23/02/09

Vite degli astronomi /2. Keplero (1571-1630)

Nevrotico, ipocondriaco, paranoico e ossessivo. Il tutto, molto prima che la psicologia da rotocalco riconoscesse nelle manie depressive il tratto distintivo del genio. Aggiungiamoci, per completare il quadro, malanni fisici assortiti tra cui una paradossale, per un astronomo, debolezza di vista. Il piccolo Keplero viene su in una famiglia che definire squinternata è un eufemismo. Il padre fa il mercenario e lo abbandona a quattro anni per andare a spezzare colli in giro per l'Europa. La madre campa spacciando "miracolosi" intrugli alle erbe, manco fosse Vanna Marchi (eviterà per un pelo di finire bruciata come strega). Come Tycho, anche Keplero si butta sull'astronomia folgorato da un'eclissi: di luna, non di sole, a sancire spettacolarmente e definitivamente la specularità tra i due personaggi. (Nota per i fan di Watchmen: se Tycho Brahe è Ozymandias, Keplero è senza ombra di dubbio Rorschach.)

Oltre alla fissa per le stelle, Giovannino mostra presto una straordinaria abilità matematica, piovuta da chissà dove. Così, da grande, invece di diventare ministro luterano come aveva inizialmente sognato, finisce prima a fare l'insegnante (pessimo, si dice), poi da assistente a Tycho, sfornando nel frattempo oroscopi per arrotondare. Esatto, oroscopi. All'epoca non si andava tanto per il sottile: astrologia, astronomia, i confini erano ancora sfumati.

Ecco: se tracciate una linea nella storia—di qua il moderno, la ragione, il metodo, di là l'antico, il mistico, l'irrazionale—vedrete che la linea passa proprio sul corpo malaticcio e irrequieto di Keplero. La divisione immaginaria che separa l'epoca della magia dall'era della scienza spacca il nostro astronomo miope proprio in due, come il visconte dimezzato di Calvino. Solo che le due metà restano appiccicate, prendendo il sopravvento a fasi alterne.

Così, da un lato c'è il visionario che, incastrando tra loro solidi platonici e sfere—perché la geometria è il riflesso mondano della mente divina—crede di poter spiegare come mai ci sono soltanto sei pianeti nel sistema solare (peccato che oggi sappiamo che sono nove, anzi otto—sorry, pianetino Plutone). O che inseguendo una musica celeste codificata nelle orbite dei pianeti—perché il moto dei corpi celesti deve riflettere l'armonia intrinseca della creazione—inciampa nella legge che lega il periodo orbitale dei pianeti alla loro distanza dal Sole.

Dall'altro lato c'è lo scienziato che per primo riesce a spiegare le osservazioni di Marte ottenute da Tycho, cosa impossibile sia per il modello tolemaico che per quello copernicano, entrambi attaccati all'idea che solo il cerchio abbia dignità di comparire in una descrizione matematica del cosmo. Keplero capisce che bisogna rinunciare a inseguire la perfezione delle orbite circolari, e sporcare l'opera divina facendo correre i pianeti lungo delle ellissi. Un salto concettuale altrettanto coraggioso di quello che Einstein effettuerà tre secoli dopo, distruggendo lo spazio e il tempo immutabili di Newton. Un'intuizione che sembrerebbe avere tutte le caratteristiche del colpo di genio romantico, se non fosse che Beethoven non è ancora nato e che Keplero ci arriva dopo otto anni di fatica, migliaia di pagine di calcoli e un'analisi dei dati di Tycho di pignoleria maniacale.

Così, altalenando tra lucidità e vaneggiamenti, Keplero fonda l'astronomia moderna. Nel frattempo, per divulgare la nuova visione eliocentrica del cosmo, scrive il "Somnium", la storia di uno studente di Tycho che si ritrova trasportato sulla Luna: in pratica, il primo vero libro di fantascienza. Vista dalla Luna, la Terra appare agli occhi del viaggiatore spaziale per quello che è: non il centro dell'universo, ma un sasso umido che gira attorno al Sole. E, nel mettere insieme immaginazione poetica e fatti scientifici, le due metà di Keplero si ritrovano finalmente alleate. astronomia, divulgazione, vite degli astronomi

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10 commenti:

Marco ha detto...

In linea con gli ultimi post (storia intervallata a concetti scientifici che incuriosiscono) suggerisco Longitudine di Dava Sobel (che probabilmente già conoscereai) libretto interessante:

http://permartina.blogspot.com/2009/02/magari-alcuni-di-voi-fanno-ancora.html

Inoltre approfitto della tua nota sulla composizione del nostro sistema solare per sottolineare come ancora dopo ormai qualche anno siano tantissime le persone a non essere al corrente della declassazione del piccolo povero pianeta nano Plutone:

http://permartina.blogspot.com/2008/12/da-quanti-pianeti-e-composto-il-nostro.html

Pasquale ha detto...

Fantastico post! Provo sempre una meraviglia infantile quando leggo delle vicende umane dei grandi scienziati del passato.
Scritte poi cosi' bene sono una rarità.
Grazie davvero.

juhan ha detto...

Adesso però dovresti dirci perché il blog si chiama Keplero ;-)

Amedeo Balbi ha detto...

Grazie a tutti.
@juhan: Sì, in effetti prima o poi dovrei dirlo :)

Smeerch ha detto...

Cavoli! Una meglio dell'altra. Questa serie "Vite degli astronomi" mi piace un sacco. Mi sta appassionando? Chi è il protagonista del prossimo capitolo?

Amedeo Balbi ha detto...

Eh, il prossimo è bello tosto :)

stu ha detto...

Posso tirare a indovinare io...? :) Nah, me lo tengo per me, se no guasto la sorpresa a tutti :P
Sicuramente parte del fascino di questo scienziato si trova proprio nella coniugazione degli opposti e nei salti mortali tra scienza ed esoterismo coniugati con una certa leggerezza e intelligenza - non di sole stelle vive l'astronomo - ma senza per questo rinunciare al rigore nei risultati (ha ben tre leggi che portano il suo nome, e di certo non è poco) e se a questo aggiungiamo la fantascienza otteniamo un mix perfetto!

.mau. ha detto...

«L'orbita della Terra è la misura di tutte le cose; circoscrivete intorno ad essa un dodecaedro, e il cerchio che lo contiene corrisponderà all'orbita di Marte; circoscrivete attorno a Marte un tetraedro, e il cerchio che lo contiene corrisponderà all'orbita di Giove; circoscrivete attorno a Giove un tetraedro, e il cerchio che lo contiene corrisponderà all'orbita di Saturno. Ora inscrivete all'interno dell'orbita terrestre un icosaedro, e il cerchio in esso contenuto corrisponderà a Venere; inscrivete attorno all'orbita di Venere un ottaedro, e il cerchio in esso contenuto corrisponderà a Mercurio. Ed ecco spiegata la ragione del numero dei pianeti.»

(prima o poi uscirà nelle mie citazioni matematiche - comunque è a pagina 108 di "Il re dello spazio infinito"

_ ch ha detto...

A chi ha un po' di confidenza con l'inglese, consiglio di investire una mezz'oretta ascoltando l'interessante podcast che trovate sul sito di American Scientific a questo indirizzo

http://www.sciam.com/podcast/podcasts.cfm?type=science-talk

intitolato *Stars Of Cosmology*, e' diviso in due parti, scaricabili liberamente: qualche grande nome che parlano dello stato attuale della Cosmologia e delle grandi domande ad essa legate alle quali oggi si cercano di dare risposte. Buon ascolto a tutti.

Xyz ha detto...

È un piacere unico leggere questo blog! La divulgazione scientifica non è mai stata così appassionante!

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