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23 giugno 2009

Un altro post piuttosto lungo, ma c'è di mezzo Giacobbo e il 2012

Giuro che non ce l'ho con Roberto Giacobbo, conduttore di una trasmissione televisiva di intrattenimento che si pone, rispettosamente, "ai confini della conoscenza", vigilando con scrupolo in modo che nessuno si azzardi mai a varcarli, quei confini. (Trasmissione che, peraltro, nel suo genere in delicato equilibrio tra invenzione e fantasia, tra irrealtà e finzione, io trovo incredibilmente divertente, e che guardo, quando mi capita, con lo stesso piacere con cui un tempo leggevo le avventure di Topolino e Pippo, o, più tardi, guardavo il Processo di Biscardi.)

Ultimamente il nostro ha scritto un libro, che sta avendo un enorme successo, per avvertirci che "qualcosa accadrà" nel 2012: come al solito, non si sa bene cosa, ma d'altronde lui si limita a porre domande (la più frequente delle quali, come tutti sanno, è: "sarà solo una coincidenza?"). Io di questo libro non volevo occuparmi, ché il tempo scarseggia e, con tutto il rispetto, darei la priorità ad altre letture, tipo, che so, i classici russi. Però, da un po' di tempo a questa parte, non solo continuo a trovarmelo davanti, il libro, per esempio quando faccio la fila al supermercato, ma vedo anche sbucare a tradimento un po' ovunque interviste al simpatico conduttore. Il quale, nelle interviste, continua a ripetere cose che non si capiscono molto bene riguardo ai Maya e al loro calendario, e al fatto che i Maya la sapevano molto più lunga di quello che volevano far credere. Ma, soprattutto, dice che dovremmo comprare il suddetto libro perché in esso ci viene spiegato che forse il mondo finirà fra tre anni, per l'esattezza il 21 dicembre; aggiungendo però che lui è un ottimista e che in fondo pensa che il mondo potrebbe anche non finire, anzi, magari dopo quella data ricomincerà tutto daccapo e anche meglio di prima (che, per un fan di Lost, è una cosa che innegabilmente ha una certa presa).

Insomma, dicevo, io non ce l'ho con Giacobbo; e allora ieri, visto che ero appunto in fila al supermercato, e la fila era lunga, e il libro mi guardava come al solito minaccioso (e, devo aggiungere, anche un po' iettatorio) dallo scaffale, vicino alle gomme e ai kinder, non ho resistito e l'ho sfogliato.

Vabbe', i primi capitoli sono puro svago alla Giacobbo, ci sono i Maya, ci sono gli UFO, ci sono gli Egizi, ci sono pure i teschi di cristallo (i templari no, stavolta mi pare di no). Insomma, mi sono fatto qualche bella risata prima di pagare le zucchine, e stavo per rimettere il libro accanto alle gomme (e ai kinder), ma a un certo punto, mentre lo chiudevo, ho visto con la coda dell'occhio la parola "scienza". Ho pensato di aver visto male, e ho riaperto di corsa per controllare. Niente, il capitolo si intitolava proprio "Il confronto con la scienza". Erano poche pagine, e allora ho dato una scorsa veloce.

Allora: si comincia parlando di prove (che ovviamente sarebbero state tenute nascoste) di un rallentamento accelerato del moto di rotazione terrestre, iniziato negli anni sessanta e dovuto all'effetto della Luna. Cosa sia cambiato negli anni sessanta non è dato sapere (forse le missioni Apollo hanno fatto il solletico al satellite). In realtà l'effetto esiste da quando esiste la Luna, e provoca un minuscolo e lentissimo allungamento del giorno terrestre; ma diventa meno marcato col passare del tempo, proprio perché la Luna si allontana progressivamente dalla Terra. Deve essere questo, evidentemente, che hanno tenuto nascosto a Giacobbo.

Poi si dice che la Terra si sposta nella Galassia (vero, anche il Sole si sposta, la Galassia stessa si sposta, ci spostiamo tutti rispetto a qualcosa) attraversando "strisce magnetiche" (forse per analogia con l'attraversamento delle strisce pedonali), "idrogeno" (pensa un po' che strano, l'elemento più abbondante dell'universo), "campi gravitazionali", insomma, tutta una serie di cose piuttosto innocue che a Giacobbo, evidentemente ignaro del loro significato, suonano terribilmente spaventevoli (gliene suggerisco qualcun'altra: "raggi cosmici!", "plasma ionizzato!", "microonde!", "neutrini!"). Si continua riferendo di un prossimo misterioso "allineamento galattico", ma onestamente non sono riuscito a capire bene cosa si allineerà con cosa e perché allinearsi debba essere fonte di catastrofi.

Poi c'è la fantastica storia della misteriosa e pericolosissima "cintura fotonica", che sarebbe "emessa da un buco nero" e che la Terra starebbe attraversando, sempre a partire dagli anni sessanta (sta a vedere che in tutta questa cosa ci sono di mezzo gli hippy e i loro funghetti?). Solo che i fotoni non sono particelle misteriose: la luce, ad esempio, è fatta di fotoni, luce-uguale-fotoni, sono proprio la stessa cosa. E poi viaggiano in linea retta, quindi non si vede come facciano a stare su una cintura. E soprattutto, i buchi neri si chiamano "neri" perché non emettono luce o radiazione. Quindi non so bene cosa abbiano raccontato a Giacobbo. Ah, poi ci sono delle conclusioni un po' frettolose ma a modo loro fenomenali, del tipo che siccome "la coscienza è fatta di elettricità", e siccome siamo immersi nel campo magnetico terrestre, la nostra psiche ne sarebbe influenzata (fosse vero, si spiegherebbero in effetti molte cose). Il tutto è sostenuto da "autorevoli scienziati" (anzi, uno solo, un geofisico russo che evidentemente la sa ancora più lunga dei Maya).

Il capitoletto si chiude con il paragrafo "La scienza inizia a muoversi" (il che, visto che il moto è relativo, sarà sicuramente vero dal punto di vista di Giacobbo), cosa che sarebbe testimoniata dalla realizzazione di LISA, un esperimento sulle onde gravitazionali: va a capire cosa c'entrano le onde gravitazionali con il 2012 e la fine del mondo (forse lo ha impressionato il suono: "onde gravitazionali!")

Comunque, non ce l'ho con Giacobbo. Solo che, mentre pagavo le zucchine, continuavo a chiedermi cosa intendesse esattamente per "confronto con la scienza". Non l'ho capito. Però sono sicuro che, qualunque cosa lui avesse in mente, la scienza non si è presentata all'appuntamento.
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