03/01/10

Ellissi

Keplero fu il primo a stabilire che i pianeti si muovono su orbite ellittiche, non circolari. Ma quello che spesso si fa fatica a capire è come mai la cosa non fosse già nota agli astronomi precedenti, che pure erano persone in gamba. C'entrava senz'altro il fatto che le orbite circolari sembravano preferibili da un punto di vista teorico, per eleganza e semplicità matematica. Ma la verità è che la deviazione dell'orbita dei pianeti da un cerchio perfetto è veramente piccola. (Nelle illustrazioni comuni la forma ellittica delle orbite viene spesso esagerata).

Per esempio: questa notte, intorno all'una, la Terra è passata al perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole. (Tranquilli: lo fa ogni anno, di questi tempi.) La differenza di distanza dal Sole rispetto al momento in cui si troverà all'afelio, il punto di massimo allontanamento (capiterà il 6 luglio, intorno all'una di pomeriggio), è di circa 5 milioni di chilometri. Sembra tanto. Ma la distanza media tra la Terra e il Sole è di circa 150 milioni di chilometri. Se voleste disegnare l'orbita terrestre sul pavimento per confrontarla con un cerchio di un metro di raggio, la differenza tra perielio e afelio sarebbe di soli tre centimetri. Ecco l'orbita terrestre, in scala, con il Sole indicato da una crocetta:



(per confronto, il cerchio perfetto è disegnato con i puntini).

Per scoprire che le orbite erano ellittiche, Keplero si incaponì con lo studio delle anomalie dell'orbita di Marte, per il quale la differenza con un cerchio è maggiore, anche se ancora piuttosto piccola:



Il pianeta che devia maggiormente da un'orbita circolare è Mercurio. Eccolo qui:

La differenza inizia a essere apprezzabile. Comunque, ai tempi di Keplero, Mercurio non era facile da osservare, essendo molto vicino al Sole. Ci volle grande precisione nel calcolo, tenacia nel voler risolvere a tutti i costi piccole differenze con le osservazioni, e anche un certo coraggio, per spingere Keplero ad abbandonare le orbite circolari.

(Potete divertirvi a disegnare le orbite, come ho fatto io, andando qui. I dati orbitali dei pianeti potete prenderli qui.) astronomia, Sistema Solare

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12 commenti:

peppe ha detto...

Ho provato con Eris e l'orbita ellittica è proprio evidente...

juhan ha detto...

Se posso aggiungere un'osservazione: il problema sono i dati. Keplero entrò in possesso di quelli di Tycho Brahe.
Oggi il problema è sempre attuale, chiedete ai fisici sotto Ginevra, dove, pare, siano davvero tornati al cerchio.

peppe ha detto...

Un amico su Faccialibro, a proposito di orbite, mi ha consigliato questo sito
http://melusine.eu.org/syracuse/swf/1-nbody/?choregraphie=1#cho1 con 47 "coreografie" che descrivono le traiettorie percorse da più di 2 corpi interagenti e di massa uguale.

tomate ha detto...

Tra l'altro pensa il casino di dover misurare un'orbita ellittica tenendo conto che a tua volta ti trovi su un'orbita ellittica! Non è una sorpresa che la teoria di Keplero fosse estremamente più imprecisa della cosmologia di Tolomeo.

Lopo ha detto...

Mi sa tanto che l'ho già citato in qualche altro commento, ma Lucio Russo ne "La Rivoluzione Dimenticata" avanza l'ipotesi che Keplero possa aver recuperato qualche indizio sull'ellitticità delle orbite da fonti ellenistiche a lui note e a noi non più (aveva anche curato un'edizione commentata del "De facie" di Plutarco).

juhan ha detto...

@ Lopo (& Balbi): Quanto è attendibile l'ipotesi di Lucio Russo? Ho googlato per "La Rivoluzione Dimenticata" ma non sono riuscito a capire granché.

Amedeo Balbi ha detto...

Russo (che tra l'altro è un collega matematico della mia università) è un esperto di storia della scienza, e in particolare del mondo ellenistico, e le sue tesi sono valide ed interessanti. Il suo punto, per quanto riguarda Keplero, è che egli possa essere stato influenzato da letture di autori greci, sia per quanto riguarda la forma delle orbite che per quanto riguarda l'influsso a distanza del Sole sui pianeti, cosa del tutto plausibile. Keplero era imbevuto di idee prescientifiche (alcune completamente sballate, come quella della musica delle sfere o quella del legame tra solidi platonici e diametro delle orbite). Le intuizioni derivate da queste idee si rivelarono talvolta corrette, talvolta infelici: ma l'arbitro finale furono le osservazioni. Io credo che, in definitiva, la cosa che davvero fece la differenza rispetto agli astronomi del passato furono i dati di alta qualità di cui poteva disporre. Un conto è teorizzare la preferenza, magari filosofica o estetica, per una forma su un'altra, un conto dimostrare l'accordo fra un modello e le osservazioni.

juhan ha detto...

Grazie

Lopo ha detto...

In ogni caso la lettura del libro (e penso che Amedeo sarà d'accordo) è consigliatissima.

juhan ha detto...

prossimamente, è stato messo nella lista. E ogni tanto baro un pochino ;-)

Domus ha detto...

Il tuo blog mira molto in alto. Mi piace proprio. Ti seguirò. La rivoluzione dimenticata? La si faccia leggere e rileggere in tutte le scuole. Ciao. Domus

Anonimo ha detto...

Ho appena messo il tuo blog tra i preferiti.
Se posso permettermi un'osservazione, in questo post io avrei disegnato le orbite sovrapponendo il centro della circonferenza al centro dell'ellisse, non il centro della circonferenza al fuoco dell'ellisse. Così come è ora, data la piccola dimensione delle immagini, si ha l'impressione che si tratti di due circonferenze.

Jacopo

Ciao e complimenti ancora!

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