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6 dicembre 2008

Da zero a infinito

Qualche anno fa, John Barrow ha scritto un libro sul nulla. Non nel senso che ha riempito pagine senza avere niente da dire, ma proprio nel senso letterale: "Da zero a infinito" (nell'originale inglese, semplicemente "The book of nothing"), esplora l'idea di nulla, un'idea meno vuota di quello che potrebbe sembrare. C'è il nulla dei filosofi e dei teologi, dai greci alle interminabili dispute dottrinali pro e contro la creazione ex nihilo. C'è il nulla della matematica, dalla cruciale invenzione indiana dello zero agli insiemi vuoti. Ma soprattutto, c'è il nulla fisico, il vuoto ("ciò che resta quando si rimuove da un recipiente tutto quello che può essere rimosso" secondo la definizione di Maxwell). Partendo dai primi esperimenti di Torricelli, il nulla viene nel corso dei secoli prima riempito di un etere onnipresente, poi di nuovo svuotato da Michelson, Morley e Einstein, e infine ancora riempito dalla frenetica attività di creazione e annichilazione di particelle virtuali emersa con lo sviluppo della fisica quantistica. Fino a diventare uno dei grossi grattacapi della fisica e della cosmologia moderna. Nulla è più misterioso del nulla.
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