28 maggio 2010

Puntinismo galattico


Tranquilli, non vi si è rotto il monitor. Quella qui sopra è una delle immagini raccolte da Herschel, un telescopio che osserva nell'infrarosso. Ognuno di quei puntini colorati non è una stella, ma un'intera galassia di miliardi di stelle. I colori rappresentano le diverse frequenze di osservazione del telescopio. Quelle rosse sono, in linea di massima, le galassie più lontane, a circa 12 miliardi di anni luce da qui. Le galassie tendono a raggruparsi, quindi la distribuzione non è perfettamente omogenea. Dal modo in cui si raggruppano si può provare a dedurre la presenza della materia non visibile direttamente (la materia oscura). Ma per questo servono analisi dettagliate.

Guardare semplicemente questa specie di quadro puntinista, invece, dà un'idea della vastità dell'universo.

19 commenti:

  1. Per avere un'idea della vastità dell'universo conviene rifarsi a Douglas Adams. Purtroppo non ce l'ho sottomano e non riesco a trovarlo con Google. Google è troppo vasto (ma non quanto l'universo).

    RispondiElimina
  2. Come quando m'incanto davanti ai 'quadri' di Astronomy Picture of the Day... L'unica cosa che, appunto, mi 'turba' è che, nella mia ignoranza, non capisco quasi mai fino in fondo che cosa sto osservando (cioè come è stata 'prodotta' l'immagine).

    RispondiElimina
  3. Incredibile. Anch'io non capisco com'è stata prodotta. E' comunque magnifica. Il concetto astratto di infinito, impallidisce, quasi, davanti a tutto questo. Ponendo il caso che l'immagine (foto?) sia stata ripresa ora, ciò che vediamo è la "memoria" di ciò che accadeva alcuni miliardi di anni fa? Scusate l'ignoranza ma davvero la trovo molto suggestiva e vorrei capire (o almeno tentare).

    RispondiElimina
  4. @Mr Potts: ogni immagine e ogni strumento sono una cosa diversa. Comunque in linea di massima anche le immagini astronomiche che sembrano più "naturali" sono frutto di un'elaborazione (di quelle di Hubble, ad esempio, avevo parlato qui). Alla fine si tratta sempre di raccogliere radiazione elettromagnetica, spesso debolissima, in diverse bande di frequenza, usando i rivelatori adatti. Che poi è la stessa cosa che fa una macchina fotografica, anche se diamo per scontato che in quel caso ciò che osserviamo è "reale".

    @Paolo: sì, la luce proveniente da quelle galassie è partita miliardi di anni fa e, viaggiando a velocità enorme ma finita (300 mila chilometri al secondo) è arrivata fin qui. Quindi le vediamo come erano "allora". È una delle cose più straordinarie dell'astronomia, e ha anche un uso scientifico importante, perché ci permette di ricostruire l'evoluzione dell'universo.

    RispondiElimina
  5. "di quelle di Hubble, ad esempio, avevo parlato qui", intendevo qui: http://www.keplero.org/2010/04/come-vede-hubble.html

    RispondiElimina
  6. Grazie! Ho letto. Adesso posso ammutolire davanti ai Pilastri con qualche cognizione in più...

    RispondiElimina
  7. @Juhan: D.N.A. non lo conoscevo. Un titolo per cominciare?

    @AB: Si tratta quindi di una sorta di "istantanea multipla" fra entità tra loro (iper-)distanti nel tempo. Mi sembra, a 'sto punto, l'unica differenza con un'immagine consueta. Un'immagine ad alta immaginazione, quindi. Mi associo a Potts a meravigliato ammutolisco.

    RispondiElimina
  8. @Paolo: be', anche in un'immagine consueta avviene lo stesso. Quando fotografi il volto di una persona i fotoni partiti dal naso arrivano un po' prima di quelli partiti dalle orecchie. Ma la differenza è talmente piccola da essere completamente trascurabile. Se fotografi un tramonto sul mare, la luce del Sole è partita otto minuti fa; quella dell'acqua, invece, solo una piccola frazione di secondo prima. In ogni immagine ci sono storie che si distendono nel tempo.

    RispondiElimina
  9. E' vero! ... anche se ... nelle immagini tradizionali, l'autore dell'immagine e il soggetto, condividono lo spazio temporale. Qui no. O sbaglio?

    PS Sai che mi hai reso le cartoline più affascinanti?

    RispondiElimina
  10. @ Paolo
    Con DNA si deve partire dalla Guida Galattica per Autostoppisti, Mondadori l'ha ripubblicata recentemente,
    È una trilogia in cinque volumi, il primo è fondamentale, uno non può dirsi saputo senza saper citare (anche a sproposito) il primo.
    Poi ci sono altre cose, non tutte tradotte, per quel che ne so. Comunque, in ogni caso, niente panico.

    RispondiElimina
  11. @Juhan: A sproposito, le trilogie in cinque volumi mi impanicano solo se mi si consiglia di partir dal quarto.

    Mi ci butto a pesce. Mersìbocù.

    RispondiElimina
  12. @ Paolo
    OK, sta diventando un dialogo approfittando nella pazienza del Balbi, ma quando parli di pesce intenti il Pesce Babele vero?
    Aufidersen (& basta parei!)

    RispondiElimina
  13. @AB: Sarò breve: @Juhan: pesce banana.

    RispondiElimina
  14. per rinfrancar lo spirito:

    Amedeo, lascia all'immaginazione del lettore una foto di un primo piano di un uomo col naso sufficientemente lungo... :-D

    Gianc.

    RispondiElimina
  15. Immagine mozzafiato..
    Butto lì un'idea: non è che unendo i puntini si scopre qualcosa?

    Per Juhan: del ciclo della guida galattica ricordo in particolare il secondo volume "ristorante al termine dell'universo", dove si cita il terribile Vortice di Prospettiva Totale, una macchina in grado di annichilire la volontà di chi la usa mostrandogli la sua piccolezza rispetto alla vastità del cosmo! :-O

    RispondiElimina
  16. @ Profeta Incerto
    seguo il tuo blog e, vista la tua autorità, saggezza e quant'altro, mi permetterei di rivolgerti una supplica. Io recentemente mi sono intrippato in Terry Pratchett, che è ormai alla quarta dozzina di volumi della trilogia del Mondo Disco. Parecchi tradotti in 'tagliano. Poi ci sarebbe Neal Stephenson ma qui il discorso si complica.

    RispondiElimina
  17. @Juhan:
    Non ho mai letto un romanzo di Pratchett... in compenso ho giocato tutti gli adventure che ha scritto per pc! (il terzo, Discworld Noir, è un capolavoro di humor nero con dei dialoghi strepitosi). Sarà perché sono convinto che la terra è piatta, ma Mondo Disco m'ha sempre fatto simpatia.
    Stephenson non lo conosco, robba buona?

    RispondiElimina
  18. @ Profeta
    Pratchett è fantastico per l'umorismo noir: uno dei suoi personaggi (quasi fisso) è la Morte, che ha anche una figlia che la chiama mammina. A volte si perde qualcosa nella traduzione (non per colpa del traduttore) ma si può leggere sia in 'tagliano che in englesho.
    Stephenson è un post-punk 'mmerikano che scrive malloppi ponderosi. Il primo (tra quelli principali) è Snowcrash, fantastico. Ha raggiunto una certa notorietà con Cryptonomicom, che da noi Rizzoli ha scippato al piccolo editore volonteroso. Poi è seguito il Ciclo Barocco di cui da noi sono usciti solo i primi due volumi; il terzo l'ho letto in inglese ed è davvero arduo, non basta sapere la lingua standard. Per cui non ho tentato di leggere Anathem, l'ultimo suo lavoro. Quando vinco al superenalotto lo faccio tradurre a mie spese e lo pubblico sul Web. Promesso.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...