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13 giugno 2007

Kubrick vs. Sagan

Ho iniziato a leggere "Interviste extraterrestri", libro dal titolo estremamente fuorviante che in realtà raccoglie le risposte di molti illustri scienziati e pensatori alle domande poste da Stanley Kubrick durante la lavorazione di "2001: Odissea nello spazio". (Prima o poi vorrei parlare anche del perché "2001" è il mio film preferito: ma ci vorrebbe un saggio, temo...)

Le interviste furono filmate in 35 mm, e dovevano servire da introduzione al film. Ma Kubrick in seguito decise che il risultato sarebbe stato eccessivamente pesante, e non usò il materiale girato (che peraltro sembra essere andato perduto: quello che resta sono le trascrizioni, oggi raccolte in volume per la prima volta).

Il libro promette tantissimo: un genio dalla curiosità onnivora come Kubrick che pone domande sull'intelligenza artificiale, sui viaggi nello spazio, sull'origine della vita, e così via, a gente come Asimov, Dyson, Oparin, Drake, e molti altri. L'unico problema potrebbe essere che le interviste furono fatte nell'ormai lontano 1966. Ma per me questo è un valore aggiunto, che restituisce una fotografia di un'epoca ancora pervasa da un forte ottimismo scientifico.

Sul libro vorrei tornarci ancora in seguito, per dire se ha mantenuto le promesse. Intanto, però, già dalle prime pagine emerge una cosa interessante, che riguarda uno che nel libro non c'è: Carl Sagan. L'assenza suona strana, perché Sagan all'epoca era già un'autorità, avendo scritto uno dei primi libri sulla ricerca di vita nell'universo (tutt'oggi un testo di riferimento, per quanto datato). Inoltre, nella ricca aneddotica su "2001" circola da tempo una storia secondo cui fu proprio Sagan a consigliare a Kubrick di non mostrare mai direttamente i misteriosi creatori del monolito nero. Ma se Sagan e Kubrick si sono davvero parlati, come mai non c'è mai stata un'intervista a Sagan? L'introduzione del libro (scritta da Anthony Frewin, assistente di Kubrick per venticinque anni, nonché curatore del volume) svela l'arcano: Sagan fu in effetti contattato, ma fece richieste economiche esose (tutti gli altri o rifiutarono perché non interessati, oppure contribuirono senza compensi) e la cosa finì lì. Quanto alla storia della presunta influenza artistica di Sagan su Kubrick, Frewin la smonta completamente: l'idea di non mostrare mai gli alieni fu solo del regista, dopo lunghe riflessioni e vari tentativi falliti partendo dai dipinti di Max Ernst e dalle sculture di Alberto Giacometti.

Insomma, viene fuori un incontro/scontro di personalità, e speriamo che nessuno mi sottoponga al gioco di scegliere, pistola alla tempia, fra Kubrick e Sagan...
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