31/10/08

Einstein (in love)

Di buono c'è stato che, per una volta, una fiction RAI aveva come protagonista uno scienziato. Per il resto, mi pare che il sintetico giudizio di Antonio Dipollina su Repubblica dia la misura dell'occasione persa:
"Più che la teoria della relatività, quella delle relazioni. L'"Einstein" firmato da Liliana Cavani e appena passato su Raiuno paga un tributo spropositato alla pessima immagine della fiction italiana: il guaio è che più se ne pensa male, più si ricevono prove in tal senso. [...] "Einstein" ha lo spessore della carta velina e l'intarsio di una soap americana. Per arrivare un po' al dunque - i micidiali destini del mondo, la luce che viaggia, i nazisti, l'atomica - tocca sorbirsi una sarabanda chilometrica sul cosiddetto lato umano, che somiglia in maniera drammatica a quello di tuo cugino, o del vicino del piano di sotto."
cinema, varie

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3 commenti:

layos ha detto...

Premetto che non l'ho vista, quindi parlo a vanvera (come spesso del resto). Ma la descrizione che ho letto mi fa venire in mente la parodia di TG che faceva Luttazzi nei suoi spettacoli: "Questo TG va in onda in forma ridotta per venrie incontro alle vostre facoltà mentali".
Se in una fiction non fai diventare il protagonista un mix fra il tuo lattaio e la vicina del terzo piano il *Grande Pubblico* quello che guarda Striscia la Notizia e l'Isola dei Famosi, diserterà l'Auditel e la tua produzione sarà un grande flop. Che sia bella oppure no.

Astro ha detto...

Ho visto la fiction su Einstein e mi trovo pienamente d'accordo con la critica di Repubblica. Il lato umano di Einstein viene dilatato enormemente, non in senso generale, bensì sotto la lettura "femminista" che la Cavani ne fa. Gli aspetti scientifici, che dovrebbero avere una netta prevalenza, si riducono a frammenti slegati tra loro, e così pure l'impegno sociale di Einstein.
Certo, chi non conosce lo scienziato e la sua opera, se ne fa una pessima idea.

Christian ha detto...

Ho avuto il piacere di vedere la 'prima' della fiction su Einstein. Concordo al 100% con il giudizio di Repubblica, fiction mediocre, direi quasi un insulto al personaggio ed anche all'immagine del cinema Italiano:
Ma la vera perla indimenticabile l'hanno potuta assaporare solo i pochi fortunati della 'prima' al cinema Corso di Carpi (MO)... Tutto il film e' stato girato in inglese.... un inglese... che dire... maccheronico da far cadere dalla sedia dalle risate. Un risultato veramente tragicomico.
Se l'intenzione della produzione era quella di fare una fiction da vendere overseas, ragazzi, avete ancora molta strada da fare.

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