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15 gennaio 2008

L'ultimo uomo

"Io sono leggenda" di Richard Matheson è un romanzo straordinario. È del 1954, ed è stato l'ispiratore di molte delle storie post-apocalittiche che sono venute dopo. È un racconto di atmosfera, teso e scarno, costruito con poco: un solo protagonista e la sua routine quotidiana di solitudine e angoscia, in un mondo in cui un morbo misterioso ha sterminato la maggior parte della popolazione e trasformato il resto in feroci vampiri. Adesso ci hanno fatto un film con Will Smith: non è per niente male, ed è apprezzabile lo sforzo di non concedere troppo a certe facilonerie hollywoodiane, ma del libro di Matheson rimane davvero molto poco. 

Se invece volete vedere come era la prima versione portata sullo schermo, nel 1964, la trovate qui, scaricabile liberamente perché nel frattempo è diventata di dominio pubblico (storie di diritti scaduti e non rinnovati). Si chiamava "The Last Man on Earth" (poi c'è stato anche "The Omega Man", ovvero "Occhi bianchi sul pianeta Terra", con Charlton Heston) ed era più fedele al libro, avendo contribuito a una prima stesura della sceneggiatura lo stesso Matheson (che è elencato nei titoli con lo pseudonimo Logan Swanson). Io non ho avuto il tempo e la pazienza di vederlo tutto: ho guardato qualche scena qua e là, abbastanza per notare che Vincent Price gigioneggia da par suo (guardate anche solo come si alza dal letto la prima volta che compare sullo schermo), che il film fu girato con mezzi evidentemente ridotti, a Roma, e che il fungo dell'EUR all'epoca sembrava ancora abbastanza avveniristico da fare da sfondo a un mondo futuro post-apocalisse.

Comunque, leggete il libro, che ne vale la pena.
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