30 novembre 2010

Idee regalo

Da Christie's stanno per mettere all'asta un po' di prime edizioni di roba interessante, tra cui il "Sidereus Nuncius" di Galileo: valutazione tra i 600 mila e gli 800 mila dollari. Fateci un pensierino, su, è quasi Natale. 

29 novembre 2010

Parodie involontarie


Giustamente, tutti stanno ricordando Leslie Nielsen come grande interprete (forse il massimo) di film demenziali. Ma nel 1956 Nielsen era stato uno dei protagonisti de Il pianeta probito, film di fantascienza di quelli classici, ispiratore tra l'altro della serie originale di Star Trek.

È un gran film, davvero. Ci sono i mostri che vengono dall'inconscio. C'è la musica elettronica. C'è anche un robot gigante che si chiama Robby. Solo che ora è diventato impossibile riguardare quel film senza vederci la faccia di bronzo di cui Nielsen aveva dato prova nella seconda parte della sua carriera, e senza essere costantemente assillati dal dubbio che, in realtà, si stia guardando un film comico. Fate la prova e ditemi.

27 novembre 2010

Nei cieli della Norvegia


Ecco cosa succede quando elettroni provenienti dal Sole a centinaia di chilometri al secondo riescono a passare oltre il campo magnetico terrestre e a eccitare gli atomi neutri dell'alta atmosfera. E dicono che la fisica è noiosa.

(Aurora Borealis timelapse HD - Tromsø 2010 from Tor Even Mathisen on Vimeo. Via APOD.)

25 novembre 2010

Brevissime

Cose capitate negli ultimi giorni che varrebbe la pena approfondire avendo un po' più di tempo a disposizione: un articolo in cui gli autori (uno dei due è Roger Penrose) affermano di aver trovato nei dati di WMAP evidenze dell'esistenza di epoche precedenti al big bang; una misura molto precisa dell'abbondanza di energia oscura nell'universo ottenuta usando il metodo di Alcock-Paczynski (basato sul confronto tra la distanza di coppie di galassie da noi e tra loro); una misura (fatta tra gli altri dal mio collega e dirimpettaio di ufficio, Giuseppe Bono) della massa di una Cefeide che potrebbe permettere di risolvere una discrepanza finora inspiegabile tra le previsioni dei modelli di evoluzione stellare e le osservazioni.

Ma, come dicevo, ho poco tempo perché sono tutto preso dalla nascita di una nuova stella nel mio universo.

16 novembre 2010

Allan Sandage (1926-2010)


Allan Sandage era solo uno studente quando iniziò a collaborare con il più grande astronomo della sua epoca, e uno dei più grandi di tutti i tempi, Edwin Hubble. E aveva solo ventisei anni quando Hubble, morendo improvvisamente, gli lasciò le chiavi simboliche dell'osservatorio di Mount Palomar in California, dove c'era il più grande telescopio del mondo. Gestire l'eredità scientifica di un gigante è un compito che può schiantarti, a meno che tu non sia un gigante a tua volta. Sandage evidentemente lo era.

Allan Sandage è morto ieri. Anche se il suo nome non è legato a nessuna scoperta in particolare, e forse non dirà molto ai non addetti ai lavori, la sua figura è stata il simbolo della battaglia dei cosmologi per misurare l'universo, una battaglia durata quasi un secolo. Sandage fu soprattutto il primo a stabilire una prassi osservativa per dedurre il valore della costante di Hubble, la quantità fisica che misura la velocità di espansione dell'universo, il pilastro su cui poggiano tutti gli altri parametri del modello cosmologico. L'accesa disputa tra Sandage e l'astronomo francese Gerard de Vaucouleurs su quale fosse il valore corretto della costante di Hubble è stato uno dei temi ricorrenti dell'astronomia del XX secolo, fino a quando non è arrivato il verdetto salomonico dell'Hubble Space Telescope, che ha mostrato che la verità stava più o meno a metà strada tra i due contendenti.

12 novembre 2010

Nebulosa letteraria

Stamattina mi sono ricordato che esiste Wordle, e ho provato cosa viene fuori con "Seconda stella a destra".

8 novembre 2010

Quando la realtà supera la satira


Ora, non è che qui possiamo stare a spiegare tutte le vignette nerd che ci sono in giro, soprattutto dal momento che forse ai non-nerd non interessano, mentre i nerd sono in grado di capirle da soli. Oltretutto, per spiegare quella qui sopra ci vorrebbe un post lungo e troppo complicato, e oggi non ho tempo. Quindi, per una volta facciamo che chi sa sa, e chi non sa non sa. Poi magari la spieghiamo un'altra volta. Però, la cosa che volevo dire è che o l'autore della vignetta non conosce questa roba, oppure chi l'ha proposta è un matematico e non lo sa. (E comunque, alle conferenze di fisica li invitano eccome.)

6 novembre 2010

Simulare l'universo

Visto che ultimamente abbiamo parlato di potenze di dieci e di dimensioni dell'universo, ci starebbe bene un'occhiata alla Millennium Simulation, la più gigantesca e complessa simulazione del cosmo mai prodotta. Nel 2005, un gruppo di astrofisici ha fatto girare su un super-calcolatore un programma che seguiva l'evoluzione di una decina di miliardi di particelle soggette alla forza di gravità. Solo che ogni particella rappresentava una quantità di materia pari a un miliardo di volte la massa del Sole, la regione simulata era un cubo con un lato di un paio di miliardi di anni-luce, e l'intervallo di tempo riprodotto era quello trascorso dal big bang a oggi. In più, la maggior parte della materia ipotizzata era di tipo oscuro, invisibile alle osservazioni astronomiche tradizionali. Il risultato finale riproduceva la distribuzione di materia nell'universo con un livello di dettaglio impressionante: si poteva fare uno zoom partendo dalla quasi totale omogeneità su grande scala, scendendo fino alle strutture filamentose su scale intermedie e poi ancora giù verso gli ammassi di galassie, e le singole galassie. Il video è questo.


(Le distanze che compaiono nel video sono espresse in multipli di parsec, un'unità di lunghezza pari a circa 3,3 anni-luce. Un Gpc significa un miliardo di parsec, ovvero circa 3,3 miliardi di anni-luce. Un Mpc è un milione di parsec, un kpc sono mille parsec, ecc.)

Cose di questo tipo servono agli astrofisici per confrontare le previsioni teoriche con le osservazioni, e capire se i modelli fisici sono corretti. (Lo sono.) Ma il risultato è apprezzabile da chiunque, direi. Come bonus finale, quelli della Millennium Simulation hanno prodotto anche un filmato che mostra un ipotetico viaggio attraverso il volume della simulazione, che termina con un giro intorno a un ammasso di galassie. Spostandoci alla velocità della luce, avremmo impiegato un paio di miliardi di anni a fare questo percorso. Enjoy.