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18 settembre 2007

Mission to Mars

Quelli che nel deserto dello Utah si stanno esercitando per una futura missione su Marte (se ne parlava ieri a Condor) non fanno capo a nessuna delle agenzie spaziali ‘istituzionali’. Sono un gruppo di entusiasti, riuniti in una associazione privata ‘no profit’ che si chiama Mars Society, che fa lobby in favore della corsa al pianeta Rosso, e che ha tra i suoi sostenitori anche qualche vip, come il regista James Cameron. Il capo è Robert Zubrin, uno la cui filosofia è che si possano mandare uomini su Marte entro i prossimi dieci anni a prezzi irrisori, partendo senza il combustibile per il rientro e senza scorte di ossigeno. Tanto, quando arriviamo su Marte troviamo tutto quello che ci serve per sopravvivere lì e per tornare a casa, dice lui. Zubrin è un visionario o un sognatore, vedete voi. Tra le altre idee che tenta di far passare c’è quella del ‘terraforming’ e della conseguente colonizzazione di Marte, su tempi inferiori a un secolo (di questo ne riparliamo).

In realtà, i piani ufficiali della NASA e dell’ESA per mandare uomini su Marte sono molto più laboriosi e a lunga scadenza. Servono una serie di passi intermedi: missioni robotizzate, prelevamento e trasferimento sulla Terra di campioni di suolo marziano, probabilmente installazione di basi abitate permanenti sulla Luna. Non se ne parla, nella migliore delle ipotesi, prima del 2030. E anche con tutto l’ottimismo, vista la situazione complessiva dei programmi spaziali e i ritardi accumulati negli ultimi anni, sembra difficile immaginare di vedere un nuovo Armstrong su Marte prima di quella data.
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