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26 aprile 2007

Gliese 581 C


Il post obbligatorio di oggi è per il pianeta scoperto intorno alla stella Gliese 581, a "soli" 20,5 anni luce da qui. Niente di nuovo in sé (sono ormai centinaia i sistemi planetari scoperti intorno ad altre stelle) ma c'è di interessante che questo pianeta è il più simile alla Terra scoperto finora, dove "più simile" vuol dire che 1) ha un raggio simile a quello terrestre, solo 1,5 volte più grande 2) una massa 5 volte più grande della Terra (dal che si deduce che la gravità in superficie sarebbe un po' più del doppio che sulla Terra). Normalmente, i pianeti scoperti hanno masse e dimensioni molto più grandi (sono più facili da rivelare) e sono quindi più simili a Giove, cioè probabilmente composti per lo più di gas. Questo qui, invece, è presumibilmente un pianeta roccioso. Mettiamo l'enfasi su presumibilimente, perché non è stato osservato direttamente (la figura di sopra è una ricostruzione artistica!): ma i modelli di formazione dicono che pianeti così piccoli dovrebbero essere rocciosi.

Ma la cosa più importante è che questo pianeta si trova a una distanza tale da avere una temperatura che permette l'esistenza di acqua liquida in superficie, cioè cade nella cosiddetta zona abitabile. Non che debba esserci necessariamente, e non è neanche detto che il pianeta abbia un'atmosfera né di che tipo: però è almeno possibile. In realtà, quello che rende abitabile un pianeta è una combinazione di fattori molto complessi da prevedere in partenza. Pensiamo a Marte e a Venere: simili alla Terra e, in linea di principio, all'interno della zona abitabile, ma entrambi evoluti in maniera tale da renderli completamente ostili alla vita (Venere ha avuto un effetto serra disastroso, che ne ha alzato la temperatura a livelli insopportabili; Marte invece ha perso quasi tutta l'atmosfera dopo la cessazione dell'attività vulcanica, non ha un effetto serra che ne mitighi la temperatura, e ha raggiunto pressioni superficiali incompatibili con la presenza di acqua liquida stabile).

Quindi, per il momento l'unica cosa che si può dire, prima di farsi prendere da eccessivi entusiasmi sulla possibile presenza di vita, è che questo pianeta è semplicemente il candidato più interessante per investigazioni più approfondite.

(E comunque, come suggerisce oggi Scott Adams: dategli un nome migliore!)
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