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26 ottobre 2008

Walking on the moon

L'altro giorno, a Condor, Luca e Matteo mi hanno chiesto (a sorpresa) se la prima impronta del piede di Neil Armstrong sulla Luna ci sia ancora. Come dicevo, nessuno è riandato a controllare di persona, ma dovrebbe essere proprio così. Sulla Luna non c'è atmosfera (non solo per la bassa gravità, ma anche per l'assenza di meccanismi di produzione di gas, come l'attività vulcanica) quindi nessun fenomeno di erosione può alterare la conformazione del suolo lunare. La NASA in effetti afferma che le impronte degli astronauti potrebbero resistere per milioni di anni. L'unica cosa che potrebbe cancellarle è l'impatto di un meteorite (alquanto improbabile, non perché gli impatti non avvengano, ma perché la probabilità di colpire esattamente una certa zona circoscritta è bassissima).

Poi però qualcuno si è chiesto se in successive missioni Apollo gli astronauti possano avere involontariamente cancellato l'impronta passeggiandoci sopra. Questo è da escludere, in quanto le altre missioni sono allunate in posti completamente diversi (e comunque gli astronauti avrebbero fatto molta attenzione a non alterare la scena del primo allunaggio). Infine, ci si potrebbe chiedere se, quando il modulo Eagle ha lasciato il suono lunare per riportare Aldrin e Armstrong sul modulo di comando in orbita, il getto dei propulsori possa aver spostato la polvere cancellando l'impronta. Anche questo sembra improbabile perché, di nuovo, la mancanza di atmosfera fa sì che la polvere venga sollevata solo nella zona direttamente investita dal getto del gas e non resti in sospensione (e la scaletta di discesa era in una posizione piuttosto decentrata, come si vede dalle foto). Per avere un'idea, qui c'è un video del decollo del modulo nella missione Apollo 15.

Invece, un fatto curioso che molti ignorano è che la bandiera americana piantata nel corso della missione Apollo 11 fu in effetti divelta quando il modulo lasciò la Luna (qui si possono leggere le parole di Aldrin: "Ero concentrato sui computer, e Neil stava studiando l'indicatore di posizione, ma ho guardato abbastanza a lungo da vedere la bandiera cadere"). Ma, quella prima volta, la bandiera fu piantata molto vicina al modulo e in modo un po' malfermo. (Ancora Aldrin: "durante una pausa nell'esperimento, Neil suggerì di piantare la bandiera. Dovemmo farlo in due e fu un mezzo disastro. Come ogni altra cosa, anche le pubbliche relazioni hanno bisogno di pratica. [...] Ero terrorizzato dalla possibilità che la bandiera americana collassasse nella polvere lunare davanti alle telecamere.") Nelle missioni successive le cose andarono meglio. (Qui si vede bene come, quando il modulo dell'Apollo 14 lascia la Luna, la bandiera ondeggia paurosamente ma resta ancorata al suolo.)

In ogni caso, visto il rinnovato interesse per l'esplorazione lunare, il problema di come si possano preservare gli artefatti di interesse storico lasciati dall'uomo sulla Luna comincia a suscitare una certa attenzione.
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