Non posso fare altro che invitarvi ad andare, scaricare e persino leggere il ponderoso pdf, consci di trovarvi di fronte a un'opera che potrebbe dare un senso nuovo alle imminenti festività. (Poi, se volete, potete leggere la postilla.)
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Postilla. Da quando, a metà Novembre, ho scritto e inviato il mio post (che, come avrete visto, è un raccontino di fantascienza), sono capitate due cose. Non sono coincidenze: ora posso dire che fanno parte di una complessa campagna di marketing virale messa faticosamente in piedi negli ultimi mesi. (Scherzo: sono coincidenze.)
La prima è che il racconto a cui mi sono dichiaratamente (e indegnamente) ispirato, ovvero "La stella" di Arthur Clarke, che per quanto ne so non era più in circolazione da diversi anni (io lo avevo letto in una delle antologie della fantascienza curate da Fruttero e Lucentini per Einaudi), sarà ristampato in Urania Collezione di dicembre. Tutti a rileggerlo, quindi.
La seconda riguarda l'aspetto "scientifico" su cui è costruita la storia. Ho dovuto ipotizzare che una civiltà molto avanzata possa tentare di evitare la fase di gigante rossa della propria stella con una grande opera di "ingegneria spaziale". La cosa è del tutto campata in aria, ovviamente: ma trattandosi di un racconto di fantascienza mi sono concesso una sospensione dell'incredulità e l'ho buttata lì come veniva. Bene: nemmeno una settimana dopo aver inviato il racconto, è apparso su arxiv questo articolo. L'ipotesi, pur completamente diversa e minuziosamente argomentata, mi sembra ugualmente campata in aria, il che mi ha tolto ogni scrupolo di averla sparata troppo grossa. Io, almeno, volevo solo scrivere una storiella di fantascienza. fantascienza, libri, varie

2 commenti:
poche storie. Chi vuole fare fantascienza hard sa bene cosa gli può capitare. (Non per nulla i miei raccontini SF sono di tutt'altro tipo)
Hai ragione, infatti credo di essermi spiegato male. Quando dico "campata in aria" non mi riferisco alla possibilità scientifica della cosa (non c'è nessuna violazione di leggi fisiche, quindi i canoni della "hard sf" sono rispettati) quanto alla sua fattibilità pratica; fermo restando che, se pensiamo a opere di ingegneria su scala planetaria, ci sono precedenti illustri di idee altrettanto grandiose, tipo la sfera di Dyson. Se scrivo un racconto, posso immaginare di non mettere limiti all'avanzamento tecnologico (Clarke ha detto che qualunque tecnologia abbastanza avanzata è indistinguibile dalla magia). Poi, non so: vedere un articolo scientifico (non fantascientifico) che si occupa di queste cose mi lascia un po' perplesso, ma questo è un altro discorso.
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