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23 novembre 2008

Dietro lo specchio

Negli ultimi anni, molte delle idee della fisica teorica sembrano prese direttamente dalla fantascienza. Una di queste è l'ipotesi che possano esistere altre dimensioni spaziali accanto alle tre conosciute. Non è quindi sorprendente che, nello scrivere "Dietro lo specchio", un libro divulgativo interamente dedicato al ruolo delle dimensioni extra in fisica, Lawrence Krauss inizi con una strizzata d'occhio alla fantascienza d'epoca, citando una delle puntate di "Ai confini della realtà" (oltre agli obbligatori rimandi a "Alice nel paese delle meraviglie" e a "Flatlandia").

L'ipotesi delle dimensioni extra gioca un ruolo importante in diversi scenari che tentano di unificare le quattro interazioni fondamentali in un unico formalismo — l'ultimo ostacolo rimasto per giungere a quelle che una volta venivano chiamate "teorie del tutto" e che oggi sono rappresentate soprattutto dalla teoria delle stringhe. Il libro di Krauss ha soprattutto un merito: essendo scritto da un cosmologo, cerca di mantenere una posizione equilibrata rispetto alle "string wars" degli ultimi anni — ovvero le polemiche che hanno contrapposto, con toni talvolta da guerra di religione, propugnatori e critici della teoria delle stringhe. Chi ha letto "L'Universo elegante", di Brian Greene, potrebbe trovare interessante il libro di Krauss proprio per avere un punto di vista più distaccato, e per l'estrema cautela che Krauss usa nel chiarire quali idee della fisica teorica moderna sono ancora altamente speculative e quali sono state invece confermate dagli esperimenti o hanno buone probabilità di essere messe alla prova nel futuro.
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