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14 novembre 2008

Davvero, è così semplice

Nell'ultimo numero di Nature, c'è un editoriale sulla situazione dell'università italiana e in particolare sul modo in cui viene reclutato il personale accademico. La più prestigiosa rivista scientifica internazionale è piuttosto dura con l'attuale politica di cosiddetta riforma dei concorsi, e ha il coraggio di indicare l'unica soluzione di buon senso, quella che già vige in molti altri paesi (primi fra tutti gli Stati Uniti):
"le università italiane dovrebbero essere lasciate libere di reclutare chi e come vogliono — ma con l'importantissima condizione che siano anche giudicate sulla base del loro rendimento accademico. Se le migliori università ricevessero più supporto dallo stato, e le peggiori meno, l'incentivo ad assumere sulla base di giochi politici verrebbe a cadere."
Chiaro, no?
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