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20 luglio 2008

Ad infinitum

Sul tema dell'infinito in letteratura, ho scoperto un paio di racconti contenuti nella raccolta "Racconti matematici", che sto leggendo in questi giorni. Uno è "Il libro di sabbia", di Borges, una specie di variazione su "La Biblioteca di Babele". Stavolta, non si tratta di una biblioteca che contiene tutti i possibili volumi, ma di un unico volume, le cui pagine sono infinitamente sottili. Come tra due qualsiasi numeri interi (o anche razionali) esistono infiniti numeri reali, così tra le due pagine di copertina del mostruoso libro immaginato da Borges è contenuto un numero infinito di pagine. Se si apre il volume e si legge una pagina, si può essere certi che la stessa pagina non capiterà di nuovo aprendo il volume un'altra volta. Ogni pagina emerge da un'infinita profondità e ne viene riassorbita per sempre. Se "La biblioteca di Babele" esplora un macrocosmo, "Il libro di sabbia" scende negli abissi del microcosmo. (Il primo è cosmologico, il secondo particellare.)

Poi c'è "La biblioteca universale" un racconto del 1904 di Kurd Lasswitz, che con "La biblioteca di Babele" ha ben più di una parentela, essendo in realtà il racconto che diede l'ispirazione a Borges. Anche qui si immagina di costruire una biblioteca che contenga ogni possibile volume, anche se la cosa non è reale come nel racconto di Borges ma resta una discussione puramente accademica tra due studiosi.

(Per inciso, i racconti del libro sono quasi tutti molto belli e, che uno li abbia già letti o no, secondo me è bello averli tutti nello stesso volume.)
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