20 settembre 2008

E poi la realtà ti colpisce in faccia come un fascio di protoni

Quando nei giorni scorsi mi chiedevano della possibilità di catastrofi all'LHC, eccetera eccetera, mi è capitato di dire che mi sarei preoccupato molto di più di incidenti di funzionamento dell'apparato, innocui per l'uomo ma in grado di danneggiare il sistema. Ecco, ieri c'è stato appunto un malfunzionamento del genere, su cui non si sa ancora molto, ma che potrebbe ritardare le operazioni dell'esperimento.

LHC è una macchina incredibilmente complessa, che lavora di potenza e di precisione allo stesso tempo. Bisogna tenere 280 miliardi di protoni concentrati nello spazio di un capello, farli girare più di diecimila volte al secondo in un anello di 27 chilometri e farli scontrare nei punti prestabiliti. Per riuscirci, si usano campi magnetici molto potenti, generati da un migliaio di enormi magneti superconduttori, che devono essere mantenuti a temperature prossime allo zero assoluto. Ma i magneti possono surriscaldarsi, raggiungendo diverse centinaia di gradi in pochi secondi. (In casi estremi, se uno o più magneti non funzionano, il fascio di protoni può uscire dalla traiettoria e distruggere parte dell'apparato.) Il surriscaldamento dei magneti non è un'eventualità rara, ed esistono meccanismi di controllo per evitare che la cosa abbia conseguenze pesanti per l'esperimento.

L'incidente di ieri sembrerebbe uno di questi surriscaldamenti di routine, ma c'è stata anche una fuoriuscita di elio (che viene usato per raffreddare i magneti) che potrebbe complicare le cose. Nei prossimi giorni se ne saprà di più, ma questo dovrebbe servire a far capire che la realtà di un esperimento è molto più complicata di certi scenari da film di fantascienza di serie B.

5 commenti:

  1. Sicuramente lo conosci già, ma se per caso non fosse così, ti segnalo il blog di un fisico che lavora all'LHC (e che ieri ha appunto parlato del surriscaldamento di qualche magnete).

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  2. Amedeo, 'sto post lo prendo e lo spedisco a mia sorella (sempre che sia capace di cliccare su un link... sennò glielo copio&incollo nel corpo dell'email per sicurezza), ché so' giorni che vuole sapere *da me* com'è che funziona LHC. Io, che non sono uno scienziato, ma nemmeno scema-scema, ho provato a spiegarglielo, ma evidentemente non sono stata molto chiara perché lei continua a non capire come funziona.

    GPoi, già che ci sei, visto che sei così bravo a spiegare cose scientifiche, non è che per caso le spiegheresti anche come fanno gli aerei a volare, che pure quello solo ANNI che me lo chiede, glielo spiego e lei non capisce?

    Grazie. :)

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  3. Quanto detto nel blog di Marco (primo commento) e' sostanzialmente esatto, si stava preparando la macchina per salire in energia (a me risulta fino a 5 TeV per fascio, contro un energia massima di 7 TeV), quando nel settore 3-4 c'e' stato un quench. Si parla di sovratensione da parte di un alimentatore e di un problema ad un connettore ad alta corrente. Lo stop dovrebbe pero' essere di almeno due mesi. Dato che al CERN da dicembre ad almeno marzo le macchine sono ferme per manutenzione etc.., c'e' il rischio che il prossimo fascio sia solo per primavera dell'anno prossimo. Va pero' detto che i primi giorni di operazione sono stati un successo spettacolare. Credo che nessun acceleratore al mondo sia mai partito cosi' bene, gli operatori stessi erano stupiti e non si aspettavano un progresso cosi' rapido. Di solito i grandi acceleratori entrano a regime dopo alcuni anni. Senza questo incidente LHC avrebbe potuto essere quasi ai parametri nominali nel corso di un paio di mesi...

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  4. @giorgia: grazie a te, vediamo che si può fare ;)

    @roberto: infatti, il punto è proprio far capire quanto sia difficile mandare avanti un esperimento del genere. Ciao, grazie.

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