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13 aprile 2008

La nuvola nera

"La nuvola nera" è un buon romanzo di fantascienza del 1957 — niente di strano, in un'epoca in cui di buona e ottima fantascienza se ne scriveva tanta. Solo che questo romanzo lo ha scritto Fred Hoyle, che è stato uno dei più grandi astrofisici di tutti i tempi. E nel leggerlo, oltre a capire come va a finire la storia, ci si può divertire ad andare a caccia di riferimenti scientifici. Che non sono pochi, visto che si tratta di fantascienza "dura" e che, come dice lo stesso Hoyle nella nota iniziale, poco di quello che vi è raccontato è totalmente inverosimile.

Paradossalmente, però, la cosa su cui il libro mostra tutti i suoi anni è forse proprio quella che Hoyle si aspettava di meno — e a cui, come scienziato, teneva di più. Hoyle, per chi non lo sapesse, è stato l'inventore del nome "Big Bang", riferito al modello di universo in espansione. Inventore del nome, ma non del modello, che anzi detestava con tutte le sue forze. (Big Bang, in origine, era un termine derisorio, coniato durante una trasmissione radiofonica: come per dire, "il modello col botto all'inizio".)  Hoyle aveva invece ideato un modello in cui l'universo, pur essendo in espansione, rimaneva stazionario (cioè sempre uguale a se stesso, senza inizio né fine) attraverso una continua creazione di materia. (La leggenda vuole che l'idea sia venuta a Thomas Gold, uno dei propugnatori del modello insieme a Hoyle e Hermann Bondi, durante la visione di  "Dead of Night", un film fanta-horror con una struttura ciclica.) Be', a un certo punto del libro, Hoyle non perde occasione per polemizzare con i suoi rivali scientifici: si scopre (non vi dico come, nel caso non l'aveste letto) che l'Universo non ha origine, e uno dei protagonisti dice una frase del tipo "aspetta che lo sappiano quelli del Big Bang". Peccato, però, che oggi sappiamo che Hoyle aveva torto. Ironicamente, la sconfitta del modello di universo stazionario arrivò (con la scoperta della radiazione cosmica di fondo) nel 1964, cioè proprio l'anno in cui Hoyle, nel romanzo, situa l'arrivo della nuvola nera. Una nuvola nera per Hoyle, certamente, che poi nel resto della sua carriera scientifica non perse l'abitudine alle idee eretiche e controverse (come la 'panspermia', ovvero l'idea che la vita sia arrivata sulla Terra dallo spazio).

(È un po' un peccato che Feltrinelli non abbia mai rimesso mano alla traduzione, datata e purtroppo spesso inaccurata nel rendere i termini scientifici. A parte il dannunziano "jonizzazione", c'è anche un "diagramma colore-grandezza" che dovrebbe essere "diagramma colore-magnitudine".)
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