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7 marzo 2011

Ci risiamo

Come forse avrete già sentito altrove, un ricercatore della NASA sostiene di aver osservato fossili di batteri in un meteorite. Non solo, ma secondo lo studio i batteri non sarebbero di origine terrestre, ma arriverebbero da fuori, dallo spazio. La cosa è stata ripresa dalla stampa, e stamattina ho addirittura sentito una giornalista affermare che abbiamo le prove certe dell'esistenza di forme di vita extra-terrestri. È vero o no?

Perché sia vero dovrebbero verificarsi una serie di condizioni. Il campione non dovrebbe essere mai stato contaminato, né all'arrivo sulla Terra, né dopo, durante l'analisi. Le strutture osservate dovrebbero davvero essere state prodotte da batteri, non da qualche altro tipo di fenomeno. Insomma, si dovrebbero valutare, e possibilmente riprodurre indipendentemente, sia le tecniche di analisi usate nello studio sia i risultati, e si dovrebbero escludere tutte le altre spiegazioni alternative. Io non sono un esperto di meteoriti, né di microbiologia, né di tecniche di analisi al microscopio. Ma ne so abbastanza di metodo scientifico e di ricerca per farmi un'idea. E l'idea — che sono pronto a cambiare in caso di forti prove contrarie — è che la cosa appare, come minimo, molto, molto sospetta.

Intanto, dove è apparso lo studio? Su The Journal of Cosmology: un giornale — mettiamola nella maniera più diplomatica possibile — che non è tra i più autorevoli del panorama internazionale. Diciamo che sembra avere una predilezione per tesi un po' "borderline", ecco. Tra cui, guardacaso, quella della panspermia: ovvero, che la vita sulla Terra sarebbe venuta dallo spazio. Cosa non impossibile di per sé, ma sicuramente non supportata da alcuna evidenza, al momento. Comunque, se uno pensa di aver scoperto la vita extraterrestre (e magari anche l'origine della vita sulla Terra) ovvero di aver fatto una delle scoperte più importanti della storia dell'umanità (forse, la più importante) perché non manda il suo articolo a Nature, o a Science? Essere pubblicati da Nature o da Science non è automaticamente una garanzia che i risultati siano corretti, per carità (così come, peraltro, non lo è il fatto che l'autore dei risultati lavori per la NASA: per inciso, come mai la NASA non ha fatto una conferenza stampa o comunque non ha preso posizione ufficialmente sulla cosa? Strano, no?). Però, sottoporre un articolo a una rivista autorevole dimostrerebbe abbastanza confidenza nelle proprie conclusioni da essere disposto a farle esaminare e criticare dai massimi esperti nel campo.

Gli esperti, appunto. Che dicono gli esperti? Ho guardato un po' in giro, rapidamente, e ho trovato solo pareri fortemente negativi. Ho visto anche un'altra cosa, però. Ho visto che l'editor di The Journal of Cosmology dice di aver mandato "un invito a 5000 membri della comunità scientifica", sollecitando commenti critici sull'articolo. (Per ora i commenti arrivati sono solo una ventina e, stranamente, sembrano tutti favorevoli.) Poi dice anche che nessun altro giornale nella storia della scienza ha mai fatto una cosa del genere, e che il miglior modo per far avanzare la scienza è di promuovere il dibattito e la discussione.

Ecco: io invece credo che il miglior modo di far avanzare la scienza sia stare in un laboratorio e cercare di ottenere dei risultati nel modo più rigoroso possibile. Dando la possibilità ad altri di riprodurli o confutarli. Ma insomma. Suggerirei di non avere fretta. Se in quel metorite ci sono davvero batteri alieni (e io ne dubito fortissimamente) state certi che prima o poi lo sapremo.
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