31 dicembre 2009

Bilanci di fine anno

Nel 2009, il post più letto in assoluto su questo blog è stato questo sui viaggi nel tempo ("viaggio nel tempo" è anche la chiave di ricerca più usata per arrivare qui, se si esclude "keplero"). Quello più letto tra quelli scritti durante l'anno, invece, è stata la vita di Galileo. A proposito, grazie ai tanti che hanno scaricato finora l'ebook delle Vite degli astronomi. E buon 2010.

21 dicembre 2009

Vite degli astronomi: l'ebook

Sarà che ultimamente mi sono avvicinato con entusiasmo al magico mondo degli inchiostri elettronici (e ringraziate che non vi ho annoiato con una dettagliata recensione del mio Sony Reader Pocket nuovo di pacca). Sarà che volevo fare un regalo di Natale ai lettori del blog. Sarà che è finita (almeno per ora) la serie delle Vite degli astronomi, e che, man mano che la scrivevo, parecchi mi hanno detto "dovresti farci un libro". E insomma, ci ho fatto il libro, o meglio, l'ebook. Nel senso che me lo sono proprio fatto da solo, l'ho impaginato per benino, ho creato un pdf, e ve lo regalo. Potete scaricarlo liberamente da questa pagina, e farci quello che vi pare (leggerlo sarebbe una buona idea, ma vedete voi, non voglio porre limiti). Le uniche condizioni sono quelle specificate in questa licenza Creative Commons (che poi, se non lo sapevate già, è la stessa con cui pubblico tutto quello che appare da queste parti).

(Ah, le condizioni sono tutte trattabili col titolare dei diritti, che poi sarei io; quindi, cari Grandi Editori interessati a tirarne fuori un best-seller, non siate timidi, scrivetemi pure.)

AGGIORNAMENTO (22/12/2009): Questa mattina c'è stato un problema tecnico sul server che ospita l'ebook (e poi c'è chi non crede alla legge di Murphy). Ora è a posto, pare. Se non siete riusciti a raggiungere la pagina, abbiate pazienza e ritentate. Grazie.

19 dicembre 2009

El Condor pasa

Come ormai molti di voi sapranno, con la fine dell'anno Condor sparirà dal pomeriggio di Radiodue, per ragioni più imperscrutabili della materia oscura. Era una trasmissione ben fatta, intelligente, che metteva insieme cose alte e cose basse in modo piacevole. (E soprattutto, diciamo la verità, aveva il miglior astrofisico di riferimento in circolazione.)

Peccato. A Luca e Matteo (e a Ilaria) dico grazie di tutto, e alla prossima. Sono bravi, continueranno a esserlo qualunque cosa faranno.

18 dicembre 2009

Molto rumore per nulla

Una decina di giorni fa, hanno cominciato a rimbalzare in rete voci che l'esperimento CDMS stava per annunciare una scoperta, una di quelle grosse. Si diceva che il 18 dicembre sarebbe uscito un articolo su Nature, e si faceva notare che tutte le dichiarazioni pubbliche dei membri dell'esperimento erano state cancellate fino a quel giorno. Siccome CDMS è un esperimento che cerca di rivelare la materia oscura, alcuni avevano fatto due più due: CDMS stava per annunciare di aver scoperto la materia oscura. Roba grossa, appunto.

Col passare dei giorni la cosa si è sgonfiata. Uno degli editor di Nature, in modo piuttosto irrituale, ha scritto una lettera al blog che aveva messo in giro le voci iniziali, smentendo di aver mai ricevuto un articolo da CDMS (e ricordando che il 18 dicembre è venerdì, mentre Nature esce il giovedì). Restava il fatto che per il 18 dicembre era ancora atteso un annuncio pubblico da parte di CDMS, e quindi c'era ancora in giro un po' di curiosità per capire come si sarebbe conclusa la faccenda.

Bene. L'annuncio c'è stato. CDMS non ha visto niente. (Il New York Times si arrampica un po' sugli specchi per salvare il salvabile, parlando di "hints", "suggerimenti". Scientific American parla di "risultati incerti". Peter Woit, come al solito, è il più diretto di tutti: "rumore".)

17 dicembre 2009

Uno coi piedi per terra

Pare che tra i prossimi piani di James Cameron ci sia girare un film nello spazio.

(Comunque, dopo aver visto AvatarRoger Ebert e Steven Spielberg hanno detto la stessa cosa: non si vedeva niente del genere dai tempi di Star Wars, 1976. Quando si dice tenere basse le aspettative.)

16 dicembre 2009

C'è una lezione da trarre, ma non so quale

Il re degli scettici, James Randi, è scettico sul global warming. (Via Cosmic Variance.)

Aggiornamento: dopo le prevedibili reazioni scatenate dal suo post, Randi ha provato a spiegarsi meglio.

15 dicembre 2009

Moriarty l'astronomo

Mentre scrivevo la vita di Hoyle (a proposito, era l'ultima in programma, ma non cambiate canale), cercavo un paragone per il ruolo dell'antagonista, e il primo che mi è venuto in mente è stato il professor Moriarty (non chiedetemi perché, non ho mai letto un libro di Sherlock Holmes). La cosa buffa è che poi, giracchiando in cerca di informazioni, ho scoperto non solo che Moriarty, nella finzione letteraria, è un genio matematico e studioso di astronomia (autore del trattato The Dynamics of Asteroids), ma anche che Conan Doyle, a quanto pare, per inventare il personaggio si sarebbe ispirato alla figura di un vero astronomo, Simon Newcomb. Il tutto, per i curiosi, si può leggere qui.

14 dicembre 2009

Vite degli astronomi /10. Fred Hoyle (1915-2001)

Non tutti gli scienziati passano alla storia per una scoperta memorabile. A volte, qualcuno viene ricordato soprattutto per aver giocato il ruolo dell’antagonista, di quello che pensava che fosse tutto sbagliato. Nella scienza, chi critica fa parte del gioco; e ha diritto a una parte di gloria, anche se alla lunga la sua idea risulta sconfitta. (E poi, sai che noia Sherlock Holmes senza un professor Moriarty?)

È per questo che oggi, ogni volta che parliamo del big bang, salta fuori il nome di Fred Hoyle. Fu un bastian contrario per natura, ma prima di ogni cosa fu l’acerimmo rivale della teoria del big bang. Si racconta che l’idea alternativa, di cui Hoyle diventò l’indiscusso profeta, arrivò dopo che lui e due suoi colleghi (Hermann Bondi e Tommy Gold) erano stati in un cinemaccio di Cambridge a vedere un horror di serie b intitolato “Dead of the Night”. Il film aveva una struttura circolare (molto prima di “Lost”) per cui sembrava che tutto cambiasse ma alla fine non cambiava niente (e volete spiegarlo a noi italiani?). Gold la buttò lì: “Vuoi vedere che l’universo è fatto in questo modo?” (Non è difficile immaginare che nella formula magica della serata comparissero anche un pub e della birra inglese.) Così, nacque il modello dello “stato stazionario”: l’universo si espande, è vero, ma ogni tanto spunta dal nulla un atomo qua, un atomo là, e tutto resta uguale a prima. Niente inizio, niente fine.

Il fatto è che, a Hoyle, un universo che aveva origine con un’esplosione non andava proprio giù. Una volta, durante una trasmissione radiofonica della BBC, pensò di ridicolizzare l’avversario: “Un botto, ma ve lo immaginate, dovremmo credere che tutto è cominciato con un ‘grande botto’, ah-ah, non siamo ridicoli.” L’ufficio marketing della concorrenza si diede una manata sulla fronte: “‘Big bang’! Ecco il nome che cercavamo! Suona benissimo, perché non ci abbiamo pensato prima? Correte a stampare le magliette!” (Insomma, più che Moriarty, qui siamo dalle parti di Dick Dastardly.)

Il modello stazionario di Bondi, Gold e Hoyle ebbe vita breve. Cadde con onore, spazzato via da evidenze e osservazioni contrarie. Ma con quella faccia un po’ da Sartre, Hoyle si era ormai calato fin troppo nella parte di voce critica dell’establishment. Continuò a restare aggrappato a un modello spacciato, inventando modi sempre più complicati e disperati per salvare il salvabile. Ogni ortodossia scientifica, anche fuori dall’astronomia, diventò un bersaglio da attaccare. Se la prese con i paleontologi che avevano scoperto un fossile di archaeopterix (secondo lui, un falso); disse che la teoria dell’evoluzione non poteva spiegare l’origine della vita, e immaginò che i virus arrivassero dallo spazio; alcune sue dichiarazioni lo fecero diventare uno dei numi tutelari del movimento pseudo-scientifico sul progetto intelligente.

L’immaginazione a briglia sciolta di Hoyle finì per isolarlo dal mondo scientifico, ma lo portò a scrivere qualche buon libro di fantascienza. E forse anche per la sua fama di ribelle, il suo vero grande contributo al progresso della scienza (il meccanismo di produzione dei nuclei atomici nelle stelle) fu ignorato dal comitato del Nobel, che, nel 1983, assegnò il premio per la scoperta a William Fowler. Comportarsi da Pierino non paga, a Stoccolma.

13 dicembre 2009

PSLA 2009

Puntuale come le Geminidi, e grazie al solerte coordinamento di Squonk, anche quest'anno è arrivato il Post sotto l'Albero (con un contributo del vostro). Andate, scaricate, leggete (rigorosamente sotto l'albero).

12 dicembre 2009

Il cielo stellato sopra di me


Così, solo per ricordarcene, ogni tanto. (APOD)

4 dicembre 2009

Essere Superman

Come vi apparirebbe il cielo se aveste una vista sensibile ai raggi x, o agli infrarossi, o alle microonde, o alle onde radio? Usate Chromoscope e guardate con i vostri occhi.

2 dicembre 2009

Aspettando Natale

Il calendario dell'avvento di The Big Picture: invece dei cioccolatini, le immagini del telescopio spaziale Hubble.

1 dicembre 2009

La NASA e il meteorite

Questo è l'annuncio ufficiale della NASA a proposito della nuova analisi del meteorite di origine marziana. Essenzialmente, il nuovo studio afferma di avere escluso che il meccanismo non-organico proposto per spiegare i cristalli di magnetite presenti nel meteorite possa funzionare. Ma cristalli identici sono prodotti, sulla Terra, da batteri in ambiente acquoso. Secondo gli autori, è ancora presto per escludere che questa pista biologica sia quella giusta:
"In questo studio, interpretiamo i risultati come un suggerimento che l'ipotesi inorganica è inconsistente con i dati, e perciò concludiamo che l'ipotesi biogenica è ancora una spiegazione possibile."