22 giugno 2010

All'UFO, all'UFO!

Che cosa si può dire del tema tecnologico dell'esame di maturità di quest'anno?

Intanto, che non è un tema sugli UFO, come si sono affrettati a dire quasi tutti i giornali stamattina, prima ancora che fossero rese pubbliche le tracce complete. È il tipico caso in cui si farebbe bene ad aspettare un po', prima di trarre conclusioni sbrigative. È un tema sulla ricerca di vita nell'universo. "Siamo soli?" è un argomento legittimo, che si può affrontare tranquillamente dal punto di vista scientifico. 

Qualche perplessità potrebbe nascere sui documenti che corredano la traccia. Sono tutti presi da studiosi o da divulgatori autorevoli, ma il loro accostamento potrebbe suggerire un'interpretazione poco cauta dell'argomento. La parola UFO c'è, in effetti, ma è citata nel suo significato di oggetto non identificato, non certo per dare credito all'ipotesi che si tratti di veicoli extraterrestri (a parte nel finale un po' troppo aperto, ma talmente vago da non essere facilmente criticabile). Forse la cosa che lascia più dubbi è la citazione di Davies che, decontestualizzata, sembra quasi andare nella direzione dell'intelligent design. Ma è inutile fare il processo alle intenzioni. In questa traccia, e nei documenti che l'accompagnano, presi per quello che sono, non mi pare ci sia niente di clamorosamente sbagliato o scandaloso (a parte il modo in cui è scritto Star Trek).

Semmai, ci si potrebbe chiedere se un ragazzo del liceo abbia gli strumenti adeguati per affrontare un argomento di tale complessità, o se questo fosse il tema più adatto tra i tanti possibili. Ma questo è un altro discorso. Quello che è certo è che i ragazzi queste domande se le fanno; sono domande interessanti, e si può imparare tantissimo (aiutati da bravi insegnanti) cercando di trovare una risposta scientifica.

Poi, finché una classe di intellettuali sopraccigliosi e con poca cultura scientifica risponderà a questioni legittime semplicemente facendosene beffe, continuerà a succedere quello che succede già: e cioè che le risposte, a quei ragazzi, le darà Roberto Giacobbo.

12 commenti:

  1. ... una chiusura da antologia!
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  2. Concordo pienamente: farsi beffe di domande così importanti è dimostrare una incredibile superficialità. Di più, rivela una scarsa stima per i ragazzi e anche per i loro professori. Un paio di anni fa, da zio "navigato", ho avuto il piacere di leggere la tesina per la maturtità scientifica di mio nipote proprio su questi temi. Cito qualche tema trattato nell'occasione: batteri estremofili, esobiologia, simulazioni al computer delle condizioni fisiche dei pianeti, tecniche osservative dirette e indirette dei pianeti extrasolari. Sono certo che gli "intellettuali sopraccigliosi" non sospettano neppure - e tanto meno possono accettare - che un maturando possa essere più informato di loro.
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  3. Caro Keplero sono d'accordo: a me infatti fa più paura la citazione su Mussolini come modello di riferimento.
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  4. Dieci anni fa io preparai come tesina per la maturità una ricerca sul tema esobiologia (per la parte scientifica) e fantascienza (per la parte letteraria). Ero dieci anni avanti! :)
    Non avevo Internet e come riferimento avevo testi divulgativi. Ricordo solo alcuni autori: Margherita Hack e Asimov (come divulgatore, non scrittore). Alcune questioni più vicine all'astrofisica le avevo anche approfondite cercando di capire i fenomeni secondo i modelli descritti dal mio pessimo libro di testo di fisica.
    Mi procurai il materiale quasi tutto da solo perché alcuni prof arricciavano il naso quando dicevo che mi sarebbe piaciuto portare quell'argomento ("Oddio, gli ufo! Sei sicuro? Guarda che lo scrivo e rimane quello, sei sicuro?")
    Scelsi quell'argomento perché l'ultimo anno di Liceo Classico prevede nel programma una parte di astronomia e poi mi piaceva la biologia. Soprattutto volevo evitare le tesine noiose dei miei compagni come "il tema della morte nei secoli".
    Questo per dire che un ragazzo di liceo ha gli strumenti adeguati (anche tecnici per capire e ricavare formule e interpretare modelli) e che certe domande se le fa. Mancano i buoni insegnanti (anche all'università, purtroppo), quelli che tengono viva la fiamma dentro di te e ti guidano senza tenerti prigioniero. Se avessi avuto Internet allora, forse sarei riuscito a mitigare questo problema.
    Dieci anni fa su un canale (La7?) c'era un Giacobbo (era proprio lui?) che dava risposte alle mie domande. Ma dieci anni fa come farei anche adesso avevo ignorato il consiglio di quelli che mi avevano suggerito di guardare quella puntata sugli UFO.
    Torno a lurkare, grazie per il blog che scrivi. Ciao Marco
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  5. Quindi ti aggreghi anche tu al gruppo di coloro che dicono che (parte del) disastro culturale italiano sia dovuto a "una classe di intellettuali sopraccigliosi e con poca cultura scientifica". Io sono già stato bacchettato per quello, con l'accusa di fare di ogni erba un fascio. È vero, non sono tutti così, ma quelli che lo sono sono al governo della scuola italiana, secondo me. Guarda solo la diminuzione delle ore di scienze nei nuovi "licei".
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  6. Be', che in Italia di cultura scientifica ce ne sia proprio poca mi pare incontestabile.
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  7. E ci sono pure le prove che la cultura scientifica in Italia sia scarsa, basta andarsi a vedere questo articolo!!

    http://www.ilgiornaledelfriuli.net/rubriche/astronomia-rubriche/crolla-una-certezza-scientifica-la-gravita-non-e-uguale-in-tutti-gli-angoli-della-terra/
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  8. brevemente, tu che ne pensi dell'ID... perche io me lo sono sempre sentito dipingere come antiscientifico.... ma un paio di interessanti interviste fatte ad alcuni dei prof che hanno coniato il termine, mi hanno fatto cambiare molto l'idea. tu che ne pensi? ciao
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  9. Brevemente? Antiscientifico, nel senso di fuori della possibilità di indagine scientifica.
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  10. ah! ho trovato il post a cui alludevo:
    http://www.houseofmaedhros.ilcannocchiale.it/post/1864766.html
    l'ho trovato molto interessante e per niente superficiale. è un po' lungo ma mi piacerebbe sapere una tua opinione.
    un saluto.
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  11. Mi dispiace dover rispondere in poche righe, ma la sintesi è che non li ritengo affatto interessanti scientificamente. Quando Meyer inizia dicendo "L’Intelligent Design è una teoria scientifica basata su prove" parte già male, perché sembra non avere le idee chiare su cosa sia una teoria scientifica o cosa costituisca una prova. Quanto a Behe e alla sua complessità irriducibile, i suoi argomenti sono stati smontati innumerevoli volte: se hai la pazienza di leggerla c'è questa recensione del suo libro che è abbastanza definitiva.
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  12. andrò a leggere con molta curiosità... grazie per il commento. saluti
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