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3 novembre 2007

Quella volta che Kubrick credette (per poco) di aver visto un UFO

Sfogliando il catalogo della mostra su Stanley Kubrick che si tiene in questi giorni a Roma, ho trovato qualche dettaglio in più su un episodio di cui avevo già letto nel libro "Interviste extraterrestri" (libro di cui avevo parlato qui e qui). Nel 1964, mentre lavorava con Arthur Clarke alla sceneggiatura di "2001 Odissea nello spazio", Kubrick contattò la US Air Force per segnalare l'avvistamento di un oggetto volante non identificato. L'avvistamento era avvenuto sulla terrazza di un albergo di New York, mentre Kubrick era in compagnia di sua moglie Christiane e dello stesso Clarke. Nel catalogo sono riportate le pagine del questionario che l'USAF fece riempire al regista, come voleva la prassi. Fu subito chiaro che Kubrick aveva osservato il passaggio nel cielo di una nostra vecchia conoscenza: il satellite Echo. Va detto che questa era stata proprio la prima spiegazione venuta in mente al regista, come si vede dalle sue risposte al questionario (meticolosissime, come ci si aspetta). Echo viene infatti citato da Kubrick come esempio sia per le dimensioni che per la luminosità dell'oggetto osservato. L'origine dell'equivoco pare sia da attribuire al fatto che tanto il New York Times che il Planetario Hayden, consultati dal regista, avevano fornito un orario sbagliato per il passaggio del satellite sulla città.

(Per inciso, se come me siete fissati per Kubrick, la mostra merita una visita. Ci sono le sceneggiature originali, i libri consultati e annotati da Kubrick, materiale di scena, modellini dei set e attrezzature tecniche - le maschere da scimmione e i caschi di 2001, le asce di Shining, i costumi di Arancia Meccanica e Barry Lyndon, gli obiettivi e le macchine da presa usati da SK. Con un biglietto Metrebus timbrato si entra per 10 Euro, e se resta tempo si visitano anche altre due mostre: Rothko e Ceroli. Avete tempo fino al 6 gennaio.)
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