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16 novembre 2010

Allan Sandage (1926-2010)


Allan Sandage era solo uno studente quando iniziò a collaborare con il più grande astronomo della sua epoca, e uno dei più grandi di tutti i tempi, Edwin Hubble. E aveva solo ventisei anni quando Hubble, morendo improvvisamente, gli lasciò le chiavi simboliche dell'osservatorio di Mount Palomar in California, dove c'era il più grande telescopio del mondo. Gestire l'eredità scientifica di un gigante è un compito che può schiantarti, a meno che tu non sia un gigante a tua volta. Sandage evidentemente lo era.

Allan Sandage è morto ieri. Anche se il suo nome non è legato a nessuna scoperta in particolare, e forse non dirà molto ai non addetti ai lavori, la sua figura è stata il simbolo della battaglia dei cosmologi per misurare l'universo, una battaglia durata quasi un secolo. Sandage fu soprattutto il primo a stabilire una prassi osservativa per dedurre il valore della costante di Hubble, la quantità fisica che misura la velocità di espansione dell'universo, il pilastro su cui poggiano tutti gli altri parametri del modello cosmologico. L'accesa disputa tra Sandage e l'astronomo francese Gerard de Vaucouleurs su quale fosse il valore corretto della costante di Hubble è stato uno dei temi ricorrenti dell'astronomia del XX secolo, fino a quando non è arrivato il verdetto salomonico dell'Hubble Space Telescope, che ha mostrato che la verità stava più o meno a metà strada tra i due contendenti.
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