18 luglio 2007

Zoologia celeste

C'è questo progetto che si chiama GalaxyZoo che serve a classificare una milionata di galassie. Sembra strano, ma l'occhio umano è molto più abile di un computer a distinguere una galassia a spirale da una ellittica, e allora si è pensato di cercare aiuto sul web per fare un po' d'ordine nei cataloghi. Ci si registra, si butta un occhio a un'immagine pescata nel database, e si stabilisce che tipo di galassia è, basandosi su semplici criteri di facile apprendimento. E ci si sente tanto utili all'avanzamento dell'astronomia. È l'idea dietro altri progetti a partecipazione diffusa, tipo SETI@home: lì però vi si chiedeva tempo macchina sul vostro computer mentre era in standby. Qui vi si richiede tempo e basta. (Se ne parla anche da Anisotropie.)

6 commenti:

  1. Interessante,grazie per la segnalazione. Ma SETI esiste ancora?

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  2. Stardust@Home chiede la collaborazione di volntari per cercare grani di polvere interstellare (polvere di stelle, se si preferisce).

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  3. Ciao Dario,
    benvenuto. Sì, SETI esiste ancora (http://www.seti.org), ma è finanziato solo con fondi privati (tra cui quelli - parecchi - di Paul Allen, co-fondatore di Microsoft).

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  4. Un altro progetto interessante della serie @home è Einstein@home (http://einstein.phys.uwm.edu/):

    Einstein@Home is a program that uses your computer's idle time to search for spinning neutron stars (also called pulsars) using data from the LIGO and GEO gravitational wave detectors.

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  5. Non è di astronomia ma nella serie @home c'è anche il progetto sviluppato da CERN
    e Università di Ginevra, Africa@home, per lo studio della diffusione della malaria in Africa...

    africa-at-home.web.cern.ch/

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