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5 aprile 2007

Il futuro che non è stato


Chi è cresciuto negli anni '70 ricorderà che quando si parlava del Futuro (con la maiuscola, come categoria generica) si pensava, più o meno consapevolmente, agli anni che adesso stiamo vivendo. Quando dovevamo situare i nostri sogni, le nostre proiezioni, dicevamo semplicemente "nel duemila". Certo, per noi che eravamo bambini c'era di mezzo il fatto che in questo periodo saremmo diventati adulti: ma in generale, c'era in tutta la società una sensazione, sicuramente ingenua, che "nel duemila" tutto sarebbe stato diverso. Avremmo viaggiato nello spazio e colonizzato altri pianeti, ci saremmo mossi con macchine volanti, avremmo risolto tutti i problemi. (Certo, poi c'era anche la versione catastrofista e millenarista: la sovrappopolazione, l'inverno nucleare, la fine del petrolio...). Era la coda lunga dell'ottimismo dei favolosi anni '60, di Kennedy, della corsa allo spazio. Come espressione "alta" di questa visione c'era stato "2001: Odissea nello spazio" (il mio film preferito): e, nella versione più popolare, una miriade di filmettini di fantascienza senza pretese.

Comunque, alla fine il duemila non è stato come ce lo immaginavamo. La stazione orbitale rotante di "2001" non esiste e non è più nei piani. Non c'è un Hilton sulla Luna, e la Pan Am, che doveva portarci avanti e indietro con un aeroplano spaziale, è persino fallita. Eppure tutte queste cose non erano soltanto fantasticherie: erano basate su studi di fattibilità della NASA.

Recentemente ho scoperto questo blog chiamato Paleo-Future. Lo consiglio a tutti i nostalgici di un futuro che non c'è mai stato. Ci sono cose straordinarie, immagini pubblicitarie, illustrazioni di libri, ingenuità commoventi accanto a idee più rigorose: visioni del tempo che stiamo vivendo immaginate per oltre un secolo, quando "il duemila" era ancora soltanto il Futuro.
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