31 maggio 2010

Fisica per i presidenti del futuro

Quanta fisica deve conoscere un politico? Probabilmente non è indispensabile sapere tutto del bosone di Higgs o dell'espansione dell'universo per amministrare bene una nazione. Ma sembrerebbe saggio avere le nozioni scientifiche adeguate quando si tratta di prendere decisioni sulle politiche energetiche o sul riscaldamento globale.

Il libro di Richard Muller "Fisica per i presidenti del futuro" è una specie di corso elementare di fisica a misura di politico, utile anche per chi i politici deve valutarli. Quindi, per tutti. Si legge benissimo, e soprattutto aiuta a fare piazza pulita di una grande quantità di semplificazioni e di concetti sbagliati che si sentono in giro. Se volete avere le idee più chiare sul nucleare, leggere cose intelligenti sul riscaldamento globale e sul modo di affrontarlo, togliervi qualche illusione su certe ricette semplicistiche propinate da guru improvvisati, il tutto con argomentazioni basate sulla fisica, non sul wishful thinking, questo è il libro che fa per voi. (E speriamo che qualche politico lo legga davvero, non troppo nel futuro.)

28 maggio 2010

Puntinismo galattico


Tranquilli, non vi si è rotto il monitor. Quella qui sopra è una delle immagini raccolte da Herschel, un telescopio che osserva nell'infrarosso. Ognuno di quei puntini colorati non è una stella, ma un'intera galassia di miliardi di stelle. I colori rappresentano le diverse frequenze di osservazione del telescopio. Quelle rosse sono, in linea di massima, le galassie più lontane, a circa 12 miliardi di anni luce da qui. Le galassie tendono a raggruparsi, quindi la distribuzione non è perfettamente omogenea. Dal modo in cui si raggruppano si può provare a dedurre la presenza della materia non visibile direttamente (la materia oscura). Ma per questo servono analisi dettagliate.

Guardare semplicemente questa specie di quadro puntinista, invece, dà un'idea della vastità dell'universo.

26 maggio 2010

Agora

Agora è un film molto bello, che racconta la vita di Ipazia, filosofa alessandrina accusata di empietà per le sue idee e uccisa brutalmente da fanatici cristiani. Ci sono delle cose notevoli, come la ricostruzione della vita quotidiana e dei rapporti di potere ad Alessandria, e le scene drammatiche della distruzione della biblioteca.

Ci sono anche delle forzature - Ipazia viene presentata come una specie di Copernico ante-litteram, cosa di cui non esiste nessuna prova storica (è vero però che Aristarco, cui si fa correttamente riferimento nel film, aveva messo a punto un modello eliocentrico molti secoli prima). Ma la rappresentazione dei concetti scientifici è spettacolare e accurata allo stesso tempo - una cosa che si vede raramente in un film. C'è una bellissima sequenza in cui Ipazia fa un esperimento "galileiano", facendo cadere un peso dall'albero di una nave e dimostrando il principio di inerzia e quindi la possibilità che la Terra si muova attorno al Sole: è una messa in scena letterale di un dialogo tra Salviati e Simplicio nel "Dialogo sopra i massimi sistemi". In un altro momento notevole, Ipazia intuisce che la Terra si muove su un'orbita ellittica intorno al Sole, anticipando Keplero di diversi secoli: la costruzione dell'ellisse sulla sabbia, con una corda legata a due torce, è bellissima. Ripeto, entrambe le cose sono anacronistiche. Ma come espediente narrativo - guardate quello che avrebbe potuto essere ma non è mai stato a causa della soppressione del libero pensiero - funziona bene.

22 maggio 2010

Per il fine settimana

Due ebook da scaricare: Peppe Liberti, di Rangle, ha messo insieme i suoi Piccoli esperimenti di fisica (il nome dice tutto). Popinga, invece, ha provato ad adattare in italiano l'intraducibile Odgen Nash.

A questo proposito, sono sicuro che Popinga riuscirebbe a rendere in italiano il seguente limerick di Arthur Eddington (una variazione sul tema delle scimmie dattilografe - quelle che a furia di battere sui tasti a caso potrebbero, dato abbastanza tempo, scrivere la Divina Commedia):

There once was a brainy baboon,
Who always breathed down a bassoon,
For he said, “It appears
That in billions of years
I shall certainly hit on a tune”.

(Chiunque altro voglia provarci è benvenuto.)

19 maggio 2010

Comunicazione di servizio

Da oggi, per seguire gli aggiornamenti del mio blog sul Post avete due possibilità (oltre a quella di farlo direttamente dal sito del Post, ovviamente): tenere d'occhio l'apposito spazio nella colonna qui a destra, oppure iscrivervi al feed.

18 maggio 2010

A proposito di scienza in tv

Sul sito dell'American Physical Society c'è un'intervista con David X. Cohen. Che sarebbe il co-creatore, produttore, e scrittore di Futurama, oltre che un ex-membro della squadra di scrittori dei Simpsons. Il tipo, per inciso, ha una laurea in fisica a Harvard e un master in informatica a Berkeley.

A che gli è servita una laurea in fisica nella carriera di autore per la TV? Intanto:
"Mi ha costretto a lavorare duro e a pensare in maniera logica, provando a capire il processo che sta dietro una risposta corretta. Sono cose che tornano utili qualunque cosa tu faccia."
E poi:
"Mi preoccupo quando, di proposito, Futurama è scientificamente inaccurato per il bene dell'intrattenimento. Temo che gli spettatori possano avercela con noi. Abbiamo un genuino rispetto per la scienza e proviamo, quando possiamo, a alzare il livello della discussione sulla scienza in TV. Se qualche volta non ci riusciamo, spero che la gente apprezzi comunque i tentativi frequenti di portare vera scienza nello spettacolo. Mi scuso in anticipo se non ci riusciremo in futuro - perché sono sicuro che qualche volta sbaglieremo ancora, spero in modo divertente."

17 maggio 2010

Misteri

La scorsa settimana, è andata in onda una puntata della trasmissione di intrattenimento Mistero che parlava, tra le altre cose, dell'LHC. Io non l'ho vista, ma me l'ha segnalata un lettore, che ringrazio. Non ci perdo troppo tempo, ché davvero non ne vale la pena: come è nello stile di quel tipo di trasmissione, si mettevano insieme cose sbagliate e cose che sarebbero corrette ma diventano sbagliate in quel contesto, il tutto allo scopo di creare (o di rafforzare) nello spettatore l'impressione che al CERN si celino chissà quali oscuri misteri. Che, ovviamente, non ci sono.

Poi, sempre la settimana scorsa, c'è stata una delle ultime puntate di Lost. Lost è una (bella) serie televisiva che deve gran parte della sua fortuna ai misteri sapientemente disseminati dagli autori nel corso della storia. Visto che mancano solo due puntate alla conclusione di tutta la faccenda, non credo di rivelare nulla di sorprendente a chi non l'ha ancora vista se dico che nella puntata appena andata in onda una bella fetta di misteri viene svelata. Finalmente, verrebbe da dire. Invece, è successo che molti fan si sono arrabbiati. La spiegazione tanto attesa non è andata bene quasi a nessuno: è sembrata o troppo semplicistica, o troppo contorta, o ridicola, o diversa da quella che si sarebbe voluta. Qualcuno ha provato a metterla sul piano stilistico ("non è il cosa, ma il come"); quelli sono gli spettatori che provano a intellettualizzare, ma il meccanismo è sempre lo stesso, molto elementare: mi hanno spiegato come funziona il giocattolo, il giocattolo non mi piace più. Qualcuno ancora si illude che prima della fine arriverà una spiegazione più bella e più soddisfacente. Ma io sono pronto a scommettere che, qualunque cosa succeda nel finale, la reazione più comune sarà la delusione.

Il fatto è che il cervello umano, per qualche ragione sicuramente profonda e importante, sembra amare molto di più i misteri che le spiegazioni. Se li va a cercare con il lanternino, come una specie di stimolante naturale. C'è chi si lamenta da sei anni di Lost, ma continua a guardarla solo per vedere come va a finire: se non è dipendenza da mistero questa. Quelli che fanno le trasmissioni di intrattenimento (o le serie televisive) questa cosa la sanno bene e la sfruttano, con più o meno talento e con maggiore o minore onestà intellettuale.

C'è poco da fare: una spiegazione ha sempre meno presa di una frase che termina con un punto interrogativo. Mi sbaglio?

14 maggio 2010

Un post per il Post /5

Newton, un albero di mele, e il volo finale dello Shuttle Atlantis. Su il Post.

11 maggio 2010

Cose che sembrano impossibili

Solo un furbo effetto di prospettiva, ma il risultato è impressionante. La migliore illusione ottica del 2010. (Via The Loom.)

7 maggio 2010

Un post per il Post /4

C'è vita su Marte? Su il Post.

5 maggio 2010

Candele nel buio

Da una parte c'è tutto un filone di falsa divulgazione che prospera sui misteri, non per vederci chiaro ma per mischiare le carte e rendere le cose ancora più confuse. Dall'altra c'è gente seria, che da anni fa un grande lavoro di diffusione dell'indagine critica e del metodo scientifico. Siccome qui continuiamo a sperare che cose di questo tipo possano prevalere su quell'altra roba, facciamo i migliori auguri a Query, la nuova rivista del CICAP.

3 maggio 2010

Sì, ci siamo stati

Paolo Attivissimo ha messo insieme un bellissimo libro che riassume tutte le risposte ai dubbi di chi crede che non siamo mai stati sulla Luna.

Da leggere perché, oltre a essere un manuale di auto-aiuto in un'eventuale discussione con un complottista (credetemi, ho visto persone di solida cultura scientifica restare senza parole davanti a certi contorti sofismi), uno studio di come possano emergere e diffondersi certe leggende metropolitane, e un esempio di solida applicazione dei metodi di indagine critica degli smaschera-bufale, è anche una bella storia di come siamo riusciti a compiere l'impresa dello sbarco lunare — che è la cosa che ci importa davvero.

Come se tutto questo non bastasse, è anche gratis. Si scarica qui.