06 gennaio 2010

Il bello deve ancora venire

Non è che la notizia dei cinque pianeti extrasolari scoperti da Kepler nelle sue prime settimane di osservazioni sia insignificante. Ma è più che altro la prova che il telescopio funziona come deve. Ha trovato quello che ci si aspettava: pianeti grandissimi, caldissimi, e in orbita rapida (roba di pochi giorni) intorno a stelle molto più grandi e più calde del Sole. Sono quelli più facili da osservare. Invece, preparatevi psicologicamente al momento in cui annunceranno di aver trovato un pianeta simile alla Terra, che è il vero obiettivo di Kepler. Se accadrà, potrebbe essere uno di quei giorni che molti ricorderanno per tutta la vita.

7 commenti:

  1. Pare dicono sembra... che è solo questione di chi fa l'annuncio, ma che la misura ci sia già stata... pare...
    Forse settimana prossima..

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  2. Vorrei un aiutino... Il Doodle di Google di lunedì 4 Gennaio era in omaggio a Newton; solo che io ricordavo 1642, e se Google riporta 1643 altre biografie confermano 1642. Secondo lei in che anno è nato?
    Ecco un mio articolo
    http://www.sullanotizia.com/articoli/arte_e_cultura/anniversario_di_isaac_newton_scienziato_e_alchimista_e_quella_mela_che.asp
    Massimo

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  3. @carletto, rischia di rubare la scena all'annuncio del tablet di apple ;)

    @massimo: il motivo della differenza di date lo avevo spiegato qui: http://www.keplero.org/2009/03/vite-degli-astronomi-4-isaac-newton.html (una si riferisce al calendario gregoriano, l'altra a quello giuliano)

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  4. ma io mi chiedevo, se il Kepler rileva la variazione di intensità emessa dalla stella, quando ovviamente il pianeta le passa davanti giusto? ma allora in questo modo noi riusciamo ad ottenere informazioni solo sui pianeti che hanno un orbita tale da interporre il pianeta fra noi e la stella?

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  5. un esempio x spiegarmi meglio... il caso più sfortunato sarebbe quello in cui il piano dell'orbita del pianeta sia perpendicolare alla retta che congiunge noi e la stella.. è possibile?

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  6. Giacomo, sì e no. In realtà passandoci davanti si riescono ad avere risultati migliori per gli spettri (che sono la cosa che interessa di più) e si riusciranno ad avere tutta una serie di misure statistiche sulla frequenza dei pianeti simili alla Terra (che è l'obiettivo principale della Kepler).
    Ma il bello sarà quando volerà la TPF. Specialmente la versione con l'interferometro ottico, quella prevista per il 2020.

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  7. Giacomo, sì, per vedere un pianeta usando il metodo del transito (come fa Kepler), il pianeta deve passare di fronte alla stella. Quindi, devi osservare tante stelle e sperare. Terrestrial Planet Finder, come dice Carletto, sarà invece in grado di fare osservazioni dirette. Ma per quello ci sarà da aspettare molto.

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