è molto improbabile che ci sia una seconda Chernobyl.
    Ci tengo infine a sottolineare che non sono, concretamente, né pro né contro la costruzione di nuove centrali. Non mi sorride l'idea che siano costruite centrali con una tecnologia che, quando saranno completate, sarà obsoleta, né che siano costruite in un paese come il nostro che non brilla per diligenza. Allo stesso tempo però non me la sento di condannare il nucleare per sempre e in toto. Sono abbastanza fiduciosa nella ricerca e forse in futuro ci saranno dei progetti migliori... chi lo sa.

    RispondiElimina
  44. Se vi insegnano queste cose a scuola, siamo davvero perduti!!! Consiglio a tutti di informarsi sull'energia nucleare personalmente e attraverso fonti attendibili! Ognuno impari a ragionare con la sua testa! Saluti

    RispondiElimina
  45. Naturalmente, parlando della scelta nucleare *in Italia* il punto cruciale è la storica inaffidabilità e corruzione della classe politica, e la diffusione della criminalità organizzata a ogni livello dello Stato.

    E' amaro riconoscere che questo Paese deve rinunciare a priori ad una possibilità di sviluppo offerta da una scienza, alla quale ha dato tanti altissimi contributi.
    Ma non riconoscerlo, e intraprendere oggi una avventura nucleare, avrebbe sicuramente conseguenze catastrofiche.

    RispondiElimina
  46. Dentista, ringrazia il cielo che abbiano smantellato la centrale nucleare sul Garigliano (provincia di CE), altrimenti al primo terremoto della zona (tra Colli Albani e Vesuvio sono messi male come sismicità) la ricaduta radioattiva sarebbe stata disastrosa.
    Tra l'altro, l'OMS non può interferire con i protocolli AIEA per ovvi e calcolati interessi militari. Ergo le procedure di contenimento e sicurezza nascono menomate. Questo per tacere dei quasi 70 anni di disastri nucleari (militari e civili). Da ultimo, ma non da meno Fukushima aveva già avuto recentemente problemi di funzionamento!

    RispondiElimina
  47. Pietro, il Nucleare ha una grossa ipoteca sulla propria testa, ossia il Complesso Militare Industriale. L'unico modo sarebbe agire come ha suggerito quel geniaccio di Rubbia: creare un reattore autofertilizzante a Torio 232, che da un lato genera radionuclidi meno pericolosi rispetto agli attuali residui della fissione e dall'altra non può essere utilizzato per arricchire il combustibile. Dimenticavo: può essere utilizzato pure plutonio (con qualche modifica), giusto per smantellare le testate atomiche...

    RispondiElimina
  48. Chicco Testa, Presidente per il Forum sul Nucleare, ha dichiarato a SkyTG24 che i gas prodoti dalla combustione della raffineria petrolifera in fiamme non erano meno pericolosi delle radiazioni nucleari ...
    Non ho cognizioni tecniche per esprimere un parere tecnico, ma ... sant'iddio!
    Chicco!!
    Lo stesso giornalista gli ha detto "... non vorrà mica confrontare i fumi del petrolio in fiamme con le radiazioni nucleari?!?!...".
    Ecco cosa mi spaventa, in Italia, circa il nucleare.
    Non il nucleare in se', ma i pro-nucleare (ovvero coloro che hanno solo interessi economici coinvolti).
    Se qualcosa è andato storo laddove non ci sono politic e amministratori italiani (vedi USA, JAP, etc...) ... figuriamoci in Italia dove siamo pieni di politici italiani!
    a-i-u-t-o!

    RispondiElimina
  49. L'UNICO modo per farsi un parere personale (ripeto: PERSONALE, spontaneo e sincero) è leggere e interpretare DATI OGGETTIVI, frutto di MISURE RIGOROSE, non approssimative, che effettivamente oramai non esistono più, in quanto si ha la brutta tendenza a presentare dati opportunamente corretti per sostenere l'una o l'altra tesi.
    Se si avessero dati CERTI sui reali consumi energetici del mondo, sulle scorte di petrolio e uranio ancora disponibili, sull'efficienza di centrali chimiche (carbone, gasolio) e nucleari, sui reali problemi causati dalle une o dalle altre, ecc.. credo ci sarebbero molti meno dubbi sul tipo giusto di energia su cui investire..

    Altra cosa: credo sia inutile fare referendum su cose di cui la gente media non ha un'idea. Il problema energetico deve essere affrontato da gente COMPETENTE e SERIA, che possa valutare bene i pro e i contro.. se manca una di queste due caratteristiche (non competente=ignorante, non seria=negligente o che pensa alla propria pancia) non si può pensare di arrivare a soluzioni INTELLIGENTI e OTTIMALI per il problema.

    Infine un pensiero:
    Credo fermamente che non esista una soluzione valida solo per alcuni e una soluzione valida per altri (ponendo che si pensi al BENE COMUNE e non al profitto personale); questo vale per tantissimi temi oggi molto dibattuti, e su un tema come l'energia (si, ci riguarda!) penso e spero si riesca ad arrivare alla soluzione migliore per tutti.

    Lorenzo

    RispondiElimina
  50. Non ho sentito l'intervista a Testa quindi non conosco le sue parole precise.
    Ma perché dovrebbe essere così impensabile confrontare i danni da sostanze chimiche tossiche e da radiazioni?
    Certo, è difficile confrontare le unità di misura delle due ma riguardo i danni...ci sono sostanze che fanno venire il cancro e uccidono meglio e più in fretta di dosi di radiazioni considerevoli. E permangono pure nell'ambiente.
    Tra un esperimento nucleare tipo Mururoa e l'incidente della BP o tra Chernobyl e Bopal non saprei scegliere facilmente..

    Lo so che sa un po' di qualunquismo ma spesso l'emozione porta a scelte irrazionali e a focalizzare l'attenzione su alcuni aspetti tralasciandone altri.
    Anch'io ho paura delle radiazioni ma ho anche paura della diossina e del monossido di carbonio.
    Un po' come per gli aerei, fanno molti meno morti delle auto ma fanno molta più paura.

    RispondiElimina
  51. Vorrei precisare un paio di cose:
    - Nei reattori nucleari civili, la massa critica c'è, eccome, per meglio dire, c'è una massa super-critica. Altrimenti non si avrebbe la reazione di fissione a catena, che consente l'autosostentamento della fissione nucleare. Se non ci fosse la massa critica, non servirebbe un moderatore, che appunto serve a tenere sotto controllo la velocità di fissione del combustibile.
    - Una bomba atomica contiene una massa "pronto-critica", cioè più che super-critica, alla quale i neutroni rilasciati in seguito alle fissioni, inducono un numero sempre maggiore di fissioni, che così aumentano in modo esponenziale, e si perde rapidamente la possibilità di controllare la reazione.
    - Nei reattori moderati ad acqua, se le barre di combustibile rimangono scoperte, la reazione non si ferma, anzi, si accelera, mancando il moderatore, appunto. Il controllo avviene interponendo le barre di controllo, che possono essere di acciaio (spessore di 20 cm!!), per esempio.
    - Le radiazioni "molto sopra la norma" non sono informative perchè dicono semplicemente "molto". Il fatto del tempo di esposiione irrilevante, perchè se le persone ci lavorano, nelle centrali nucleari il tempo di esposizione ritenuto "sicuro" deve essere praticamente misurato in decenni.

    Tralasciando allarmismi e decisioni "di pancia", resta il fatto che il rischio a cui ci espone l'energia nucleare, sono malattie genetiche e malformazioni per diverse generazioni, senza contare le scorie radioattive, che inquinano il pianeta per milioni di anni.

    Non capisco come si possano chiudere gli occhi di fronte a tal rischio. Il pianeta riesce ad assorbire molto più velocemente un danno da centrale termoelettrica a olio, o carbone, meglio se bio-combustibili. Mentre nulla si sa riguardo la durata della contaminazione nucleare.
    Meglio: Chernobyl rimane tutt'ora un deserto, dopo 25 anni, ed il sarcofago è pieno di crepe, e ci sono aprti del nocciolo esposte alle intemperie, e il danno continuerà nei secoli: abiamo perso completamente svariate centinaia di chilometri quadrati...

    RispondiElimina
  52. Per il Comitato Antinucleare Garigliano scrissi un pezzo dopo aver radunato alcune notizie sulla filiera nucleare, l'intera filiera e non solo la sezione che comprende esclusivamente la produzione di energia elettrica. Prima di pubblicarlo l'ho fatto leggere a Guido Cosenza che dopo aver corretto alcune parti, nella forma non nella sostanza, mi ha detto che andava abbastanza bene e ve lo ripropongo, non prima di avervi dato uno spunto di lettura per un piccole ma veramente geniale testo:
    http://www.university.it/notizie/vedi_notizia.php?COD_NOTIZIA=31601
    L'ho acquistato dopo che una persona mi aveva detto che la lettura di questo librino gli aveva aperto la mente in modo tale da modificare, in alcune parti, la sua vita, costui è Giulietto Chiesa.
    Scusate la graforrea, ecco il pezzo:
    http://comitatoantinuclearegarigliano.blogspot.com/2010/07/la-filiera-nucleare-tutti-i-veri-costi.html

    RispondiElimina
  53. Segnalo questo blog del MIT:
    http://mitnse.com/
    ed in particolare questo post:
    http://mitnse.com/2011/03/13/why-i-am-not-worried-about-japans-nuclear-reactors/

    RispondiElimina
  54. Dovresti correggere l'affermazione secondo cui "I reattori per uso civile impiegano uranio non arricchito, in cui la percentuale di uranio fissile è molto bassa".

    Per far funzionare la centrale la miscela naturale (in cui il 235 è presente solo per lo 0,711% circa, mentre la maggior parte del materiale è composta dall'isotopo 238U) deve essere arricchita fino ad arrivare a una concentrazione di 235 di circa il 20% (per una bomba, serve circa il 90%).

    RispondiElimina
  55. quoto Cimpe Doppio-ZIO IL

    RispondiElimina
  56. Beh, l' articolo di Amedeo mi sembra piuttosto neutro e divulgativo (detto da un antinuclearista convinto)... D' altra parte le fonti informative su internet alla fine sono sempre quelle, è normale che si arrivi alle medesime conclusioni di altri. Comunque, a prescindere dalle conseguenze più o meno catastrofiche che si avranno in Giappone, io partirei da un assunto : è semplicemente assurdo pensare di realizzare delle tecnologie usando un materiale che può sfuggire al controllo in caso di un incidente di qualunque natura, e che può provocare dei danni gravissimi all' ambiente ed agli esseri viventi. E questo sapendolo a priori. Ciao. Claudio

    RispondiElimina
  57. @Cimpe Doppio-ZIO IL
    non ho capito il passaggio qui sotto. Saresti così gentile da approfondire?

    - Le radiazioni "molto sopra la norma" non sono informative perchè dicono semplicemente "molto". Il fatto del tempo di esposiione irrilevante, perchè se le persone ci lavorano, nelle centrali nucleari il tempo di esposizione ritenuto "sicuro" deve essere praticamente misurato in decenni.

    RispondiElimina
  58. bell'articolo, grazie.
    Concordo con la correzione dell'imprecisione: le centrali per uso civile utilizzano sia uranio arricchito al 3,5/5,5 %, che uranio naturale (o miscele di fissili, i famosi MOX).
    Nei due casi cambia il tipo di moderatore, che nel caso di MOX deve avere una bassa sezione d'urto per assorbimento di neutroni (l'acqua pesante, per esempio).
    Credo che la centrale di Fukushima sia a uranio arricchito.

    Una correzione al post di Cimpa Doppio-ZIO IL:
    il moderatore non serve a tenere sotto controllo la velocità della reazione, bensì a rallentare i neutroni. Infatti, ad esclusione di poche centrali autofertilizzanti, il materiale fissile ha alta probabilità di fissionare solo per neutroni termici (lenti). Il moderatore serve quindi a rallentarli. Per controllare invece la velocità di reazione si usano barre di controllo, che sono costituite da materiali tipo il boro con alta capacità di assorbimento di neutroni.
    Credo che l'acqua usata nella centrale di Fukushima serve sia come moderatore che come fluido di raffreddamento, ma di questo chiedo conferma. Perdendosi l'acqua, non c'è più moderazione e quindi la reazione a catena si ferma automaticamente.


    Una domanda, invece: la massa critica, che come dice giustamente CimpaDoppio-ZIO IL deve per forza esistere in tutte le centrali pena il non funzionamento delle centrali, dipende anche dalla geometria del nocciolo. Nel caso di meltdown, però, la geometria cambia: come si fa ad essere sicuri che resta comunque sottocritica?

    RispondiElimina
  59. Io non sono contro il nucleare... è il concetto di "italiani che costruiscono centrali nucleari" che mi terrorizza. Qui non riusciamo a fare una discarica, figuriamoci giocare con la radioattività....

    Ottimo l'articolo. Chiarificatore.

    RispondiElimina
  60. @CimpaDoppio-ZIO IL e carla
    La criticità della massa di uranio dovrebbe dipendere anche dalla presenza del moderatore, in assenza di esso infatti un sacco di neutroni non sono più disponibili per la reazione.
    Si dice infatti che le centrali moderate ad acqua siano a feedback negativo: a un aumento della temperatura corrisponde un'espansione del moderatore e una conseguente perdita di efficacia e quindi un rallentamento della reazione.
    Certamente la condizione di criticità potrebbe essere mantenuta anche in assenza del moderatore ma ho letto da più parti anche il contrario.
    Spero che a Fukushima ci abbiano pensato.

    ps
    La massa pronto-critica si differenzia da quella critica perché sono sufficienti i neutroni emessi direttamente dall'uranio per sostenere la reazione, mentre in una massa critica o supercritica sono necessari anche i neutroni emessi dal decadimento dei prodotti della scissione dell'uranio (delayed neutrons).

    RispondiElimina
  61. http://hyperphysics.phy-astr.gsu.edu/hbase/nucene/moder.html

    RispondiElimina
  62. Molto interessante davvero, soprattutto per capire qualcosa in più sulle centrali e su quello che starebbe succedendo in Giappone.
    Ma tenendo in conto che prossimamente ci sarà un referendum qua in Italia, per decidere, questa spiegazione, non é esaustiva. Quindi ti chiedo: il problema delle scorie radioattive si può risolvere? Sono pericolose per l'ambiente e la salute?
    Un'altra domanda: l'uranio è una fonte di energia illimitata o tra qualche tempo finirà come il petrolio?
    Per avere la possibilità di scegliere questo articolo non é sufficiente.
    Ce ne vorrebbero altri di articoli così ma anche sulle energie alternative.
    Dobbiamo informarci di più, non abbiate la presunzione di avere capito tutto.
    La ricerca serve proprio a farci diventare meno ignoranti sui costi, e soprattutto sulla nostra salute e quella degli altri.
    Saluti

    RispondiElimina
  63. Mi avete fatto passare la voglia di commentare. Chi si è chiuso sul tecnico da un lato, e chi sulla politica dall'altro, bah.

    Io credo che l'articolo abbia raggiunto il suo scopo: ha fatto "mettere in moto" il cervello di molti. Mio per primo. Per questo ringrazio.

    RispondiElimina
  64. Il post dà delle semplici spiegazioni a chi ha poche conosenze dell'argomento , ma mettiamo da parte il fascino che questa tecnologia possa esercitare soprattutto su studiosi e tecnici , e aprofondiamo un attimo prprio le parole che usa. Tipo controllo e contenimento ad esempio . Onestamente non esiste una vera padronanza del cuore del funzionamento , il controllo si basa su di un equilibrio assolutamente difficile , delicato ed instabile che riusciamo a mantenere , con sistemi molto complessi , solo se le condizioni di funzionamento si mantengono entro certi limiti ristretti , oltre non vi è più nessun controllo . IL contenimento idem , riesce parzialmente entro certi limiti ed è basato su molta teoria. La pratica , purtroppo è fatta anche di un infinità di altre cose che vanno dalle cause esterne come gli eventi naturali in questione , o la qualità dei materiali e tecnologie impiegate nelle strutture e negli impianti , o il degrado e usura che subiscono nel tempo , per non contare speculazioni , errori ed omissioni , che come abbiamo visto accadono anche in paesi tecnologicamente avanzati e con moralità superiore alla media . Concludo con una domanda è razionale costruire dei sistemi di tale pericolosità mondiale , sapendo che possiamo solo parzialmente controllare anche quando va tutto bene ??

    RispondiElimina
  65. Molto interessante davvero, soprattutto per capire meglio cosa succede in una centrale in generale e per comprendere meglio cosa potrebbe succedere in Giappone.
    Ma tenendo conto che qua in Italia vogliono avviarle e ci sarà un referendum, per capire meglio, questo articolo credo non sia sufficiente. E a tal proposito vorrei chiederti: il problema delle scorie radioattive é superato? Quando e come si smaltiscono? Sono pericolose per l'ambiente e per la nostra salute?
    Credo che per approfondire ancora di più l'argomento energia ci vorrebbero articoli come questo anche sugli altri tipi di energie (solare, eolica,ecc...). A proposito: l'uranio è una fonte illimitata o tra qualche tempo finirà come il petrolio? Se finirà, ha senso costruire delle centrali nucleari adesso?
    Non ci conviene avere la presunzione di potere scegliere liberamente con queste poche informazioni che abbiamo.
    Servono più informazioni e meno giudizi.
    Saluti.

    RispondiElimina
  66. Grazie Frankowsky.

    Altra domanda: qualcuno sa qualcosa della proposta avanzata qualche anno fa da Rubbia sulle centrali che usino torio come combustibile? Si diceva fossero intrinsecamente sicure. Non credo siano le Candu canadesi.
    Sono state costruite o messe nel dimenticatoio? nel caso perché? e come funzionano/funzionerebbero? Grazie

    RispondiElimina
  67. grazie!!! troppo spesso al tg ci danno notizie di cui non conosciamo che l'emotività che suscitano e ovviamente non spiegano nulla nel dettaglio che aiuti a capire quelli un po' ignoranti in materia come me! grazie mille!!

    RispondiElimina
  68. Credo che sia il "Rubbiatron" quello che dici Carla.
    C'é anche su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Rubbiatron

    RispondiElimina
  69. lo vogliamo correggere questo errore sulla dissociazione dell'acqua?

    RispondiElimina
  70. Io ho letto su un blog spagnolo fatto da un giornalista con estese conescenze scientifiche che circolano vari falsi miti sul disastro di Chernobil, com eper esempio il fatto che la centrale fosse sprovvista totalmente di schermatura. Insomma, sostiene che ai suoi tempi la centrale era in condizioni corrette di sicurezza e dotata dei meccanismi di protezione adeguati, infatti vi sono ancora parecchie centrali con quel tipo di reattore funzionanti senza alcun problema. Secondo lui il disastro fu causato da una totale dissennatezza nelle operazioni effettuate a seguito della prova di sicurezza, quindi a una violazione continuata di più di 200 norme del protocollo, e non a particolari deficienze del progetto stesso della centrale. Che ne pensi?

    RispondiElimina
  71. Grazie Alexius: sì, è quello. A me pare una idea intelligente, ha parecchi vantaggi, mi spiace se ne sia persa traccia dalle sperimentazioni e dai dibattiti.

    RispondiElimina
  72. ATTENZIONE: questo post contiene una valanga di imprecisioni tutt'altro che secondarie, così come riportato nei commenti (vedi per esempio su uranio arricchito e massa critica).

    RispondiElimina
  73. Grazie per i chiarimenti. Mi piacerebbe che l'attenzione sul nucleare ed il dibattito che ruota attorno alla produzione di energia in genere, non si limitasse quasi esclusivamente alle considerazioni sulle fasi finali del processo (scelta delle tipologie di centrali, gestione dei prodotti di scarto e dei rischi) che tipicamente avvengono nei paesi più avanzati, ma prendesse in considerazione l'intera filiera (come corretamente ha fatto MAXTRAETTO nel suo post) che spesso ha origine nei paesi in via di sviluppo, ragion per cui (più o meno colpevolmente) viene ignorata. penso alla (giusta) attenzione mediatica per il disastro della BP nel Golfo del Messico che non ha un corrispettivo per l'analogo disastro che avviene quotidianamente al Delta del Niger, per quanto riguarda la filiera del petrolio; ed il silenzio tombale che circonda l'estrazione dell'Uranio in Niger o (mutatis mutandis) del Coltan (per la fabbricazione del cellulari) in Congo. Qualcun altro, oltre a MAXTRAETTO, è in grado di darmi spiegazioni un po' più approfondite sulla filiera? Grazie

    RispondiElimina
  74. Qualche chiarimento veloce.

    Riguardo al punto dell'arricchimento: per semplificare, si usa spesso il termine uranio arricchito per indicare una percentuale di uranio-235 (rispetto a quella di uranio-238) vicina al 100%, adeguata all'impiego negli ordigni. Sarebbe più corretto, in effetti, parlare di alto o basso arricchimento. Resta il fatto che nei reattori per uso civile la percentuale di uranio-235 è bassa, cosa che serve a spiegare perché non si può avere un'esplosione nucleare.

    Sulla questione della moderazione e della massa critica hanno già risposto bene Carla e Frankowsky, che evidentemente sanno di cosa parlano. La massa critica non è un concetto assoluto, ma dipende da fattori geometrici e dalla moderazione. In assenza di moderazione, la massa di uranio-235 contenuta in un reattore civile diventa sub-critica. Chi non ha chiaro questo punto va incontro a fraintendimenti, e dovrebbe studiare meglio prima di lanciarsi in affermazioni affrettate.

    Per finire, passando dalle cose serie a quelle meno serie, mi ha fatto molto ridere il commento di mm1 (copiato più sotto da un anonimo imitatore). Quali somiglianze abbia visto negli articoli della BBC, se non il fatto che parlano anche loro di nucleare, è un mistero. Peraltro, l'idea che un fisico abbia bisogno di usare come fonte la BBC per un post sul nucleare è talmente bislacca che può venire in mente solo a uno che, di nucleare, abbia sentito parlare la prima volta in vita sua dalla BBC.

    RispondiElimina
  75. Un altro dubbio: ma per far andare una centrale nucleare (ammesso e non concesso che si possa considerare una fonte infinita di energia) quanta acqua (risorsa assolutamente limitata e non rinnovabile) ci vuole?

    RispondiElimina
  76. "Le cellule hanno, in parte, la capacità di auto-ripararsi, ma se il danno supera una certa soglia si possono avere conseguenze serie."

    "essere esposti a una certa dose di radiazione, per un certo intervallo di tempo, aumenta di una certa percentuale la possibilità di danni a lungo termine."

    Tu chiamalo se vuoi... CANCRO! Ma forse è troppo allarmistico usare quel termine.

    RispondiElimina
  77. Margherita16/03/11 16:56

    Quando hai tempo vorrei un tuo parere illuminato su questo articolo che a me sembra di un pressapochismo sconfortante http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/03/16/AOeJF5E-radioattiva_domande_sulla.shtml?hl
    e sulla situazione di Fukushima... perché dopo che il corriere ha scritto tutte quelle boiate catastrofiste su Tokyo, mi fido molto poco.

    RispondiElimina
  78. vorrei farti i miei complimenti x la chiarezza e la semplicita' delle tue spiegazioni.
    grazie!!!!

    RispondiElimina
  79. Grazie del post, a nome di chi come me è in Giappone e riceve 180 notizie diverse al giorno, tutte contrastanti, e non sta capendo più niente!

    RispondiElimina
  80. Grazie per l'ottimo post.
    Inquietante invece vedere quanti commenti superficiali e stupidi può richiamare un singolo post.

    RispondiElimina
  81. per coccodrilla:
    a parte il fatto che l'acqua è una risorsa assolutamente rinnovabile, l'acqua in uso nella centrale è a circolo chiuso. Se ne usa di "fresca" che viene reimmessa in ambiente solo all'interno del condensatore; il condensatore è la zona dove il vapore che ha fatto girare le turbine viene raffreddato, portato allo stato liquido per poi venire di nuovo riutilizzato dentro la centrale. L'acqua utilizzata nel condensatore non si mescola con quella che circola nelle turbine, e quindi non si contamina. Si scalda solo leggermente.

    RispondiElimina
  82. Domanda: l'uranio dove si trova oppure chi lo produce?, ci sono risorse fino al...?

    RispondiElimina
  83. grazie di qua e grazie di la, tutti ringraziano per l'ottimo post, per la chiarezza espositiva, oddio adesso si che sono tranquillo bla bla bla bla bla
    Le centrali nucleari non sono mai state sicure, non lo sono, e non lo saranno mai.
    I pragmatici e perfezionisti giapponesi lo stanno dimostrando a tutto il mondo, si possono dare tutte le spiegazioni che volete, attenervi e mostrare tabelle, dati, statistiche ma il nucleare (al di la della diseconomicità ecc.) non è una tecnologia sicura.
    E per favore studiate gli effetti sulla povera popolazione di Chernobil prima di votare.

    RispondiElimina
  84. Dal sito del MIT, leggevo del Decay Heat,che quando si ferma la fissione: "The power does not drop to zero because of the radioactive isotopes that remain from the prior fissioning of the fuel".
    Quando termina la produzione di questiu isotopi? O meglio come si spegne definitivamente una centrale?

    RispondiElimina
  85. @giovanni – un paio di post piú sopra

    E la tua analisi assolutamente scientifica dei fatti viene dall’alto della tua qualifica di... ?

    RispondiElimina
  86. Chiarissimo, ma sei un fisico nucleare? Tre quesiti. 1) Rendere le scorie innocue è impossibile, dove le mettiamo? 2) Per quanto tempo ancora ci sarà uranio disponibile? la Francia se lo procura da decenni in Niger (anche se ancora per poco, visto che i cinesi gli stanno soffiando tutti i giacimenti), quindi 3)In uno scenario futuro in cui tale combustibile si troverà sul punto di terminare, sono ipotizzabili guerre mascherate per procurarselo, così come succede da anni per il petrolio?
    Grazie

    RispondiElimina
  87. No davvero, bisogna correggere l'errore sulla dissociazione termica dell'acqua, non si può andare avanti così. Altrimenti diventa lecito dire qualsiasi scemenza.

    RispondiElimina
  88. @Marcello

    Le stime danno buone le riserve per almeno i prossimi 85 anni

    http://www.iaea.org/newscenter/news/2006/uranium_resources.html

    la speranza è che nel frattempo si arrivi ad una soluzione “verde” per la produzione di energia.

    Il problema dello smaltimento delle scorie è in effetti il vero grande nodo della questione...

    RispondiElimina
  89. @procellaria: wikipedia, alla voce "dissociazione", dice:

    La dissociazione può avvenire:

    * per effetto dell'azione di un solvente (ad esempio acqua); si parla in questo caso di "dissociazione elettrolitica";
    * per effetto di un trattamento termico; si parla in questo caso di "dissociazione termica";
    * per altri effetti chimico-fisici (ad esempio, per elettrolisi utilizzando corrente elettrica, fotodissociazione irradiando con fotoni, etc.).

    RispondiElimina
  90. Ragazzi... sono Cimpe, con la "e" finale...

    Comunque, vi ringrazio delle correzioni sulla moderazione.
    Credo che questo post, abbia raggiunto l'obiettivo, cioè dare un'idea più precisa e più verosimile sul funzionamento dei reatori nucleari e sui rischi correlati a possibili incidenti.

    Sicuramente chi leggerà questa pagina, avrà le idee più chiare di coloro che invece guardano le trasmissioni televisive con i nostri politici spacciati come "Esperti", intenti sempre a dire le più assurde idiozie nell'ignoranza più totale dell'argomento... Grandissimo Chicco Testa! (chi volesse, cerchi 'Chicco Testa nucleare' su youtube)

    Vi propongo, in vista del prossimo referendum, degli spunti:
    - La totale sicurezza di un reattore nucleare, è un'assoluta menzogna, come di qualsiasi altra centrale energetica, sia termoelettrica, idroelettrica, o da altre fonti.
    - Tuttavia, un incidente nucleare ha conseguenze che sono impossibili da studiare, poichè coprono un periodo troppo vasto ti tempo, abbracciando molte generazioni, e contaminando in modo pragmaticamente permanente zone vastissime della Terra. Contaminano luoghi ed esseri viventi, dai batteri alle piante, agli animali ecc..., ognuno dei 5 Regni dei viventi.
    - Considerando la filiera intera, estrazione dell'uranio, purificazione, produzione del combustibile nucleare, trasporto, ecc..., quoto Maxtaetto: l'eletticità da fonte nucleare, non affatto pulita in termini di CO2.
    Attenzione a chi la spaccia per tale!! (Casini, il cui suocero è nel ramo costruzioni, ed interessato agli appalti per il nucleare).
    - Nel 2010 sono stati installati pannelli fotovoltaici grazie ai contributi statali, e nel blog http://blog.acquabuona.it/2011/01/percezioni-letto-visto-ascoltato/la-nostra-prima-centrale-nucleare si dice che la potenza totale sia di 6 GW, l'equivalente di una centrale moderna dotata di 4 reattori.
    Tale potenza è stata resa disponibile in un anno, mentre per mettere a funzionare una centrale nucleare ci vogliono circa 15-20 anni.

    La mia idea è che i reattori nucleari in funzione dovrebbero cotinuare il loro ciclo di vita, e poi essere dismessi, ma non si dovrebbero costruire nuovi reattori, deviando l'enorme quantità di investimenti verso la ricerca di fonti più facilmente controllabili, e dalle conseguenze meno devastanti in caso di incidenti.

    RispondiElimina
  91. @carla

    Grazie per il chiarimento. Hai ragione a correggermi dicendo che l'acqua è una risorsa rinnovabile . Nella semplificazione ho sbagliato; volevo dire che l'acqua è limitata nella sua forma adatta agli usi umani. E quindi rinnovo la domanda (da perfetta ignorante che ne vuole capire di più): quanta e, aggiungo, quale tipo di acqua è necessaria per le centrali nucleari? potrebbe essere uno dei problemi reali o è solo una mia idea?

    RispondiElimina
  92. @Gand: in quelle condizioni non avviene la dissociazione termica dell'acqua (che avviene invece a temperature maggiori), si hanno invece reazioni redox con i metalli della struttura con cui viene a contatto.

    RispondiElimina
  93. a me risulta che anche i bwr abbiano grafite come elemento di moderazione oltre che l'acqua.
    Roberto.

    RispondiElimina
  94. Per l'Anonimo che parla di CANCRO come termine "troppo allarmistico" e che quindi viene evitato a bella posta nell'articolo... il cancro è una parola che, come pure la parola "nucleare", evoca spaventosii fantasmi, ma in realtà non è l'unico scenario, né il più terribile che ti può aspettare quando sei esposto a radiazioni nucleari. In caso di un'unica esposizione a una quantità di radiazioni superiore ad una certa soglia, si va incontro ad una morte certa in cui si è soggetti a diarrea massiccia, sanguinamento intestinale, dolore generalizzato, delirio e infine coma.
    Quindi mi sembra che l'articolo originale, non volendo essere specifico su questo, abbia fatto bene a non menzionare le esatte conseguenze.

    RispondiElimina
  95. @Anonimo delle 23:33
    sì, si può usare anche grafite al posto dell'acqua come moderatore: la centrale di Chernobil per esempio è di questo tipo (e infatti l'esplosione è stata dovuta a combustione della grafite).

    Vorrei tornare un attimo al discorso della massa critica (mi vengono tutti i dubbi possibili): se, come pare ormai assodato stia avvenendo a Fukushima, parte del nocciolo fonde perché esposto all'aria e non più raffreddato, si è detto che comunque la massa resta sottocritica in quanto non più moderata. Però, nello scenario attuale, parte delle vasche sono ancora piene d'acqua: il metallo fuso immagino coli dentro il residuo d'acqua; e quindi tornerebbe ad essere moderato. Non c'è il rischio che a questo punto si riavvii la fissione, non più controllata?

    Altro scenario: la fusione completa del nocciolo. A questo punto, mi pare di capire che si speri solo nel contenimento del vessel. Dico una bestialità se dico che diventa pericoloso cercare di raffreddarlo con acqua, sempre perché si riavvierebbe la fissione? Forse si usa acqua borata o comunque con materiali ad alto assorbimento neutronico?
    Grazie a chi sa rispondere.

    RispondiElimina
  96. una riflessione per tutti:
    invece di dibattere su come produrre energia senza rischi, pensiamo a come risparmiare energia! magari dovendo rinunciare ad alcune comodità (e non necessità) ormai date per scontate da tutti!

    RispondiElimina
  97. Grazie per la chiarezza!

    RispondiElimina
  98. Grazie, spiegazione molto interessante!

    RispondiElimina
  99. Grazie!
    Lo faccio girare sul mio profilo FB!
    Roberta

    RispondiElimina
  100. tiziana rossi colaneri17/03/11 16:00

    Mio figlio è fisico nucleare e naturalmente ci ha fornito le stesse esaustive informazioni che hai pubblicato e per le quali mi complimento perchè è importante che la gente si abitui ad approfondire gli argomenti prima di esprimere un qualsiasi giudizio, soprattutto su argomenti così delicati.

    RispondiElimina
  101. Grazie mille per l'articolo, finalmente qualcosa di chiaro e comprensibile anche per noi mortali. Anch'io posto subito su FB, speriamo che la gente legga e inizi a ritornare un pò di lucidità.

    Damiano

    RispondiElimina
  102. grazie per la chiarezza e la pacatezza, praticamente mai trovate altrove in questi giorni

    RispondiElimina
  103. sono davvero poche le cose che sai delle centrali..si trova di più su wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_elettronucleare ...meglio se continui a guardare le stelle..

    RispondiElimina
  104. Grazie per quello che hai scritto, fai largo ad una discussione scientifica ed interessante.

    Quindi mi permetto di farti dei commenti e spero di avere delle delucidazioni in merito.

    L'introduzione mi aveva fatto perare di leggere qualche informazione sui rifiuti nucleari. Ma non un cenno (?).

    Tutta l'impostazione del discorso di cui sopra, sembra essere impostata sul fatto che tutti gli incidenti precedenti siano stati dovuti ad "errori" che sarebbero potuti essere evitati.
    Infatti scrivi, ad esempio, che Chernobyl era "[...] un caso [di] totale dissennatezza, [...] in fase di gestione che di progettazione della centrale, portarono a un esito catastrofico".

    Come esseri umani, commetteremo sempre degli errori.

    Quindi si deve parlare di rischio.

    Rischio che mi sembra sia stato omesso nel discorso di cui sopra.

    Lampante è, con il senno di poi, la valutazione del rischio fatta dai giapponesi (un altro "errore"?): un muro contro gli tsunami, intorno alla centrale colpita, alto 5 o 6m mentre le onde sono arrivate a 7.5m di altezza.

    Quindi:
    1) qual'è il rischio che siamo pronti ad accettare per produrre energia elettrica con il nucleare?
    2) possiamo continuare a sotterrare materiale nucleare in eterno pensando che tutto funzioni senza errori?(no contaminazione dei terreni, delle acque, etc.)
    3) L'Italia è zona sismica ed i terremoti sono variabili non definibili con esattezza, ma solo per via statistica (ecco perché il muro di cui sopra era alto solo 5 o 6 m). Solo dopo il terremoto di S. Giuliano di Puglia, ad esempio, tutta l'Italia fu dichiarata zona sismica. Un altro "errore"? Quale sarebbe la conseguenza di un terremoto altamente improbabile e non contemplato nelle normative sismiche su una centrale nucleare (vedi Christchurch in New Zeland dove l'ultimo terremoto poteva accadere 1 volta in più di 1000 anni).

    Siamo esseri umani e, come tali, commetteremo degli errori. Il rischio legato a tali errori per la produzione di energia elettrica attraverso il nucleare sia troppo alto e non compensabile dai sui benefici.

    I danni che il nucleare, o le sue scorie, per errori umani possono provocare sulla salute del pianeta sembrano essere troppo grandi per essere accettati.

    Cordialmente,

    Diego

    RispondiElimina
  105. Alessandra Balena17/03/11 22:46

    Grazie per le informazioni, le spiegazioni, e per i dubbi lasciati aperti in piena onestà intellettuale. Un unico appunto: quel secco “invito" a non trasformare i commenti in un forum pro/contro nucleare. Perché? Come dici nell'introduzione l'argomento è particolarmente "caldo", è difficile parlarne in modo non viscerale e senza omettere qualcosa. Coerentemente con la struttura e il funzionamento del cervello e della mente umana: di fatto è impossibile separare pienamente ragione ed emozioni, stati d'animo, reazioni viscerali e comportamenti (e meno male, oserei dire). Così com'è impossibile separare la scienza dalla politica, perché la scienza a questo serve, oltre a trarne qualche piacere personale: a offrire conoscenze che, assieme alla storia e agli eventi passati, assieme a valutazioni di carattere etico ed economico, permettano di comprendere come funzionano le cose del mondo e pronunciarsi su come operare e organizzarsi collettivamente in futuro. E affinché questo rapporto tra scienza, etica, economia, storia e politica funzioni in modo efficace e trasparente, inevitabilmente attraversato e sostenuto da correnti emotive, di tutte queste cose assieme, secondo me, è utile lasciar parlare, a maggior ragione in un blog di divulgazione scientifica viscerale come questo, anche quando non si ha intenzione di farne una questione politica e la propria intenzione è solo quella di offrire strumenti di lettura degli eventi in corso, di contrastare il pressappochismo giornalistico dilagante. A meno che qualcuno non offenda o vada completamente fuori tema, ovviamente.

    RispondiElimina
  106. Alessandra Balena17/03/11 23:10

    Mi sembrava di aver lasciato un commento ma è sparito. Peccato, non mi sembrava fuori tema, né tantomeno offensivo, ci avevo speso un po' di energia e pensavo davvero potesse essere utile. Rinnovo i ringraziamenti per le informazioni, le spiegazioni, e i dubbi lasciati aperti.

    RispondiElimina
  107. Dubbio atroce: io vorrei andare in Giappone per un periodo di 1-3 anni, a Osaka, per lavorare in un centro di ricerca scientifica. O almeno lo desideravo fino a qualche giorno fa. In base a quali fattori dovrei, secondo te, valutare i possibili rischi di tale esperienza? e dove potrei informarmi senza timore di avere notizie fasulle o sempliciemente troppo senzazionalistiche?...tipo questa:

    http://pianetax.wordpress.com/about/

    Grazie comunque per la chiarezza

    Alfredo

    RispondiElimina
  108. Secondo la BBC, la zona di evacuazione è stata aumentata ad un raggio di 80km.

    Diego

    RispondiElimina
  109. Grazie, sono più informata leggendoti che da quello che ho letto nel mio proprio paese. (México).

    Addendum:

    Akira Kurosawa aveva sognato una ecatombe nucleare, da paura vero? Ecco qui il sogno fatto quasi una tristissima mezza-realtà, ma anche sperando che non ci sia del tutto reale. Il Mondo non bisogna di questo.

    Sogni, Kurosawa.

    E poi, scusate due cose, lo Off topic e il mio pesimo italiano.

    RispondiElimina
  110. Ho sentito (la fopnte è l'intervista fatta ieri sera ad AnnoZero ad un esperto dell'Università di Bologna) che uno dei reattori sarebbe alimentato con il MOCS (forse non si scrive così, chiedo scusa anticipatamente) un materiale prodotto dal recupero di sostanze di scarto di altri processi nuclari, ed all'interno di tale materiale vi sarebbero anche quantitativi di plutonio estremamente pericolosi. Confermi? Grazie

    RispondiElimina
  111. Bel post, mi sono permessa di citarlo nel mio blog. E di aggiungerti nel blogroll, tornerò presto.

    RispondiElimina
  112. Plutonio ed Uranio sono presenti nelle vasche senza acqua.
    Fonte: metro.co.uk

    Diego

    RispondiElimina
  113. Molto chiaro e sensato.
    Una sola cosa. Non è che l'espressione "radioattività fuori dalla norma" sia del tutto priva di senso. Non dice ovviamente nulla sul livello di pericolistà e sulla natura del rilascio, ma certamente significa che l'impianto sta rilasciando radioattivatà e/o materiale contaminato e qualcosa quindi non funziona.

    RispondiElimina
  114. alda fumagalli18/03/11 13:28

    Grazie per le spiegazioni accessibili anche per chi,come me,è assolutamente privo di conoscenze nel merito!

    RispondiElimina
  115. ANSA.IT:
    Fukushima, sale il livello di allarme. Nocciolo e' quasi fuso
    Situazione simile a Three Mile Island.

    ESPERTI ITALIA: NOCCIOLO PARZIALMENTE FUSO

    AIEA, LIVELLO ALLARME FUKUSHIMA DA 4 A 5 - Il Giappone ha alzato il livello d'allarme alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi (Fukushima n1) da 4 a 5. Lo riferisce l'Aiea, l'agenzia dell'Onu per l'energia nucleare.
    ______


    Ma tanto si é capito che non discuti di queste cose.
    Vedi il nucleare solo dal tuo punto di vista (mondo teorico, perfetto e prevedibile) e sembra che tutto quello che accetti su questo blog e': "Grazie mille per le tue parole" e sei contento di aver scritto solo per "quelle persone".

    Sarebbe bello leggere un tuo pensiero sui commenti, intelligenti, che hai ricevuto...

    Ormai il costo del nucleare e' volato alle stelle (assicurazioni, interessi sul capitale, controlli di qualitá, ecc.) che non converra' nemmeno piú.

    Saluti

    Diego

    RispondiElimina
  116. Grazie per le tue informazioni.
    Ti ho linkato sul mio blog.

    RispondiElimina
  117. spiegato molto bene. resta cmq il fatto che quando succedono stè cose c'è sempre qualcuno che ci rimette ( vedi quel gruppo di 50 tecnici)

    RispondiElimina
  118. Procellaria ha ragione, l'errore sulla dissociazione dell'acqua grida vendetta contro 250 anni di chimica moderna.

    RispondiElimina
  119. Non capisco tutte queste polemiche sull'articolo per il quale ringrazio l'autore.
    Io mi ci sono imbattuto per caso volendo farmi un'idea di come funziona una centrale e quali possono essere le conseguenze in un incidente di questo tipo. Non sono uno scenziato per capire se esiste qualche inesattezza dal punto di vista tecnico scientifico nello scritto, ma trovo che l'articolo sia stato strutturato ed articolato per dare un'infarinatura e un po' di chiarezza su quanto è successo e stia ancora accadendo in Giappone.
    Penso che i commenti polemici lasciano il tempo che trovano sull'intendimento di chi ha voluto scrivere questo approfondimento sul nucleare.
    Roberto

    RispondiElimina
  120. Roberto: l'articolo è basato su opinioni dell'autore, non sulla "realtà".

    Non c'è cenno alle scorie, perchè? prova a darti una risposta.

    http://www.youtube.com/watch?v=SALsYKE5wsU&feature=related

    Diego

    RispondiElimina
  121. http://www.youtube.com/watch?v=NEXSb8OHhLU&NR=1&feature=fvwp

    RispondiElimina
  122. Alessandra Balena20/03/11 09:01

    Dato che si parla anche di questo dico la mia: io credo che l'intenzione dell'autore fosse quella di rassicurare riguardo agli eventi in corso, o meglio, di contenere l'allarmismo ingiustificato, tipo "sta per esplodere una bomba atomica", mostrando quali sono dal suo punto di vista i rischi reali per la popolazione del posto ... dopodiché, chiaramente l'argomento si porta dietro tanti approfondimenti e tante riflessioni sull'opportunità del nucleare, ed evidentemente non è intenzione dell'autore parlarne in questo contesto, suo sacrosanto diritto … che qualcuno stia approfondendo il tema, e stia parlando più in generale del nucleare mi sembra comunque una buona cosa … a me personalmente tutto ciò è utile, quanto meno a capire le domande che è opportuno farsi di fronte al nucleare e in queste circostanze, anche perché non ho la televisione, e leggo saltuariamente i giornali, grazie.

    RispondiElimina
  123. Grazie per la spiegazione molto razionale.
    Resto della mia idea che la scienza sia fondamentale per l'umanità ma che, come sempre in tutto, ci vadano attente analisi e corrette informazioni per evitare la diffusione di allarmismi e/o euforie generalizzate.
    Detto questo, propongo la creazione di un VERO forum di discussione sul nucleare!

    RispondiElimina
  124. Mi chiedo : se i contenitori dove avvengono le reazioni sono chiusi , quale utilità ha avuto gettare acqua dall'alto ? Mia figlia dice che c'erano delle pompe attiveper far arrivare acqua all'interno dei contenitori, cosa alimentava le pompe se i generatori diesel e l'elettricità non funzionavano ? Comunque grazie per lo sforzo di informare .

    RispondiElimina
  125. In quella centrale sotto il reattore c'e' un vascone di cemento armato predisposto per raccogliere il nucleo se cola. L'idea di base e' che in caso di fusione il nucleo crolli sotto, finisca nel vascone di cemento armato speciale, e a quel punto non sprofonda piu'. A quel punto lo si copre con altri materiali e si fa il sarcofago. Il problema e' che il nucleo della centrale non e' fuso, e quindi la situazione rimane in un equilibrio precario.

    Uriel

    RispondiElimina
  126. C'è anche un video divulgativo bellino del prof. Poliakoff di Nottingham (un chimico dal buffo aspetto). Potrebbe essere interessante aggiungere il link, http://www.youtube.com/watch?v=-bcrLiATLq0

    RispondiElimina
  127. Complimenti per il post. A me hai insegnato molto.
    Certo sta che ciò che sta succedendo in Giappone o che potrebbe succedere ancora altrove da l'ennesima prova di quanta strada deve ancora percorrere il genere umano per potersi sostenere senza danneggiare se stesso e il mondo che lo circonda.
    Ancora complimenti e grazie.

    RispondiElimina
  128. Grazie per le spiegazioni :)

    RispondiElimina
  129. Io vedo questa tecnologia come transitoria e aspetto, da buon utopista e fiducioso nel futuro, quella definitiva, ossia la fusione nucleare. La fusione di nuclei leggeri in nuclei più pesanti è un processo in grado di liberare energia in quanto il nucleo prodotto è lievemente più leggero dell'insieme dei due nuclei di partenza, e la differenza di massa (detto difetto di massa) si trasforma in energia. Essa avviene quando due nuclei riescono ad avvicinarsi fino al punto da reagire tramite la forza nucleare forte, diventando una cosa sola. Purtroppo è molto difficile riuscirci, perché i due nuclei sono entrambi positivi e avvertono una fortissima repulsione coulombiana, chiamata barriera di potenziale elettrostatica. Perché essa avvenga, il gas reagente deve essere riscaldato fino a una temperatura di almeno 50 milioni di gradi kelvin. Una reazione di fusione molto semplice e molto appetibile per le eventuali applicazioni tecnologiche è quella che vede due isotopi dell'idrogeno, deuterio e trizio (hanno rispettivamente uno e due neutroni in più dell'idrogeno comune o prozio), dare vita a un nucleo di elio più un neutrone. Purtroppo nessun materiale solido potrebbe resistere alle altissime temperature alle quali si trova il plasma, per cui è necessaria tenerlo sospeso nello spazio, lontano dalle pareti del contenitore. Un modo possibile è quello del cosiddetto confinamento magnetico, nel quale intensissimi campi magnetici costringono le particelle iniettate nel loro interno a muoversi liberamente solo all'interno di una ben determinata porzione di spazio: si parla allora di bottiglia magnetica. La bottiglia magnetica lineare è costituta da due enormi bobine che producono linee di forza del campo magnetico di forma bombata, più intense presso le bobine e meno intense fra di esse. Le particelle iniettate hanno una componente della velocità parallela alle linee di flusso magnetico, componente che le porta a scivolare lungo tali linee, e una componente perpendicolare ad esse, che produce un moto di girazione; la composizione dei due moti produce un moto elicoidale di precessione lungo le linee di forza. Quando il campo magnetico aumenta di intensità, il raggio di girazione (raggio di Larmor) si riduce; allorché diventa zero, le particelle invertono il loro moto, e ciò accade tutte le volte che esse si avvicinano ad una delle due bobine. Le particelle di plasma continuano perciò a muoversi tra le due bobine, realizzando il confinamento. Quelle che fuoriescono dal confinamento magnetico a causa degli urti vengono reindirizzate all'interno grazie ad un opportuno campo magnetico esterno chiamato divertore. Questa tecnica è stata sperimentata con un certo successo in Russia negli anni ottanta del secolo scorso.
    I vantaggi dell'energia ricavata dalla fusione, nell'eventualità di trovare una strada per produrla in modo economicamente conveniente, sono i seguenti: 1) una fonte inesauribile di combustibile (il deuterio preso dall'acqua degli oceani); 2) un basso rischio di incidente all'interno del reattore, che conterrebbe quantità minime di combustibile; 3) residui molto meno radioattivi di quelli della fissione. Le ricerche nel campo della fusione fanno progressi, il progetto ITER prevede per l'anno 2018 l'inizio della produzione stabile di plasma da fusione ma la prospettiva di un utilizzo pratico di questa fonte di energia pare, ahime, ancora lontana (40-50 anni). Nel frattempo? Resistiamo con le attuali centrali a fissione (senza costruirne altre), con il pertolio (ancora ce ne è), con il solare, il vento, e tutto quello che ci viene in mente per arrivare al momento in cui l'umanità non dovrà più preoccuparsi dell'energia e dei rischi: momento che vivranno sicuramente i miei figli ma che spero di vedere anche io.

    RispondiElimina
  130. Non ci credo. L'errore sulla dissociazione dell'acqua non è ancora stato corretto.

    RispondiElimina
  131. Informazione a 360 gradi.24/03/11 06:01

    Le centrali nucleari tuttavia sono in Italia soprattutto un businness le cui conseguenze vanno investigate e conosciute al pari delle questioni tecniche.
    Che si legga qualche blog in cui si spieghi con chiarezza come funzionano le grandi opere in Italia, chi gestisce gli appalti e come.

    RispondiElimina
  132. QUALCOSA CHE NON SAI (O NON DICI) SULLE CENTRALI NUCLEARI:

    OSAKA - La presenza di iodio nell'acqua di mare nei pressi della centrale di Fukushima e' aumentata fino a 147 volte i livelli fissati dalla legge. [...]
    Tre dipendenti della centrale di Fukushima sono stati colpiti da radiazioni, rendendo necessario il ricovero in ospedale per due di loro [..]per l'esposizione a radiazioni ''di 170-180 millisievert/ora''.
    La Tepco, che gestisce la centrale nucleare giapponese di Fukushima, ha chiesto ai lavoratori di allontanarsi dal reattore n.3, uno di quelli danneggiati dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo. [...] il n.3 e' considerato quello piu' pericoloso perche' alimentato dal combustibile ''mox'', altamente radioattivo.

    Ciao ciao

    D

    RispondiElimina
  133. STICAZZI! sia per il post, molto bello, che per i commenti...

    RispondiElimina
  134. Dovremmo cercare tutti di ridurre i consumi e forse avremmo meno centrali. Io mi domando: Se non ci sarà nel 2012 la fine del mondo, cosa lasceremo ai posteri? Scorie radioattive, centrali fuori uso ma ancora pericoloso e credo che il nostrro futuro sarà sempre peggiore
    Giovanna (75 annni)

    RispondiElimina
  135. un indice di leggibilità e informazione altissimo. Complimenti, davvero, un po' di chiarezza e semplicità espositiva, nel caos generale.
    Grazie,
    diana

    RispondiElimina
  136. Chiaro e comprensibile anche per i non addetti ai lavori. Rimangono, tuttavia, dei dubbi (es. circa il funzionamento del sistema di raffreddamento ed in particolare il ruolo dell'acqua): siamo sicuri che le differenze con la centrale Russa siano così accentuate? Naturalmente non mi riferisco agli aspetti tecnici, ma alla gravità dell'incidente ormai verso il livello 6.

    RispondiElimina
  137. Complimenti per l'articolo, difficile trovarne tali che analizzino attentamente la situazione! Ero a Kyoto e lo lessi solo dopo aver preso il biglietto di ritorno (sarei dovuto tornare in Italia a fine mese). Sono amico di molti studenti che erano lì e a Tokyo come assegnatari di borse di studio et simila. La quasi totalità se n'è tornata precauzionalmente in Italia, tranne qualcuno che da Tokyo si è spostato momentaneamente a Kyoto. Chiedo per loro un nuovo punto della situazione, magari qualche consiglio. Tutti questi studenti vorrebbero e dovrebbero tornarci (i corsi riprendono agli inizi di Aprile) visto che è un occasione che non capiterà più nella loro vita. Per TV si continua a parlare di acque di Tokyo contaminate, cibi contaminati che per assurde ragioni si trovano nei mercati di Kyoto, cosa c'è di vero in tutto ciò? V'è un reale pericolo dall'eventuale assunzione di bevande e/o alimenti contaminati?

    RispondiElimina
  138. (ANSA) - OSAKA, 29 MAR - Il governo giapponese valuta come 'possibile' la fuoriuscita di plutonio dalla centrale nucleare di Fukushima. Secondo il capo di gabinetto, 'ci saranno piu' controlli anche nelle aree intorno all'impianto'. Quanto all'acqua fortemente tossica, il reattore n.2 e' ritenuto essere nella condizione piu' pericolosa:: la radioattivita' e' di 1.000 millisievert/ora, pari a quattro volte il livello massimo di esposizione annuale cui puo' essere esposto un lavoratore in condizioni d'emergenza.

    RispondiElimina
  139. L'articolo presenta delle criticità e delle cose non corrette. Le turbine sono macchine meccaniche e non elettriche. Si usa la dinamo-alternatore per trasformare l'energia meccanica in energia elettrica. Basterebbe ridurre i consumi nelle ore di punta e il nucleare non avrebbe piu senso. E chi controlla le fuoriuscite di radiazioni? la casalinga? il nucleare aveva senso nella guerra fredda. Rischiare di morire tutti per fare un po' di energia, meglio spegnere le luci e le insegne durante il giorno dove non servono.

    RispondiElimina
  140. Questo articolo sembra che voglia dire che in realtà "problemi non c'è ne sono"...quando però si concludendo con un be "ni" che significa "SI E NO". Quindi ? morale della favola...qual'è l'effettiva situazione in cui ci troviamo ?

    RispondiElimina
  141. Hanno alzato il livello dell’incidente di Fukushima a 7, come Černobyl’. Da quello che ho capito da questo post il livello dell’incidente è relativo al danno all’impianto e non alle conseguenze sulla popolazione e sull’ambiente. Ho capito bene oppure sono fuori strada?

    RispondiElimina
  142. Complimenti per l'articolo. Competente e ben esposto.
    Il mio pensiero va però agli sfollati: gente che nel raggio di 30 chilometri dalla centrale ha dovuto abbandonare tutto: vita, affetti, consuetudini, territorio, patrimoni, identità.

    E' come se paradossalmente da un giorno all'altro dovesse essere desertificata un'area che va da Milano a Como.
    Al di là del fabbisogno energetico: è questo il rischio a cui vogliamo esporci?

    RispondiElimina
  143. Assistant Professor / Researcher Amedeo,

    hai una grande fortuna nella vita: che non capisci niente.

    Come te, anche il Franco Battaglia. Attendo un vostro prossimo libro e, se mi permetti, ti suggerisco un titolo: "Il Giappone, l'isola che non c'è" così vi potete sfogare con le vostre stupidaggini.

    Studiate.

    Diego

    RispondiElimina
  144. L'errore è illudersi poter dominare in eterno una reazione naturale intrinsecamente instabile, pericolosa fuori dal suo stato di equilibrio, con dispositivi di controllo attivi, confidando in modelli teorici che non possono mai esaurire tutta la realtà.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...